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DOROTHEA LANGE
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  DOROTHEA LANGE

Dorothea Lange, come Walker Evans, ha un posto di rilievo tra i più celebri fotografi per avere documentato, in California, gli effetti della crisi americana del 1929 e per avere usato la fotografia come strumento di testimonianza sociale. Di origini tedesche, nasce il 25 maggio 1895 nel New Jersey. Da giovane si ammala di poliomielite, una malattia che le lascierà una traccia indelebile nell’anima e una particolare sensibilità per tutte le persone sofferenti. Dopo gli studi alla Columbia University di New York e l’incontro con il fotografo Clarence White inizia a scattare le prime fotografie. Nel 1918 si trasferisce a San Francisco dove lavora come fotografa free-lance aprendo uno studio di sua proprietà. Scioccata dai disastrosi risvolti socio-economici della Grande Depressione del 1929 e dai 13 milioni di persone in cerca di lavoro inizia il suo lavoro di documentazione dei disperati lungo le strade delle cittadine della California. Nel 1935 viene contattata dalla Farm Security Administration (FSA) dove lavora documentando le condizioni di vita nelle aree rurali degli Stati Uniti. E’ durante questo periodo, intensissimo, che scatta il suo capolavoro, la madre migrante. E’ l’immagine che la proietta nell’albo d’oro della Fotografia. Scattata in California il 6 marzo 1936 è un ottimo esempio di fotografia documento. Tecnicamente è un’opera perfetta. La madre, dal volto segnato dalla fatica e dalle rughe guarda oltre l’obiettivo, distante, con tutta la preoccupazione, la dignità e la speranza negli occhi che contraddistingue chi migra in cerca di migliori condizioni di vita. Al suo fianco i due bambini che nascondono il volto e contemporaneamente cercano protezione. Dorothea Lange ha lavorato per la FSA dal 1935 al 1942. Durante la guerra ha collaborato con la War Relocation Agency di San Francisco e l’Office of War Information, documentando l’impatto del conflitto sulla società americana. Terminata la guerra inizia un intenso lavoro con la rivista Life e intraprende diversi viaggi in Asia, Sud America e Medio Oriente. Muore di cancro nel 1965, pochissimi giorni prima dell’inaugurazione della sua più grande retrospettiva al Museum of Modern Art di New York.

  DA VEDERE

Migrant Mother, Nipomo, California, 1936

Japanese-American evacuees, 6 APRILE 1942

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