Sebastiao
Salgado è il fotografo contemporaneo che
racconta la dura realtà del lavoro.
Brasiliano, nasce nel 1944. Inizia
l'attività di fotografo professionista
all'età di 29 anni, dopo avere conseguito la
laurea in Economia e Commercio e in seguito a una
specializzazione giuridica in materia di interventi
economici per l'agricoltura. Nel corso della sua
carriera ha lavorato per tre tra le maggiori
agenzie fotografiche: Sygma, Gamma e infine Magnum.
Dal 1944 lavora in proprio avendo creato, insieme
alla moglie Leila, la propria agenzia: la Amazonas
Images. Salgado si è ritagliato un posto di
primissimo piano tra i fotogiornalisti viventi
grazie ai suoi lavori che documentano la
povertà e la miseria nel mondo e per un
colossale progetto sulle società moderne. Un
lavoro in costante rielaborazione che lui stesso ha
chiamato "L'archeologia all'epoca industriale:
l'uomo-produzione all'alba del XXI secolo".
Tecnicamente si distingue perché scatta
quasi sempre in bianco e nero, esasperando la
carica drammatica di ogni singola immagine
contrastando molto l'immagine.
Per le sue straordinarie immagini Salgado ha
ricevuto numerosissimi riconoscimenti
internazionali, tra cui lo Eugene Smith Award for
Humanitarian Photography nel 1982, l'Erna and
Victor Hasselblad Award nel 1989, il Grand Prix de
la Ville de Paris nel 1991, l'Award Publication
dell'International Center of Photography nel 1994
per il suo libro più importante - Workers -
un eccezionale documento sulle condizioni del
lavoro nel mondo.
DA VEDERE
Tea
Plantation, Rwanda , 1991
Oil
Burning, Kuwait , 1991
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