Ferdinando
Scianna è il fotografo italiano che ci ha
raccontato la Sicilia, le sue tradizioni, il
rapporto con la religione, le sue contraddizioni.
Ventidue anni di lavoro ininterrotto analizzando
ogni singolo aspetto dellisola gli hanno
procurato riconoscimenti a livello internazionale.
Il rapporto con la Sicilia, terra natale, è
strettissimo e le sue attività
fotogiornalistiche vengono apprezzate dai
più illuminati intellettuali italiani, tra
cui Leonardo Sciascia che, in occasione della
pubblicazione del libro fotografico Feste in
Sicilia (1965), gli dedica un saggio. Ma
linteresse per questo fotografo non rimane
entro i confini nazionali. In seguito a diverse
collaborazioni con lautorevole Le Monde
Diplomatique e Quinzaine Littéraire viene
contattato dallagenzia fotografica Magnum e,
nel 1982, entra a farne parte. Il suo stile, quasi
da neo realista del cinema italiano degli anni
Cinquanta, si caratterizza per la
drammaticità delle scene, per le ombre
nette, per i soggetti scelti, che raffigurano
limmagine classica dei luoghi rappresentati.
Lautorevolezza del suo lavoro è stata
riconosciuta anche dallo scrittore Manulel
Vàzquez Montalbàn che, in occasione
della pubblicazione del libro fotografico Le
forme del caos (1989), gli scrive
lintroduzione. Dirà di lui:
Scianna è se stesso quando organizza
la realtà con lo sguardo e il viaggio assume
per lui un senso di sfida verso tutto ciò
che possa rivelare. Viaggia come un conquistatore
di situazioni e gesti, con un senso iniziatico
dell'avventura, ma non con il senso trascendentale
dei piú trascendenti cavalieri della Table
Ronde, ma con la curiosità da
voyeur .
DA VEDERE
Benares
, 1973
Camini,
Bolivia , 1986
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