E' il giornale che ha fatto da balia al fumetto italiano. Esordisce il 27 dicembre 1908 come supplemento illustrato del Corriere della Sera e vive per quasi novant'anni (ultimo numero 30/1/1996) riflettendo le trasformazioni del secolo e traducendole per il suo giovane, fedelissimo pubblico. Ha ospitato narratori e poeti di primo piano, come Gozzano, Buzzati e Milani, ma anche Anatole France e Kipling; è: stato guidato da direttori sensibili e capaci, molto attenti alle trasformazioni tecniche e ai nuovi linguaggi. Fra i suoi grandi meriti, c'è quello di aver introdotto in Italia i Comics americani, già presenti dal primo numero (Buster Brown di Felton Outcault, Bibì e Bibò di Rudolph Dirks e Happy Hooligan, al secolo Fortunello di Burr Opper per citarne alcuni) e di aver fatto crescere sulle sue pagine il meglio della narrativa disegnata del nostro paese. Ha fatto esordire artisti come Antonio Rubino (Quadratino, Rosaspina, Pino e Pina), Attilio Mussino (Bilbolbul, Schizzo, Mario e Maria,) che con l'introduzione degli ottonari in rima sotto le vignette hanno inventato un "codice" per il fumetto italiano rimasto nel background di almeno due generazioni di lettori. Nel tempo, il giornale si arricchisce dell'opera di Sergio "Sto" Tofano (Il signor Bonaventura), Mario Pompei (Bice e Baci), George Mc Manus (Arcibaldo e Petronilla), Sullivan & Messmer (Felix the Cat - Mio Mao), Giovanni Manca (Pier Lambicchi e l'Arcivernice), Bruno Angoletta (Marmittone) I protagonisti sono spessissimo bambini, intenti a ordire scherzi, magari anche crudeli, che però, in omaggio alla morale imperante, alla fine pagano sempre. Ad essi si affiancono personaggi "adulti" strani, irregolari, che vivono in mondi tutt'atro che rassicuranti. Fra le righe di questo prodotto apperentemente innocente si insinua una carica anarcoide, di insofferenza rispetto agli schemi, impossibile da cogliere per le famiglie borghesi dell'epoca. Ne godono invece pienamente i piccoli italiani di allora, che accolgono con entusiasmo la pubblicazione decretandole un enorme successo. Nel dopoguerra, terminato il periodo in cui anche questa testata viene utilizzata a fini propagandisitici, i fumetti "moderni", quelli con le "nuvolette", guadagnano terreno. Grandi storie d'avventura come Prince Valiant di Harold Foster, o Anna della Giungla di Hugo Pratt trasformano l'immagine del Corrierino, aprendo la strada alle ragazze moderne di Grazia Nidasio e alle gallerie di personaggi di Cimpellin e Battaglia. L'ultima stagione interessante del giornale è quella degli anni '60-'70, in cui l'ormai storico foglio ospita grandi personaggi d'oltralpe come Lucky Luke, Luc Orient, Spirù e Fantasio. Ma a questo punto, dallo sdoppiamento di testata del 1972, il testimone dell'inventiva e della capacità di parlare ai giovani della propria epoca è passato al Corriere dei Ragazzi.
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