
Diabolik è l’unico sopravvissuto di tutti quei fumetti neri come
Kriminal, Satanik e Zakimort, per citare i più
famosi, che imperversarono in Italia negli anni ’60 e che tanto scandalo
scatenarono nell’opinione pubblica per le situazioni forti e per il fatto
che i protagonisti, tutti "cattivi", alla fine di ogni episodio
riuscivano a cavarsela e a godersi i frutti dei loro delitti. Diabolik
nacque dalla penna delle sorelle Angela e Luciana Giussani, che all’inizio
presero a piene mani dai personaggi della letteratura di appendice come
Rocambole, Arsenio Lupin e Fàntomas, "anti-eroi" che raramente
venivano puniti. E’ soprattutto da Fàntomas che le sorelle Giussani
prendono le loro ispirazioni maggiori, mitigando però certe situazioni.
Diabolik, con la sua inimitabile tuta attillata nera, il suo sguardo di
ghiaccio, la sua abilità quasi sovrumana nell’impersonare qualsiasi
persona, è un ladro geniale che organizza sempre dei colpi perfetti,
ai limiti dell’impossibile. E’ aiutato nelle sue imprese dalla fedele compagna
Eva Kant, mentre la sua nemesi è l’ispettore Ginko, nei cui confronti
non c’è odio, ma quasi una specie di rispetto in questa quasi gara
che dura da oltre trent’anni e che li vede sempre antagonisti l’uno dell’altro.
Una delle qualità di Diabolik, che gli ha permesso di resistere
per tutto questo tempo e di restare tra i primi posti nelle preferenze
del pubblico (ottenendo anche una recente edizione statunitense), è
stata sicuramente quella di riuscire a rimanere aderente ai propri tempi
e di affrontare di volta in volta non soltanto semplici furti impossibili,
ma anche criminali e situazioni che rispecchiano la realtà (per
esempio la piaga della mafia, della droga, dell’usura, ecc.).
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