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BRIAN THE BRAIN
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  LA STRIP E I PERSONAGGI
Brian The BrainE' il Bio Lab, a cui la mamma di Brian Brane ha venduto il proprio corpo, la scaturigine di tutta la vicenda (algida, cinica, eppure tenerissima) che narra le epiche avventure di Brian, "the thinking thing", il mutante senza calotta cranica che dispone di capacità telecinetiche e telepatiche fuori dal normale. Miguel Angel Martin racconta avventure che sembrano minimaliste e invece sono il più alto e sconcertante esempio di arte massimalista nel panorama fumettistico contemporaneo. Per questo Brian The Brain disegna un'epica: è il canto disperato, modulato secondo la dolcezza lirica, del nostro presente, di tutti noi che, ancora umani e non ancora extraterrestri, siamo sottoposti a una macchina globale che ci stritola con cinismo soffice e un'inusitata inavvertibile violenza. Le storie di mancata integrazione di Brian (cioè: i tentativi di disintegrazione a cui è sottoposto il bambino supernormale) passano attraverso il falso mito dell'infanzia innocente, toccano le corde del cuore e del pancreas, affondano nell'indifferenza con cui gli alienati attorno a noi non guardano alla loro esistenza come a uno stato di alienazione. brianPersonaggi universali, empaticamente riconosciuti come componenti del nostro più bruciante presente, la mamma ambigua di Brian o i contraddittori legami di gruppo dei compagni di scuola tracciano, con disegni stilizzati e sceneggiature semplici e secche, l'impossibilità a distinguere il male dal bene secondo sguardi superficiali. Ma la lezione di quest'opera d'arte che è BTB è che è necessario uno sguardo non superficiale per delineare la differenza tra l'onestà e l'ottusità, tra ciò che è umano e ciò che non lo è più. La matita di Martin designa le leggi etiche di un nuovo tempo umano: leggi tutte da decrittare, con sensibilità e idealismo e tanta pazienza nei confronti di noi stessi e degli altri, e che costituiscono il codice di una resistenza all'assalto di quel qualcosa di artificiale che, attraverso la genetica e il mercato e l'utilitarismo e l'individualismo atomizzato, esprime un proprio e aggressivo stile: lo stile del Dominio.
  I PERSONAGGI
Brian BraneBRIAN - Nato per inseminazione artificiale da una madre che, per sopravvivere, ha venduto il proprio corpo agli esperimenti del Bio Lab, Brian è un mutante senza calotta cranica, un'intelligenza sovrumana e capacità telepatiche e telecinetiche che vorrebbe perdere a tutti i costi. Sono le sue qualità di mutante, infatti, l'ostacolo principale che si contrappone all'integrazione tra Brian e i suoi compagni di scuola: esserini fin troppo umani che sfruttano Brian materialmente e lo umiliano con una predeterminazione cinica e criminale.
La mamma di BrianLA MAMMA - Ambiguamente presa da sconfinato amore per il figlio mutante e, al tempo stesso, da rabbia repressa per questa sorta di tenero orrore che le è uscito dall'utero, la mamma di Brian contribuisce, col suo repertorio di contraddizioni affettive, a fornire a Brian l'illusione dell'affetto e l'esposizione al dolore del mondo. L'apice viene toccato quando pare che il Bio Lab rifiuti il corpo della donna per nuovi esperimenti, poiché ormai è stato troppo sfruttato: la donna si ubriaca e a un Brian piangente enuncia la pesante verità: "Sei tu il problema! Lo sei dal giorno che sei nato e non c'è altro cazzo di modo di vederlo!".
OliverOLIVER - Il più acerrimo discriminatore di Brian è un figlio di mignotta fatto e finito, benestante e odioso, che si chiama Oliver e che riesce ad applicare, con una costanza antropologica che ben conosciamo, le sue doti di leader al gruppo dei compagni di classe di Brian. Trionfo di cinismo crudele, barbaro secondo le leggi di una natura che resta selvaggia anche nella società eugenetica di BTB, Oliver è, come dice un suo compagno "un bastardo figlio di puttana", ma - come nota il vertiginoso Brian - "almeno è sincero"...
GabrielGABRIEL - Gabriel è proprio colui che confonde il discrimine tra il bene e il male, che riesce a fare tracimare le sostanze dell'etica positiva e del soverchiamento impietoso. Pur succube di Oliver, come gli altri compagni di Brian, avvicina il telepate con verità che dovrebbero cogliere l'entusiasmo e la piena adesione acritica del nostro Cervellone: il quale invece rivolta in continuazione la valutazione - morale o intellettuale - che chiunque darebbe per scontata. Gabriel è contemporaneamente l'angioletto e il diavoletto sulle magre spalle di Brian.
HH - Il rapporto tra Brian e il gentil sesso è condizionato, ovviamente, dal perenne stato di discriminazione "verso l'alto" che accompagna l'orrido e tenero telepate. A ciò si aggiunga una variante: quando Brian si sbilancia perché una ragazza gli sembra "carina" (il massimo del gergo che Brian si permette in questi casi) accade invariabilmente che spunti Oliver, l'abbracci e se la porti via. Un'altra passione di Brian, alle sue spalle, lo soprannomina: "The thinking thing", "la cosa che pensa". E' una delusione senza soluzione di continuità...

  di Giuseppe Genna
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   data: 11 giu 2001 protezione contenuti: attiva Aiuto  

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