Topolin Edizioni
I fumetti "autenticamente decadenti" della casa editrice capitanata da Jorge Vacca, uno che asserisce che "qualcuno deve pur fare il lavoro sporco"...
Brian the Brain
Il bambino mutageno del futuro, by Miguel Angel Martín...
El Dié
Maradona-pop e iperciliato nel delirio globale di Lucas...
Si è scomodato perfino Tommaso Labranca, ed è tutto dire. Diego Armando Maradona, dopo l'ennesimo ritiro dal calcio giocato, gode di una nuova vita: demenziale, grottesca, allegorica. E, diciamolo francamente: geniale. El Dié è il fumetto che l'inarrestabile verve underground di Topolin Edizioni pubblica in Italia, organizzandogli attorno un macroevento al Centro Sociale Cox di via Conchetta a Milano (il 17 novembre 2001, dalle 22 a esaurimento nervoso). El Dié è un fumetto avantpop che riedita un'icona imperdibile del calcio e del cattivo gusto degli ultimi vent'anni: dalla lacrimevole infanzia argentina all'avventura nel Napoli di Ferlaino, dalla Coppa del Mondo alle overdosi di cocaina, passando attraverso rapporti con la camorra, ambigui legami con l'ex presidente Carlos Menem, figli illegittimi caricaturali, giri di puttane, disintossicazioni nella hacienda di Fidel Castro - e altro ancora: sempre eccessivo e folgorante -, Diego Armando Maradona ha raggiunto da tempo lo status symbol di simbolo. Simbolo del mondo dissennato e larvatamente antideologico che dagli anni Ottanta ci imbottisce di feltro i cervelli. Simbolo del neo-kitsch che urla la sua estetica per ottenere dignità di rappresentazione. Simbolo di scialo esistenziale che ormai soltanto le luminescenze dello Spettacolo permettono. Simbolo di dissolutezza, ignoranza, generosità, coraggio, pavidità, retorica, passione, patriottismo, farloccheria, debolezza: l'esercizio medievale delle virtù e l'identificazione barocca dei vizi trova in Dieguito la sua ennesima reincarnazione. La centralità di un personaggio colossale come Maradona non è sfuggita all'immensa e visionaria matita di Jorge Luís Pereira - in arte Lucas -, il disegnatore che, con una sintesi estrema del pop planetario, ha dato vita a un universo impazzito, antiamericano, no-global e ruspante al cui centro si erge il trono di El Dié - una sagoma che aderisce all'epidermide del cotechino calciatore e lo esalta quale occhio del ciclone planetario, passando da esordi di bellezza shakespereana (l'incipit del primo album è quasi secentesco) a improbabilità probabili che danno identità al presente (Diego diviene presidente dell'Argentina e invade gli Stati Uniti con un manipolo di supereroi argentini e giapponesi). Clarence si inchina, as usual, alla maestria di Jorge Vacca e della banda dissennata di Topolin - e celebra il cotechino situazionista El Dié...
GLI ALBI DEL DIÉ
I primi due numeri a doppia copertina del fumetto di Lucas edito da Topolin.
Maradona ritorna, improvvidamente eletto presidente dell'Argentina dopo essere stato iscritto nelle liste elettorali dal manager Gustavo. Iperpappone, figaiolo, tarrissimo, Dieguito prepara per la nazione sudamericana una versione pop del regime caudillo, in funzione antiamericana, mentre Bill Clinto cerca di mettere una toppa e Monica Lewinsky cerca di mettere una topa. Imperdibile.
Maradona, a capo di una legione di supereroi argentini e giapponesi, invade gli Usa e impedisce a Bill Clinto di premere il bottone nucleare, promettendogli i favori sessuali della moglie Claudia. Diventato presidente degli Usa e poi re del mondo, Maradona si stanca presto del suo nuovo lavoro e naufraga nell'isola di King Kong, tanto per dare un tocco di credibilità al tutto...
Personaggi e vicende dagli album di El Dié: dal Superhombre alla moglie Claudia, da Dragon Bolas a Bill Clinton, ecco le icone fondamentali delle avventure pop di Dieguito firmate da Lucas.
Dopo Warhol, Battiato e Calasso dell'Adelphi, il geniale teoreta del trash Tommaso Labranca adesso punta Gillo Dorfles, ma spende parole di ammirazione per l'icona maradoniana, tradotta da Lucas in esistenza tarra e fumettara con El Dié. La prefazione al primo album edito da Topolin, firmata con passione trascinante dal re dei salmoni trash...
Il creatore del Dié - Di nome farebbe Jorge Luís Pereira, ma tutti lo conoscono con lo pseudo Lucas. Neanche quarant'anni, creatore dell'anti-supereroe Cazador, nato in Uruguay ma trapiantato in Argentina, Lucas ha sconvolto il mondo del fumetto con l'invenzione dell'icona pop di Maradona: un capolavoro celebrato ovunque...
Autenticamente decadente- Fondate da Jorge Vacca, argentino naturalizzato italiano, le Edizioni Topolin hanno un motto esplicito: "Qualcuno deve pur fare il lavoro sporco". Lo diceva anche Tex, ma a Tex non è mai capitato di dovere affrontare inusitati attacchi censori o avventure legali come invece è accaduto per la produzione autenticamente decadente portata in libreria dall'eroico Jorge.
Il 17 novembre 2001, Topolin Edizioni organizza al Centro Sociale Cox di Milano un party in onore dell'icona ultrapop di Maradona, per celebrare degnamente la pubblicazione del secondo album di El Dié. Balli, canti, dj decadenti, filmati della vita di Dieguito, mostre e ospiti che ruotano intorno a Labranca e all'immortale Jorge Vacca. Se siete a Milano, fateci un salto: ne uscirete iperciliati.
Imbolsito, lento, acciaccato, ma ancora adrenalinico e piagnone, Maradona ha dato l'ennesimo addio al calcio. Gufo, infame estensore della rubrica calcistica di Clarence, Melina, gli ha dato addosso come sa fare solo lui. Ma non ha dimenticato i momenti storicamente più commoventi della vicenda calcistica del Pibe de oro: un'imperdibile antologia video dei gol-capolavoro di Diego.