Del geniale creatore di Brian The Brain, recita la biografia ufficiale su Topolin.it: "Lo spagnolo Miguel Angel Martin è nato a Leòn nel 1960. Autore di una prolifica produzione, fatta di copertine di CD, locandine cinematografiche (Killer Barbies di Jess Franco), manifesti per festivals, per gruppi musicali spagnoli e inglesi, illustrazioni e disegni per giornali e riviste... e, ovviamente, i fumetti che non cessano di riservare sorprese. Pubblica regolarmente sul mensile spagnolo El Vibora e strisce quotidiane su alcuni giornali. La rivista Time lo ha definito 'uno dei migliori disegnatori europei'. Ha vinto il premio 'Autore rivelazione' nel 1993 al Salon Internacional de Comics de Barcelona e il premio YELLOW KID come 'Migliore disegnatore straniero' all'Expocartoon di Roma nel 1999".
Siccome probabilmente l'estensore di questa bio è Jorge Vacca, che è modesto e non utilizza toni enfatici, noi aggiungiamo che praticamente ogni opera di Martin è un capolavoro, contestando la definizione pur autorevole che di Martin dà The Indipendent: "Ha il più assoluto disprezzo del genere umano". Diciamo piuttosto che se c'è un artista che il genere umano l'ha a cuore (fino al punto di dissezionare visivamente il cuore) questi è proprio Miguel Angel Martin. Recentemente, la direttrice editoriale di una grande casa editrice per ragazzi sosteneva, a fronte di una pubblicazione splatter di successo, che lei si sarebbe preoccupata per i ragazzini che non l'avrebbero letta: perché questo è l'oggi, il presente tracotante che cerca di sterilizzare il mondo e le menti. Martin, come tutti i grandi artisti non fa splatter e non fa soltanto fumetto: i suoi album sono come saghe epiche che incarnano, con i tratti del disegno, le angosce universali e le questioni più importanti del presente.
I fumetti di Martin hanno creato guai legali al suo editore italo-argentino, Jorge Vacca appunto. Ci sia permesso non di enunciare l'invalidità della censura da un punto di vista ideologico; noi siamo solidali con Martin e Vacca perché conosciamo bene la tradizione delle scuri che legulei e burocrati di Stato hanno calato su Flaubert, Baudelaire, Genet, Pound e Pasolini. E' che nel Palazzo lo stomaco è apparentemente troppo fragile per il cibo che consuma. E di questo avverbio, "apparentemente", da cui sprigiona tutta la meschina piccineria ipocrita bigotta datata 2001, fanno le spese artisti come Martin ed editori come Vacca.