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GARY TRUDEAU: DOONESBURY
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  DOONESBURY'S STORY
L'ultima strip26 ottobre 1970. Sta succedendo di tutto. Nixon, Kissinger, il Vietnam, la rivolta giovanile, la rivoluzione sessuale. E anche Doonesbury: che nasce quel giorno, in mezzo a quella congerie assurda, un autentico perno del secolo. Mike Doonesbury si presenta come un pirla, e tale resterà per un bel tratto. Prima di diventare un americano liberal modello, disincanto e cinico, a suo modo. Accanto a lui incomincerà a gravitare un'armata brancaleone di tossici e figli dei fiori. E, soprattutto, di veri cinici. Tra questi, la palma va allo Zio Duke, lo straordinario stronzo uscito dalla matita di Trudeau e modellato sulla figura, reale, per quanto allucinante, di Hunter S. Thompson, il re del Gonzo Journalism. C'è un motivo per cui questo autentico e becero stronzo, tutto droghe e grano, fa la sua apparizione nella striscia: Hunter è uno che ha inventato il giornalismo d'assalto in chiave LSD seguendo le campagne presidenziali. E, dal suo discreto osservatorio, anche Trudeau si è applicato, con cura e sarcasmo, a prendere di mira le campagne presidenziali (e la Presidenza stessa) come momento collettivo culminante di quel baillamme chiamato America.
In trent'anni di onorata carriera, i personaggi di Doonesbury ne hanno viste di tutti i colori. Rappresentando la realtà che stava addivenendo, citando nomi luoghi e date precisissimi, il circo di Trudeau si è adattato, con triste disincanto, alla morte degli ideali e all'era della globalizzazione, passando per la devolution reaganiana, per la criminale presidenza Bush, per gli imbarazzi pruriginosi di Clinton (più in relazione al caso Whitewater che a quello del Sesso Orale Alla Casa Bianca). Il buon vecchio Mike ha dovuto abbandonare i tentativi di conciliare il mestiere di pubblicitario con i suoi istinti liberal (in una mitica strip, Mike è incaricato di pensare la pubblicità elettorale di Reagan: c'è Reagan che cammina sulla spiaggia, sorridendo, e guarda Nancy che limona con un negro; lui annuisce soddisfatto e la sua chioma prende fuoco...). Tra tutte le apparizioni random che la striscia ha documentato con ironico astio, forse la più memorabile è quella di Dan Quayle, il vicepresidente che non perdeva tempo per fare gaffes, inesistente da un punto di vista politico; anzi, talmente inesistente che Trudeau lo rappresenta con il solo fumetto, ben prima dei vari Forattini & co. di casa nostra (altra memorabile strip: in una conferenza stampa, a Quayle viene chiesto cosa capiterebbe se Bush morisse in un viaggio all'estero; e lui risponde che sicuramente lo inviterebbero ai funerali...).
Altri si sono trasformati. Zonker il tossico non tossisce più. La sua sorellina, da ingenua, si è fatta scema. I genitori invecchiano, i capelli imbiancano. Ma leggetevi le ultime strip sulla corsa alla Presidenza lanciata da Zio Duke: il mordente non cala nemmeno col passare degli anni... Parola di Bush jr. e di Donald Trump...

Duke
Attenzione! Zio Duke è Hunter S. Thompson, il lisergico autore di Delirio e paura a Las Vegas, il re del Gonzo Journalism. Come ha fatto a finire nella strip di Gary Trudeau? Leggetelo nello speciale di Società delle Menti.

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