"Ho fatto una ricerca di mercato nei miei pensieri e, facendo un confronto tra quello che penso io della vita e il quotidiano comportamento della gente, ho scoperto che voi siete rassegnati. Siete rassegnati a portarvi dietro un'inquietudine, direi, di poco conto, passiva. Insomma, voglio dire, il vostro grado di inquietudine si è abbassato: voi siete meno inquieti... ed è questa la disgrazia del secolo. Voi vivete... subite la vita. Voi, che mi state guardando a casa, subite la vita senza domandarvi perchè la subite. E allora sono arrivato alla conclusione che voi telespettatori siete dei pendolari. Salite sul treno della vita e state lì al finestrino, come tanti automi, a guardare la vita che passa senza curarvi di quello che succederà quando il treno si fermerà. Perchè il treno si fermerà, ragazzi: il treno si ferma. E noi non lo sappiamo quando si ferma: non sappiamo nè l'ora e nè il momento. Poi pensavo anche un'altra cosa: che noi adesso siamo in sei miliardi nel mondo e fra cento anni, di tutti quelli che siamo nel mondo, rimarranno si e no una trentina... e cento anni passano in fretta. Sembra ieri quando Leonardo Da Vinci dipinse l'Ultima Cena. Lui usava prendere le persone dalla strada per farle posare per i suoi quadri. E quando ha fatto l'Ultima Cena aveva appunto preso le persone e aveva fatto gli apostoli. Poi il quadro, l'opera di Leonardo Da Vinci, rimase ferma per circa una decina d'anni perchè lui non riusciva a trovare l'elemento più importante: non riusciva a trovare chi avesse il volto di Gesù. Finchè un giorno incontrò un uomo e gli disse: "Tu vuoi posare per me? Io ho fatto l'Ultima Cena e tu hai il volto che cercavo per fare Gesù". E l'uomo gli disse: "Maestro, ma il mio volto è già nel tuo quadro". "A si?" gli ha detto Leonardo "E chi eri?". "Io ero Giuda". Io non so se questa è una leggenda. Un fatto è certo, che ognuno di noi ha dentro due personalità: Gesù e Giuda. Ecco, noi dovremmo cercare di far prevalere Gesù... prima che il treno si fermi".