Clarence - Cultura e Spettacolo
Clarence
PAGINATRE DI LIA CELI
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Cultura e Spettacolo > Paginatre> Archivio
  Aprile - Dicembre 1997
Vizi privati, pubblica istruzione: chi ha incaprettato il cervello al ministro Berlinguer?
LUPARA IN FABULA

«Meglio non parlare di mafia a scuola, se no i ragazzi si deprimono»: a dirlo non è quello svitato di Filippo Mancuso, ma Luigi Berlinguer, ministro pidiessino della Pubblica Istruzione. Pronti i nuovi corsi di educazione civica curati da Alberto Tomba e Coccolino. Viterbo, sospesa una coppia di liceali: si erano chiusi nel bagno dell'istituto per guardare una foto del giudice Caselli. Anche la Cupola ammonisce i boss: «Meglio non parlare ai picciotti delle condizioni della scuola italiana, altrimenti gli viene da piangere». Abbiamo intercettato per voi alcune scottanti circolari inviate ai presidi dal ministro della Pubblica Omertà.

Egregio Preside,
confido che il Suo istituto abbia prontamente recepito la direttiva del Ministero sul divieto riguardante ogni riferimento alla mafia in ore di lezione e la sua sostituzione con argomenti quali «gioia», «entusiasmo», «voglia di vivere». Trovo sconcertanti le lamentele di alcuni docenti imbarazzati nel dover spiegare agli studenti che i giudici Falcone e Borsellino sono saltati in aria per la gioia, che Giulio Andreotti è un entusiasta e che Totò Riina è in galera per troppa voglia di vivere. Addito a questi scettici la preveggenza di Gioia Tauro, una città calabrese che da secoli ha trasformato il proprio nome originale, Mafia Tauro, per non turbare la sana crescita dei suoi ragazzi. I giovani, che, detto fra noi, sono tutti una manica di lazzaroni, sarebbero portati a tifare per Cosa Nostra, e in effetti è difficile parteggiare per uno Stato che mette alla Pubblica Istruzione tizi come me. Del resto è noto che Tano Badalamenti e Leoluca Bagarella avrebbero intrapreso un'onesta carriera di impiegati del Catasto se, in tenera età, non fossero stati suggestionati dal film di Franco e Ciccio Due mafiosi contro Goldginger, sconsideratamente proiettato al cinema dell'oratorio. Mi creda, spesso nell'ignoranza risiede la vera felicità, e chi sa troppo spesso perde il sorriso, e non solo quello, come dimostra il caso di Mino Pecorelli. Qualora i Suoi alunni più devianti si ostinassero a chiedere lumi sull'argomento mafia, Le consiglio di ricorrere a un esauriente manuale redatto da tre docenti siciliani: Mutu-Surdu-Taci, Niente saccio, ed. Baciamo le mani, Corleone, 1981.

Egregio Preside,
il Suo Provveditore mi informa che un docente di Storia del Suo istituto avrebbe accennato agli studenti di una certa brutta faccenda avvenuta in Germania fra il 1933 e il 1945. Le pare il momento di suscitare nei ragazzi sentimenti antitedeschi, con il marco in ascesa e Kohl che minaccia di buttarci fuori dall'Euro un giorno sì e l'altro pure? Inoltre, argomenti come l'Olocausto sono pericolosi: gli adolescenti, che, come sostengono autorevoli studiosi, lo sterminio di massa ce l'hanno nel sangue, parteggiano automaticamente per i nazisti, che fra l'altro erano dei bei biondazzi con delle divise da sballo mentre gli ebrei erano tirchi e nasoni. Lasci stare banalità tipo «chi non conosce il passato è condannato a riviverlo». E' improbabile che qualcuno in Europa provi di nuovo a far fuori sei milioni di ebrei: oggi il genocidio va di moda solo in Ruanda e Burundi, paesi che, come sanno gli alunni i cui docenti di Geografia hanno letto la mia circolare del 13/4 u. s., si trovano su Saturno. La pregherei di invitare il Suo docente ad attenersi strettamente alla definizione di nazismo contenuta nelle recenti istruzioni ministeriali: «mah». Purtroppo il Suo docente si è giustificato dicendo che «non si può spiegare il fascismo senza parlare del nazismo». Il che significa che quell'arruffapopoli ha già contravvenuto alla circolare che imponeva di definire il fascismo «eccentrica mania nata negli anni Venti intorno a una popolare gara podistica, la Marcia su Roma». Pertanto La invito ad allontanare al più presto il pessimista menagramo e a risollevare il morale della classe sostituendo per due mesi le lezioni di Storia con la visione coatta del film Anche gli angeli mangiano fagioli.

Egregio Preside,
mi giunge notizia che una docente di Filosofia del Suo istituto sarebbe incorsa in un errore madornale a proposito della cosiddetta «circolare Gramsci» dello scorso febbraio. L'insegnante l'avrebbe incautamente interpretata come un invito a commemorare la figura di Antonio Gramsci, oscuro parolaio sardo e fondatore di un dopolavoro chiamato Partito Comunista, mentre il Ministero, ovviamente, intendeva onorare il ben più meritevole Giantebaldo Maria Gramsci (Orzinuovi, 1701-Vienna,1797), inventore del sottopiede in caucciù, al cui genio i sofferenti di calli e duroni non saranno mai abbastanza grati. L'omonimia, lo ammetto, può indurre in errore: io stesso devo ogni giorno fare i conti con persone che mi credono parente di mio cugino Enrico Berlinguer, roba da matti. Ma quando si tratta dell'educazione dei giovani l'errore diventa colpa grave. Ho letto qualcosa di questo Antonio Gramsci - un vero sfigato, mi sia concesso il termine -, e mi si rizzano i capelli all'idea che spensierati e garruli sedicenni abbiano dovuto sorbirsi roba tanto deprimente, scritta per di più in una putrida galera. Mi auguro solo che l'inconcepibile malinteso di cui la Sua docente si è resa responsabile sia un caso isolato, e nessun altro abbia scambiato la luminosa figura di Giantebaldo Maria con quella di un galeotto bolscevico e gobbo, altrimenti i nostri giovani (che, come testimoniano accurati studi clinici, per una curiosa malformazione congenita sono assolutamente incapaci di pensare) si faranno venire la scoliosi, fonderanno partiti comunisti e finiranno in galera, con ulteriore aggravamento del debito pubblico. A titolo di risarcimento preventivo alle casse dello Stato, la invito a trattenere metà della busta-paga della docente incriminata.

Egregio Preside,
mi duole che Lei non abbia ancora letto le istruzioni allegate alla circolare che Le invierò il 3/6 p. v., che prescrive di rinchiudere accuratamente i docenti, al termine delle lezioni, negli appositi stabbi dotati di fieno e acqua fresca di cui ogni istituto deve essersi provveduto ai sensi della circolare del 27/3 u. s. sulla disciplina del corpo insegnante. Solo l'indisciplina può spiegare la petizione firmata dai professori della Sua scuola contro la mia circolare del 7/4 u. s., nella quale confermavo la circolare/bis del 25/5 ann. passat. sull'insegnamento nell'ultimo anno dei Licei della storia del Novecento, escluso però il periodo 1909-1989. Norma dettata dalla sollecitudine per il benessere psicofisico degli studenti, troppo impegnati con le nuove materie indicate dalla circolare/ter del 19/1 u. s. (Giardinaggio, Arpa gallese e Nascondino) per sciupare tempo con ottant'anni di scabroso vecchiume. Del resto, con il nuovo esame di maturità a quiz (vedi sotto-circolare del 4/4 u. s.) gli studenti interrogati in storia potranno giocare il jolly e passare a un'altra domanda. I bizzosi docenti del Suo istituto trovano altresì «sciocchina» la norma contenuta nella quadrangolare del 34/16 u. s. sulla prevenzione della depressione giovanile, che obbliga i docenti, nei giorni nuvolosi, ad applicare alle finestre dell'aula appositi pannelli azzurri con dipinto un bel sole giallo. Sciocchina due palle, io stesso ho adottato questo metodo al ministero e i dipendenti sono sempre di ottimo umore, anzi, ridono come pazzi. Lei mi insegna che il brutto tempo ha una pessima influenza sulla natura selvaggia e animalesca dei giovani, che, turbati dall'assenza del sole, diventano pelosi e scorbutici. Col rischio che vengano scartati alle selezioni per la claque di Macao, l'unico mestiere alla portata di un giovane d'oggi. Ho provveduto dunque a decretare l'espulsione da tutte le scuole del Regno degli insegnanti autori della petizione e la loro sostituzione con insegnanti di salsa e merengue. Quieres bailar, se–or Preside?

l'archivio

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:
     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.