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  Aprile - Dicembre 1997
«Rifondazione Laburista mi tiene in pugno»

LONDRA - Non basterà una vittoria di larga misura ad assicurare a Tony Blair un governo forte. A dargli filo da torcere sarà il leader dell'estrema sinistra, il veterolaburista Bertie Nott, il cui appoggio è indispensabile alla maggioranza. Gentiluomo elegante e sofisticato, Nott si è reso famoso durante il grande sciopero dei minatori del 1984, quando distrusse una galleria a capocciate e incendiò con un peto un mucchio di carbone pronto per la consegna. Nel suo programma Bertie Nott chiede la decapitazione nella Torre di Londra di tutti i membri femmine della famiglia Thatcher, la nazionalizzazione delle Spice Girls e distribuzioni gratuite di birra fin dalle scuole elementari. «Un programma di minima - spiega Bertie Nott -. Quello di massima è uguale, solo che al posto della birra nelle elementari chiediamo il gin nelle scuole materne». Il dialogo con il neoliberista Blair non si prospetta facile. «Dico, - ha detto nell'ultimo talk-show alla Bbc - torniamo al governo dopo vent'anni, possibile che non possiamo nemmeno torturare un po' i ricchi?»

Gran Bretagna, ma soprattutto gran culo: il segreto del successo di Tony Blair
Chi non Labour non fa l'amour

Una Thatcher in pantaloni? Un Veltroni col cervello? La Spice Girl spilungona o l'ultima invenzione dei Monty Python? Macché, il lanciatissimo Tony Blair, il nuovo premier inglese, è solo un ragazzone semplice e autentico. Ecco la biografia di un vincitore annunciato.

L'infanzia

1954: figlio di Linda e Lambswool Blair, Tony Blair nasce già con il 57 per cento dei consensi in una sartoria per uomo di Bond Street. In realtà, appena nato è una bambina, ma cambia subito sesso dopo aver appurato con un exit-poll che i genitori avrebbero preferito un maschietto. Del resto, già durante la gestazione il piccolo ha dato prova del pragmatismo che lo caratterizzerà nella vita adulta: le ecografie mostravano, accanto al feto, un pool di feti-consulenti intenti a disegnarne il look. A soli tre giorni baby Blair rivela la sua precoce inclinazione alla politica: nella nursery stringe la mano a medici e balie e bacia gli altri neonati. Tony Blair cresce e in breve tempo supera del 2,3 per cento il bambino conservatore del vicino di casa. A un anno, dopo un brain-storming con i suoi consulenti, annuncia con un comunicato stampa che pronuncerà le prime parole: "mama", "pupù" e "Miei cari elettori", a due anni conquista un seggiolone alla Cameretta dei Comuni. Commovente la sua prima letterina a Babbo Natale: «Caro Babbo Natale, se mi porti il trenino elettrico, ti nomino Cancelliere dello Scacchiere». Mamma e papà provano dargli un fratellino, ma Tony lo batte alle primarie e il piccolo deve ripresentarsi cinque anni dopo. I signori Blair cominciano a chiedersi dove hanno sbagliato. Tony glielo spiega sulla base di un sondaggio effettuato su un campione di 1000 persone.

Anni Sessanta

Un sondaggio rivela che i cittadini britannici preferiscono un premier che sappia leggere e scrivere: Tony si iscrive a scuola, dove le sue interrogazioni durano ore intere, perché a ogni domanda si riunisce con il suo pool per formulare la risposta più conveniente. Alla fine dell'anno i professori lo giudicano un somaro in matematica. «Mi giudicherà l'Inghilterra» replica orgogliosamente Tony convocando apposite elezioni; infatti l'Inghilterra, dopo aver visto i suoi compiti di matematica, lo giudica un grossissimo somaro. Per non inimicarsi una parte dei compagni, non dirà mai se preferisce i Beatles o i Rolling Stones: agli amici che lo vanno a trovare a casa fa sentire curiose canzoni centriste dal titolo "I Can Get No Ticket To Ride", "Ruby Yesterday", "Help For The Devil".

Anni Settanta

Il giovane Blair vive un'adolescenza serena ed imparziale. Si iscrive contemporaneamente a Oxford e a Cambridge, dove non studia né Scienze né Lettere, gioca a polo ma solo sui campi da calcio, porta i capelli lunghi per non deludere gli amici di sinistra, ma per non spaventare gli amici conservatori si fa sempre un'impeccabile messa in piega. E' talmente affidabile ed equilibrato che tutti sognano vederlo a Downing Street, soprattutto per toglierselo dai coglioni. Qualcuno dubita della sua virilità: in realtà l'aitante Tony preferisce decisamente le donne da quando ha scoperto che sono la maggioranza dell'elettorato. Peccato che ad ogni appuntamento si porti dietro il pool di consulenti, che gli suggeriscono tutte le mosse e alla fine procedono a imbarazzanti exit poll fra le fidanzate.

Anni Ottanta
Sorge l'era della signora Thatcher. Secondo il pool di Tony, dopo quattro anni di governo conservatore gli inglesi saranno disposti a mandare a Downing Street anche un fox terrier: perché ci mandino Blair, i conservatori dovranno stare al governo almeno per diciott'anni. L'aspirante premier nel frattempo inventa il «lib-lab»: sono le uniche sillabe che riesce a pronunciare quando gli si chiede a bruciapelo se è liberista o laburista mentre i consulenti sono al pub a farsi una birra. Il Partito degli Indecisi, entusiasta, gli offre la presidenza. Troppo tardi: durante un attimo di distrazione del pool, Blair è entrato nel Labour Party, scambiandolo per una festicciola privata. Fa scalpore la sua decisa posizione a favore della riconquista delle isole Falkland, soprattutto perché, per non scontentare gli argentini, propone di barattarle con il Galles.

Anni Novanta
Tony ha al suo fianco la moglie Cherie, che ha strappato al boyfriend uscente grazie a un patto di desistenza con i liberaldemocratici di Paddy Ashdown. Le nozze sono un capolavoro di diplomazia: il suo appassionato «Non lo escludo» pronunciato sotto una pagoda di fronte all'arcirabbino di Canterbury secondo il rito cattolico-druidico gli ha conquistato l'appoggio di tutte le confessioni religiose compresi gli adoratori di Giano Bifronte. Su consiglio del pool, i coniugi mettono al mondo tre figli, uno laburista, uno conservatore, il terzo indeciso, per avere un campione attendibile per i sondaggi. Tutto è pronto per la scalata al potere. Blair mette a punto il suo programma, dove ogni questione - l'Irlanda, l'Europa, la riforma del welfare - trova una risposta pronta e coerente: «Boh». «Ricostruirò il Labour » promette. Infatti lo ricostruisce, ma a destra, perché è un quartiere di moda con bellissimi negozi.

1997
Blair ha la vittoria in pugno. La stampa è dalla sua parte, compreso il popolare «Sun», convinto dopo aver visto una foto di Blair con un topless da sballo. Solo l'autorevole «Sex Bizarre Orgy» continua a preferire i conservatori perché costituiscono il 95 per cento dei suoi lettori. Il 1 maggio, giorno delle elezioni, è plebiscito: i conservatori lo votano perché si è presentato col nome di Tory Blair, i laburisti perché si è presentato solo lui e c'era poco da scegliere. Quello che è certo è che la politica inglese cambierà volto: Blair da solo ne cambia tre al minuto. Il suo eccezionale pool di consulenti, ormai disoccupato, è stato contattato da Vittorio Emanuele di Savoia per ridisegnare la sua immagine in vista del suo rientro in Italia. Ma gli esperti si sono rifiutati: «E' ottuso, arrogante e del tutto privo di eleganza - hanno detto -, per piacere agli italiani non ha bisogno di noi».

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