Meglio del rodeo! Tirana no limits! È nelle esperienze estreme che si vedono i veri uomini: DIVENTA ANCHE TU AMBASCIATORE IN ALBANIA
Sei portato per la diplomazia? Vuoi fare onore al tuo paese? Senti il dovere di fare qualcosa per aiutare un paese allo sbando? Se hai risposto no a tutte e tre le domande, prepara le valige: la poltrona di ambasciatore d'Italia a Tirana è tua. Dovrai affrontare bestie feroci (Sali Berisha), despoti malvagi (Sali Berisha), affaristi senza scrupoli (Sali Berisha), ma potrai contare sull'aiuto di un boss della malavita locale (Sali Berisha). Necessaria la conoscenza delle lingue: solo così potrai sapere chi ti sta leccando il culo.
Il Camel Trophy? Una passeggiata. La Parigi-Dakar? Un sonnellino. Per i cultori dello sport estremo il must dell'estate è reggere per ventiquattr'ore l'ambasciata italiana a Tirana. Picard e Gaillardon si sono tirati indietro, ma i manager della Farnesina sono a caccia di nuovi talenti per affrontare un'esperienza massacrante: la sede diplomatica albanese sta inghiottendo campioni su campioni, per sputacchiarli poco dopo con le ossa rotte e coperti di ridicolo. Ecco l'albo d'oro dei grandi del passato e degli sfidanti più accreditati.
FORESTI È ancora l'uomo più adatto a rappresentare l'Italia all'estero: ehi, mica pretenderete che sia rappresentata da una persona perbene. A differenza dei normali ambasciatori, lui porta pene: agli albanesi ne ha portate un bel pò. Si dice che curi gli interessi di loschi affaristi, ma la realtà è ancora peggiore: cura gli interessi di Casini e Buttiglione, i suoi padrini politici. Grazie all'immunità diplomatica, non ha mai contratto brutte malattie come l'onestà, il senso di giustizia e il pudore: per Sali Berisha si butterebbe nel fuoco, per quattro soldi butterebbe nel fuoco Berisha. L'Albania, di cui Foresti conosce a menadito usi e costumi (chiama le donne albanesi «squaw» e gli uomini «Bongo») è diventata ormai casa sua, un monolocale di 29mila kmq su cui a giorni dovrà pagare l'Ici: il suo successore per prendere possesso dell'Ambasciata dovrà fare un mutuo.
INCISA DI CAMERANA «Angioni è una testadicazzo, Foresti un leccaculo e la Farnesina un sudicio bordello»: grazie a questo giudizio prudente e tutto sottintesi da vecchio diplomatico, diffuso fra pochi intimi (i 500mila lettori di Repubblica), Incisa ha stabilito il nuovo record di defenestratio praecox:: il suo incarico all'Ambasciata di Tirana è durato 2 secondi netti. Ma Incisa di Camerana non è nuovo a simili primati: memorabili i suoi 4"21"' come ambasciatore presso la Santa Sede ("Santità, la sa quella del polacco frocio?"), i 3"45"' a Londra ("Scusi, Maestà, mi è proprio scappata") e i mitici 2"14"' a Washington ("Hillary, ma com'è che con una moglie come te tuo marito si sbatte certi troioni?"). È così sputtanato che quando presenta le sue credenziali, queste fanno finta di non conoscerlo. Ma il John Belushi delle ambasciate è ancora in gioco, anzi, gli è stato appena assegnato un consolato in Africa, che occuperà con il nome di Incisa di Camerun. Già pronto il suo saluto all'affossatore di Mobutu, Laurent Kabila: «Bingo bango bongo sdare bene solo in Congo».
FRANCO ANGIONI Riuscirà l'ex eroe del Libano a riportare la calma in Albania? Ecco il programma giornaliero che il generale, nominato Commissario Straordinario, introdurrà nel paese delle Aquile: «La popolazione albanese verrà svegliata alle 4 del mattino e armata di straccio e scopa; alle 6 tutta l'Albania dovrà brillare come uno specchio; ore 6-10: ginnastica; ore 10-12, gli albanesi procederanno all'escavazione di un'enorme latrina al centro del paese; ore 12-13: pelatura di 10mila tonnellate di patate; ore 14-17: smontaggio della capitale e suo rimontaggio 40 km a nord: ore 17-20 smontaggio della nuova capitale e suo rimontaggio 40 km a sud; ore 21-22 proiezione del film I figli del deserto con Stanlio e Ollio. Ore 22.01: tutti in branda.» «In un mese farò di questi smidollati dei veri uomini - ha promesso Angioni - e le elezioni non saranno più un problema: passeranno direttamente alla guerra civile.»
PINGUINO DE LONGHI Responsabile del raffreddamento dei rapporti fra il governo Prodi e il premier albanese Fino, Pinguino potrebbe tornare alla riscossa grazie alla sua capacità di sfruttare le correnti. Grande amico di Rospo Dini grazie alla comune militanza animalista, Pinguino De Longhi ha lavorato nelle più prestigiose sedi diplomatiche, dove ha sempre portato un clima ideale. Ben diverso il ritratto che danno di lui i suoi avversari, secondo i quali non solo consuma moltissimo, ma si dà un sacco di arie e quando pretende di agire da condizionatore fa venire a tutti la pelle d'oca. Qualora la sua candidatura venisse bocciata, potrebbe scendere in pista suo fratello Sfornatutto, molto apprezzato dalla signora Berisha.
SALI BERISHA Perché non metterci lui, alla nostra ambasciata? Si fa prima e si risparmia. È il cocco del centro-destra, non gliene frega una beata fava né dell'Italia né dell'Albania e per interesse venderebbe sua madre a Pacciani: tre elementi discutibili in un premier albanese, ma che ne fanno il perfetto ambasciatore italiano a Tirana. Il ministro degli Esteri Dini è seriamente intenzionato a insediarlo, non appena Berisha avrà finito di rubare penne e portaceneri nel Palazzo Presidenziale.
Modena: teste chiave, un coccodrillo cresciuto nelle fogne di New York
«Quella donna diffonde l'Aids: me l'ha detto l'autostoppista fantasma»
MODENA - La bella signora sieropositiva che per vendicarsi infetta i suoi amanti con il virus dell'Hiv sta seminando il terrore nella città emiliana. Il racconto del giovane che l'ha denunciata esclude che si tratti dell'ennesima leggenda metropolitana: «L'ho conosciuta - si legge nel verbale - sul volo di ritorno da un paese tropicale da cui riportavo un grazioso gattino che poi si è mangiato il mio rottweiler. Ricordo benissimo quel volo perché nella fila accanto ho visto Elvis Presley, Ettore Majorana e il mostro di Loch Ness. Poi, a casa sua, abbiamo un pò sballato leccando dei francobolli all'LSD. Sì, abbiamo fatto l'amore, ma l'Aids me l'ha attaccato facendomi toccare il tronchetto della felicità che teneva nel salotto.» Il ragazzo il giorno dopo avrebbe raccontato la sua avventura a un vecchio amico cui stava dando un passaggio in macchina. Questi gli avrebbe rivelato l'atroce verità. «Il giorno dopo - continua il disgraziato - ho scoperto che il mio amico in realtà era morto quattro anni fa di crepacuore, dopo che la sua colf cinese gli aveva chiuso il bambino nella lavatrice.» Il magistrato sostiene di essere vicino alla conclusione dell'inchiesta: «In una vita precedente ero Sherlock Holmes». Dal Tibet, lo yeti ha annunciato che si costituirà parte civile.
Algeri, delusi islamici e governo
Algeria, exit poll a sorpresa: il 52 per cento degli elettori è ancora vivo
ALGERI - «Brogli, nient'altro che brogli»: è la violenta accusa dei rappresentanti degli integralisti islamici dopo le prime proiezioni elettorali nel paese maghrebino. La maggioranza assoluta (anche se risicata) degli algerini risulta infatti ancora viva e vegeta. Perfino fra le donne, sulle quali la propaganda islamica aveva usato tutte le sue armi, da fuoco e da taglio, i cadaveri si aggirano solo intorno al 40 per cento del totale. Un dato inatteso, considerato durante la campagna elettorale le vie e le piazze erano affollate di corpi senza vita, risultato dello zelante attivismo dei due partiti in lizza. Ma qualcosa nei seggi è andato storto. Anche i sostenitori del governo Zeroual si dicono costernati: «Siamo sorpresi anche noi che tanta gente sia uscita viva dalle elezioni, anche se siamo ancora in attesa di dati definitivi. Ma la nostra coscienza è a posto: abbiamo fatto di tutto per fomentare le stragi e i massacri di innocenti, rientravano nel nostro calcolo politico.» Secondo indiscrezioni, entrambi i partiti stanno accordandosi per aggiustare i risultati nelle prossime ore. In alcuni villaggi della Kabilia la proporzione fra vivi e morti è già scesa a 1:10.
Lotteria della Bicamerale, tutto da rifare
Annullato il biglietto
abbinato al semipresidenzialismo!
ROMA - Dopo l'incidente alla Lotteria Italia, un altro scivolone compromette la credibilità dei giochi di Stato. Al centro delle polemiche questa volta la Bicamerale, la tombola istituzionale che per mesi ha appassionato gli italiani e che stava per incoronare i suoi vincitori. Ma per gli anonimi acquirenti del biglietto abbinato all'ipotesi «Semipresidenzialismo alla francese», estratto l'altro ieri, la gioia della vittoria è durata poche ore. Secondo i funzionari del Ministero del Tesoro, infatti, l'estrazione della riforma vincente è stata irregolare: il Presidente della Bicamerale, Massimo D'Alema, era distratto; la macchina che doveva tirare a sorte il nuovo modello istituzionale è stata manomessa da un tecnico infido, tale Umberto Bossi; e per finire, il semipresidenzialismo alla francese è una solenne cacata. Ora i giochi alla Bicamerale dovranno ricominciare da capo, ma questa volta la riforma vincente verrà estratta, come ai vecchi tempi, da un costituzionalista di sette anni, preventivamente bendato.
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