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  Aprile - Dicembre 1997
Scandalo: paparazzi anche in Paradiso?
«Le prime foto di Diana con l'aureola!

PARADISO - Una congrua mancia a san Pietro, e il gioco è stato facile: Buona Novella 2000, il settimanale scandalistico più letto dalle anime beate, pubblicherà nel prossimo numero le prime immagini della principessa di Galles al suo arrivo nell'aldilà, mentre indossa la splendida aureola disegnata per lei dal suo vecchio amico Gianni Versace. Le foto, che mostrano una Diana in splendida forma e finalmente serena, sono state scattate da due paparazzi, che a pochi secondi dal tragico incidente sotto il Pont de l'Alma a Parigi si sono suicidati per pedinarla nella sua ultima fuga alla ricerca della privacy. Turbata dall'ennesima intrusione nel suo privato, Lady Di ha chiesto di essere trasferita in una zona appartata del Purgatorio, quartiere meno esclusivo ma più al riparo da sguardi indiscreti, dove comincerà a pensare ad alcuni progetti che le stanno a cuore: innanzitutto, andare a tirare i piedi a Camilla Parker-Bowles. All'ingresso del Paradiso, Diana aveva dovuto affrontare un altro dolore: la separazione dal suo attuale fidanzato, il miliardario egiziano Dodi Al-Fayed, atteso nel Paradiso islamico da venti vergini minorenni.

Venezia, unanimi critici e artificieri
Il film di Fioravanti è una bomba!

VENEZIA - La critica: «Una grandissima carica umana» (Il Messaggero di Santa Barbara). «Alto potenziale espressivo» (Amicotreno). «Trama ad orologeria» (New York Timer). «Non sono riuscito a staccarmi dalla sedia - ha confessato, commosso, uno spettatore - anche perché ho scoperto di non avere più le gambe». Sono solo alcuni delle entusiastiche reazioni alla proiezione al Lido di Piccoli ergastoli, il film curato da Giusva Fioravanti e distribuito dalla Tnt Century Fox. È stato accertato che il film conteneva un messaggio, ritrovato quasi intatto in fondo a un cratere profondo un metro e mezzo, nelle toilettes del cinema. Un successo che corona l'ormai ventennale carriera del sensibile terrorista nero condannato per la strage di Bologna del 2 agosto 1980. «Ma quale strage - spiega un collaboratore -, si è trattato solo di uno spiacevole equivoco sul set di un film d'azione. La sceneggiatura di Fioravanti prevedeva alle ore 10.24 in punto l'intervento di Rambo per disinnescare l'ordigno nella sala d'aspetto. Purtroppo, a causa di un disguido nel traffico aereo, Sylvester Stallone è arrivato in ritardo». Intanto cresce la curiosità per il debutto registico di Pietro Pacciani, che stasera presenta il suo Quei gran pezzi dell'Ubalda.

Profughi: da Tirana uno spiraglio per Prodi
«Non ci riprendiamo gli albanesi, però possiamo cambiarveli»

ROMA - È l'ultima offerta di Fatos Nano al governo italiano per risolvere l'emergenza albanesi: «Se i profughi non sono troppo sciupati, possiamo sostituirveli con altri modelli di vostro gradimento. Sempreché - precisa la nota di Tirana - il ministro Napolitano abbia conservato gli scontrini rilasciati al momento dell'acquisto». Com'è noto, il Paese delle Aquile si era rifiutato di riprendersi l'intero stock di albanesi, e il premier Nano aveva gridato alla truffa: «Voi italiani volete fare i furbi. Quando ve li abbiamo mandati, i nostri connazionali erano in perfette condizioni: belli, alti, grassi, ricchi e onestissimi. Ora ce li avete rovinati e volete sbarazzarvene. Ma noi non ci stiamo.» Più morbida la posizione del ministro degli Esteri di Tirana, sostenitore della tesi che i veri profughi albanesi siano stati rapiti dai pirati durante la traversata Durazzo-Brindisi per conto di un ricco collezionista, e sostituiti con migliaia di scadenti clandestini turchi. La proposta di cambio-merce potrebbe essere accolta dal governo italiano, ammesso che il ministro dell'Interno Napolitano riesca a recuperare le migliaia di scontrini relativi ai profughi giunti nei mesi scorsi. «Ero sicuro di averli messi nella tasca della giacca - ha detto Napolitano -. Non vorrei che la mia colf avesse fatto un pasticcio».

Il povero stupefacente non ce la fa più
La cocaina: «Basta con Maradona»

BUENOS AIRES - «Voglio uscire dal tunnel. Per fortuna che è corto». È una cocaina più bianca del solito quella che, in una conferenza stampa affollata di giornalisti particolarmente euforici, ha giurato di farla finita con il Pibe de oro. Una schiavitù che durava da sette anni, con qualche parentesi. «Provavo a smettere - ha confessato in lacrime il noto alcaloide, dopo l'ultimo test che l'ha smascherato come Maradona-positivo -, ma appena vedevo le sue narici la tentazione era irresistibile. Finiva che dovevo prenderlo tutti i giorni, senza di lui mi sentivo un insignificante borotalco». Ma ora le pretese di Maradona erano diventate troppo pesanti. «Dovevo renderlo non solo veloce, brillante e di buonumore, ma anche bravo come quando era giovane. Troppo lavoro per una droga sola». La cocaina ha parlato anche dell'umiliazione di essere legata a un calciatore nano, grasso e spompato, mentre le sue colleghe, perfino certe ultime arrivate come l'ecstasy, vanno in discoteca e frequentano i giovani alla moda. Quale terapia sceglierà per disintossicarsi? «Ho già provato a farmi di Sgarbi - ha rivelato la cocaina -, ma mi dà crisi di vomito. Penso che per un pò sceglierò l'astinenza. Tanto, il prossimo anno, ai mondiali di Francia, potrò rifarmi».

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