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  Aprile - Dicembre 1997
Non bastava mandare a puttane il governo
Rifondazione fa saltare anche il Nobel a Dario Fo

STOCCOLMA - Mentre Prodi sta rimettendo il mandato al Quirinale, Dario Fo sta restituendo il Nobel per la Letteratura nelle mani del re di Svezia. E anche dietro quest'ultima figuraccia sta il «no» di Rifondazione comunista. L'assegnazione del premio era già cosa fatta, quando al Karolinska Institut è arrivato un durissimo messaggio di Oliviero Diliberto: «Non accettiamo questo ambiguo riconoscimento per un uomo che a 71 anni lavora ancora: un testimonial occulto per l'aumento dell'età pensionabile contro cui ci battiamo. Inoltre ha rifiutato la nostra proposta di convertire la sua compagnia ad agenzia per l'assunzione di tutti gli attori disoccupati. Per questo diciamo no, no e no». Inutili i tentativi di mediazione: Rifondazione avrebbe detto sì al Nobel per la letteratura a Fo solo se Fausto Bertinotti avesse ricevuto quello per la pace: «Grazie a lui - si legge in una nota - gli elettori di Rifondazione sono finalmente d'accordo con quelli del Pds sul fatto che bisognerebbe spaccargli la testa».

Terremoto politico: solidarietà dall'Inghilterra
In arrivo da Londra un governo di sinistra prefabbricato

ROMA - Il treno-container è già partito dalla Victoria Station, ed entro ventiquattr'ore arriverà alla stazione Termini. Dentro ci sono dodici ministri competenti e onesti, un presidente del consiglio munito di avvenente first-lady e sei progetti di legge per le prime necessità. E' il generoso dono del premier inglese Tony Blair all'Italia colpita da una catastrofica crisi di governo nell'imminenza della brutta stagione. L'esecutivo prefabbricato, pratico ed efficiente, può essere insediato in un normale appartamento ed è in grado di gestire un paese di 60 milioni di persone senza bisogno di una maggioranza parlamentare: basta collegarlo a un piccolo generatore di fiducia ad energia solare che gli dà un'autonomia di tre anni, molto più di qualsiasi normale governo italiano. Essendo di progettazione inglese, presenta alcune caratteristiche inadatte alla nostra realtà: niente sottosegretari e portaborse, un ministro della Sanità non democristiano, una seria volontà di reprimere l'evasione fiscale e un dipartimento per gli Affari irlandesi, che però potrebbe essere opportunamente dirottato sugli Affari padani. Entusiasmo a Rifondazione: «Grazie al governo prefabbricato - sottolinea Fausto Bertinotti - la sinistra italiana potrà finalmente tornare a guardarsi l'ombelico, senza noiosi grattacapi come la sorte del Paese.»

Esasperata dal tira-molla parlamentare
Finanziaria imbizzarrita terrorizza l'Italia

ROMA - Le autorità raccomandano ai lavoratori dipendenti di chiudersi in casa e di evitare di contrarre malattie croniche: per ora non si può fare altro contro la Legge Finanziaria che ieri, mentre Ulivo e Rifondazione battibeccavano in Parlamento, ha eluso la sorveglianza del ministro Ciampi e si è scatenata in giro per l'Italia, tagliando e imponendo sacrifici all'impazzata. A far ammattire la povera bestia, il maldestro tentativo del governo di tagliarle le unghie e truccarla da francese per farla piacere a Bertinotti. Questi poi l'avrebbe pubblicamente derisa e respinta, ferendo mortalmente la sua delicata suscettibilità. Ora la legge, priva di controllo, aggredisce i cittadini di sorpresa e con inaudita violenza: in una tabaccheria milanese a uno studente sono stati chiesti 2 milioni e 800mila lire per un pacchetto di MS, centinaia di anziani si sono visti pagare la pensione in banconote del Monopoli, e i malati cronici comprano i farmaci direttamente dagli usurai. Secondo la polizia, in queste ore la Finanziaria starebbe cercando di raggiungere da sola Maastricht, facendo l'autostop ai liberisti di passaggio.

Atti di teppismo dopo la caduta dell'Ulivo
Abbattuti i busti di Alessandro Baricco

TORINO - Otto settembre '43, otto ottobre '97: anche oggi la furia popolare si abbatte sui simboli del regime che crolla. Appena ha cominciato a serpeggiare la notizia della crisi di governo, centinaia di amanti della buona letteratura e di semplici cittadini hanno smantellato i monumenti allo scrittore di regime Alessandro Baricco, lo stucchevole autore torinese noto per i carmi encomiastici che dedicò a Walter Veltroni in occasione delle ultime elezioni. Prima vittima, la «Holden», la scuola per giovani scrittori fondata e diretta dall'autore di «Oceano Mare»: un gruppo di scalmanati ha interrotto le lezioni e ha obbligato gli studenti a cercarsi un onesto lavoro manuale. A Roma, in uno scantinato della periferia, alcuni facinorosi hanno scoperto un deposito di busti bronzei del Baricco, pronti per essere collocati, con apposito decreto, in tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado. I bronzi sono stati fusi per essere rimodellati in un colossale paio di corna scaramantiche, molto utili viste le drammatiche prospettive per il Paese. Secondo gli ultimi dispacci di agenzia, Baricco sarebbe già espatriato in Venezuela.

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