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  Aprile - Dicembre 1997
Esclusivo: il diario segreto di un agente Nocs impegnato nel caso Soffiantini
Sequestro è un uomo

Toscana a soqquadro per la caccia ai rapitori dell'imprenditore bresciano: mancano solo le ballerine di flamenco e sembra un film di Pieraccioni. Giornalisti inseguono poliziotti che inseguono rapitori: per piacere, signor Soffiantini, esca e gridi «Tana libera tutti». Contatti fra D'Alema e i banditi sardi: «Quanto volete per rapire Cossutta?» L'Europa dei sequestri aderisce al Trattato di Schengen: finalmente potremo essere rapiti anche dall'Anonima Danese. Esperimento pilota in Calabria: i riscatti verranno chiesti in euro. Unico mezzo d'informazione esentato dal silenzio stampa chiesto dalla famiglia Soffiantini, Paginatré è in grado di raccontarvi le fasi più drammatiche del caso Soffiantini grazie a una fonte di prima mano: il diario di un agente dei Nocs in missione a Montalcino.

MARTEDI'
«Quei maledetti hanno le ore contate: vabbè, secondo l'ultimo conto gli rimangono circa 240.658.080 ore, ma noi non abbiamo fretta. Un informatore ci ha aiutato a restringere la zona delle operazioni: è certo che il nascondiglio di Soffiantini si trova fra il Circolo polare Artico e il tropico del Cancro. Per non dare nell'occhio i superiori ci hanno ordinato di fingerci cercatori di tartufi, ma siamo un po' perplessi: potevano almeno dirci su che albero crescono. Scarso il contributo delle unità cinofile. Abbiamo fatto annusare ai cani il calzino di un rapitore: risultato, sei cani svenuti, e una denuncia per maltrattamenti sporta dal settimo. Ma abbiamo accertato che i rapitori si servono di insospettabili: nei boschi di Montalcino abbiamo fermato una bambina bionda con mantello e cappuccio rosso e un cestino della merenda, sicuramente la vivandiera della banda.»

MERCOLEDI'
«Siamo a un passo dal covo dei delinquenti: l'abbiamo letto sul Corriere di stamattina. Il capitano ha telefonato sdegnato a Paolo Mieli dicendo che se domani non ci dà l'indirizzo esatto lo schiaffa in galera per reticenza. Abbiamo beccato il bassista della banda; lui sostiene di essere il basista, ma è solo un trucco: gli abbiamo messo un basso e slega da dio. Se solo riusciamo a beccare anche il batterista e il chitarrista, quest'anno al ballo della Polizia si sentirà qualcosa di decente. Stavolta abbiamo fatto annusare ai cani un maglione di Soffiantini: le bestie l'hanno fiutato e ci hanno portato a colpo sicuro nel reparto maglieria da uomo della Upim. Nuova soffiata di un informatore: "al quarto km della statale, prendete il viottolo fino a una grande quercia, c'è una capanna, entrate e dite la frase in codice "Zuppa di farro"».

GIOVEDI'
«Pieno successo dell'operazione: quella zuppa era una delizia. Il capo dice che si avvicina l'ora X, ma è solo perché il suo orologio ha i numeri romani. Ormai abbiamo messo sotto chiave quasi tutti gli elementi della banda, compresi il carceriere, il telefonista, un pastore, la donnina che attinge al pozzo e San Giuseppe; li abbiamo in cella a mo' di presepe, e loro, per tenersi in esercizio, si rapiscono a turno. Uno dei nostri, un ex della Folgore, ha proposto di mettere degli elettrodi ai testicoli di un informatore per farlo diventare più loquace. Ora tutta la Toscana è in corto circuito, e le palle dell'informatore trasmettono Radio Pechino. Però abbiamo avuto una grande idea: offrire dei soldi ai rapitori perché ci restituiscano l'ostaggio. I cani hanno detto che uscivano un attimo a fiutare una pista, e non si sono più visti.»

VENERDI'
«La Toscana è un posto bellissimo, ma dopo un po' stufa. Oggi una telefonata anonima informava il capitano che Soffiantini è prigioniero alle Seychelles, ma i colleghi hanno scoperto subito che la chiamata proveniva dal mio ufficio. Si discute se cambiare la legge sul blocco dei beni dei sequestrati: è giusto che se rapiscono mia suocera, io nemmeno possa dare una mancia ai rapitori per ringraziarli? Intanto i familiari di Soffiantini hanno chiesto il silenzio stampa: in effetti, i giornalisti che stanno tutto il giorno davanti a casa loro facevano un fracasso d'inferno. Il governo ha allo studio un altro piano per costringere l'Anonima a ridarci l'ostaggio: un decreto sulla rottamazione incentivata dei vecchi ostaggi per comprarsene di giovani e sani. Un informatore ci ha detto di aver visto Soffiantini in una limousine oro guidata da Elvis Presley. Il solito mitomane? "Se non mi credete - ha aggiunto - chiedetelo a Jim Morrison, che era con me". Meglio fare degli accertamenti.»

SABATO
«Giornata vuota. Avvistata sulla statale una macchina con a bordo tre simpatici omini e un vecchio legato e imbavagliato. Con un forte accento sardo, i tre hanno spiegato che quello era il povero zio Gavino, legato per evitare le crisi epilettiche. Avevano forato e li abbiamo aiutati a cambiare la gomma. E' così bello rendersi utili.»


Cose cattive dal mondo
Crollo delle borse asiatiche: Kaori sul lastrico

ROMA - Sperava di essere sempre l'unica. L'unica orientale non colpita dallo spettacolare crack delle borse di Hong Kong e Tokyo. Ma anche Kaori, come milioni di investitori, ha visto andare in fumo in poche ore i sudati guadagni di una vita di spot in Italia. Per recuperare le perdite, la giovane giapponese testimonial del formaggio Philadelphia ha accettato un contratto che la lega alla Kraft per altri novantanove anni e la obbliga a interpretare spot sempre più umilianti e offensivi per le donne asiatiche insieme a famigliole bianche stronzissime. Per impegnare anche i ritagli di tempo, Kaori accetterà anche un posto di colf a casa di Gianrico Tedeschi, con l'incarico di spalmare tartine al formaggio per il suo barboncino. Chang Li, la cuginetta cinese di Kaori, una dodicenne che assembla bambole Barbie in una fabbrica di Canton, ha promesso di mandarle dei soldi ogni tanto.

Autorità italiane al lavoro dopo il recupero della «nave della morte»
Espulsi i cadaveri degli albanesi: sott'acqua da mesi senza la licenza da sub

BRINDISI - Non solo non avevano il permesso di sbarcare in Italia, ma nemmeno quello di rimanere sul fondo del mare i cinquantadue morti albanesi restituiti dalla nave affondata il Venerdì santo. «Tutti privi del brevetto per immersioni subacquee - ha dichiarato il sostituto procuratore di Brindisi -. Meriterebbero una multa salatissima, ma, viste le loro condizioni economiche, ci limiteremo a rispedirli in patria con l'ingiunzione di non farlo più». Ora gli inquirenti sono al lavoro sul relitto della motosilurante per accertare le cause del naufragio servendosi dell'esame spettrografico delle vernici, lo stesso effettuato in settembre sull'auto di lady Diana. Stanno già trapelando alcuni risultati: pare che alla guida dell'imbarcazione ci fosse il capo della sicurezza del Ritz di Tirana, che, come risulta dall'autopsia, era zeppo di alcool e psicofarmaci. Si ipotizza l'idea di una nave carica di paparazzi, i cui flash avrebbero accecato il comandante della motonave mandandolo a sbattere contro un iceberg. Verrebbe così a cadere la tesi dello speronamento da parte di una nave della Marina italiana. «L'abbiamo sempre detto che il Mediterraneo è pieno di iceberg - ribadiscono i militari -. Basta pensare a quallo contro cui si è schiantato il Dc9 precipitato a Ustica».

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