Un utile prontuario per seguire il nostro machiavellico campione
Esclusivo!
Tutte le alleanze di D'Alema della prossima settimana
Mai più misteri! Da oggi i fan del leader Pds non dovranno più compulsare freneticamente l'Unità, la Repubblica o Astra per divinare le spregiudicate intese del loro eroe in Bicamerale o a Montecitorio. Da oggi l'Ufficio Relazioni con i sudditi di Massimo D'Alema pubblica il calendario delle congiunzioni dalemiane settimanali, con le questioni sul tappeto e l'organigramma delle alleanze giorno per giorno. Qui sotto, ecco il bollettino dei prossimi sette giorni. Mettete da parte la sfera di cristallo: da oggi scoprire la strategia del Richelieu di Botteghe Oscure sarà facile e divertente!
3 novembre: «Separazione delle carriere dei magistrati» D'ALEMA-Bertinotti-Borrelli-Di Pietro contro Berlusconi-Fini-Casini-Buttiglione-Marini
4 novembre: «Riforma del welfare» Ciampi-Cofferati-D'ALEMA-Dini-Confindustria contro Bertinotti-Cossutta-D'Antoni-De Mita
5 novembre: «Pokerino a casa Letta» Il barista della buvette-D'ALEMA-Berlusconi-Urbani contro Tatarella-La Loggia-Manconi-Il parcheggiatore di Montecitorio
6 novembre: «Meglio la Ferilli della Cucinotta» Fini-D'ALEMA-Casini-Cossutta-Maroni-Il barbiere di Palazzo Madama contro Berlusconi-Manconi-Storace-Di Pietro
7 novembre: «Prodi è una pippa» D'ALEMA-Berlusconi-Fini-Casini-Marini-Dini-Bertinotti contro Prodi-Veltroni
8 novembre: «Veltroni è una pippa» D'ALEMA-Berlusconi-Fini-Casini-Marini-Dini-Bertinotti-Prodi contro Veltroni
9 novembre: «D'Alema ha sempre ragione» Sabrina Ferilli-D'ALEMA contro Berlusconi-Fini-Casini-Marini-Dini-Bertinotti-Prodi-Veltroni-M.Grazia Cucinotta-Dini
Mediaset: torna la serie «Attenti a quei P2»
Dopo Costanzo a Canale 5,
Gelli a Retequattro?
COLOGNO MONZESE - Chi non muore si rivede, e chi non muore e vent'anni fa era iscritto alla loggia P2 si rivede a Mediaset: dopo l'insediamento di Costanzo a Canale 5, è imminente a Retequattro l'arrivo di Licio Gelli, l'indimenticato autore di tante trame esplosive fra gli anni Settanta e Ottanta. L'anziano guru toscano di Silvio Berlusconi, Maurizio Costanzo e Roberto Gervaso è pronto a prendere le redini della «rete per famiglie», che da oggi si potrà vedere solo indossando l'apposito cappuccio-decodificatore. «Ho in mente una serie di programmi-bomba - ha annunciato Gelli - da trasmettere nella fascia del prime-timer». Fra questi, il talk-show "Sala d'aspetto", in diretta dalla stazione di Bologna, replica di un fortunatissimo format del 1980 creato dallo stesso Gelli, che fece saltare sulla sedia e in molte altre direzioni decine di uomini donne e bambini. Nel settore fiction, in preparazione un toccante serial dal titolo «Fratello Giulio, sorella Cia», in cui verrà pienamente riabilitata la figura del banchiere-filantropo Michele Sindona. Per lo sponsor, si parla di una nota industria di caffè. Attualmente la troupe si è trasferita a Londra per girare una delle scene più spettacolari del film: la morte accidentale di Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano, durante uno spericolato esercizio di bunjee-jumping dal Ponte dei Frati Neri.
Sondaggio shock, il paese s'interroga
Agghiacciante: un italiano su dieci non ha ancora visto «Fuochi d'artificio»! «Chiediamo più garanzie»
ROMA - Cecchi Gori ha pianto. Veltroni è costernato. I risultati di un'indagine Doxa pesano come un macigno: un 10 per cento di connazionali non è ancora andato a vedere il nuovo film di Leonardo Pieraccioni, e di questi solo la metà intende riparare precipitandosi al cinema nel prossimo weekend. Rimane un 5 per cento che senza alcuna vergogna ammette di sbattersene del simpatico comico toscano e dei suoi film multimiliardari. Innocui bisbetici? Gli esperti del Mario & Vittorio Cecchi Gori Institute of Social Sciences invitano a non minimizzare: «Si tratta di una minoranza disfattista e potenzialmente eversiva da reprimere prima che combini guai peggiori. Gente capace di evitare un film proiettato ormai anche nelle cabine telefoniche, di sfuggire al fascino ovino delle code interminabili ai botteghini e di resistere al martellamento pubblicitario su giornali e tivù, è capace di tutto, perfino di pensare con la sua testa.» Un grido d'allarme che il ministero dei Beni culturali non lascerà inascoltato. E' allo studio l'istituzione di un "Telefono Amico di Pieraccioni", curato dagli psicologi del Mario & Vittorio Cecchi Gori Big Brother Hospital for Sociopatic Moviegoers: quanti vengono assaliti dalla tentazione di preferire a "Fuochi d'artificio" un film di Kiarostami o di Ang Lee troveranno una voce comprensiva ma ferma che li dissuaderà dal folle gesto. Vedere i film di Pieraccioni è aiutare l'economia nazionale, e il ministro Veltroni, fan numero uno del regista del "Ciclone", farà suo il suggerimento del Mario & Vittorio Cecchi Gori School of Pro-Trust Yes-Profit Economics: concedere sgravi fiscali a chi ha visto più di due volte "Fuochi d'artificio" o ha portato a vederlo parenti e amici. I Pieraccionofobi più incalliti verranno affidati al Mario & Vittorio Cecchi Gori Police Department for Intellectual Reconditioning e sottoposti a un trattamento urto: saranno obbligati a fare le comparse nel prossimo film di Pieraccioni, "Ona ona ona ma che bella rificolona".
Uno sternuto ci seppellirà?
Umbria, la terra trema
FOLIGNO - E' un tremolio continuo, interrotto solo da sobbalzi e da "etciù" sotterranei, valutati fra il settimo e l'ottavo grado della scala Vicks, che mandano all'aria i prefabbricati appena allestiti. Solo che questa volta non sono scosse, ma brividi di raffreddore: anche la terra ha risentito negativamente del brusco abbassamento della temperatura che ha colpito tutta l'Italia. I geologi, affiancati da un pool di medici, stanno facendo di tutto per tamponare l'emergenza: oltre al tremolio, dalla crosta terrestre cola un fastidioso moccio che rende più difficili le già precarie condizioni dei terremotati. Gruppi di volontari armati di enormi kleenex sono impegnati a soffiare il naso all'Appennino congestionato, altri irrigano la terra di sciroppo per la tosse e brodo caldo e la avvolgono in coperte di lana. «Con tutti i milioni di anni che ha - spiega un soccorritore - la terra è molto delicata, e dovrebbe riguardarsi. Invece è da un mese che saltella giorno e notte come una pazza, ha sudato e poi è arrivato il colpo di freddo che l'ha messa kappaò». I medici hanno prescritto all'Umbria l'assoluto riposo. Potrà fare un po' di moto solo a partire dalla primavera prossima.
Come Buscetta: pur di cavarsela l'ex leader di Lc rinnega il suo passato
Adriano Sofri: «Mi pento
di non aver ucciso Calabresi»
PISA - Lo sciopero della fame? Inutile. L'unica via d'uscita era diventare un pentito. E Adriano Sofri, a sorpresa, lo ha fatto. In un'accorata dichiarazione ai magistrati, ha sconfessato il gesto per cui dovrà scontare 19 anni di carcere: non entrarci per nulla nell'assassinio del commissario Calabresi. «Negli anni '70 predicavo l'eversione - ha ammesso - ma non ero abbastanza sanguinario per massacrare un uomo. Cominciavo già ad entrare in quella spirale di non-violenza che mi ha travolto negli anni successivi». Sofri si è anche pentito di decine di non-omicidi commessi negli ultimi vent'anni, fra i quali quelli di Flaminio Piccoli, Cesare Romiti e Gina Lollobrigida. «Li ho lasciati in vita senza pensarci due volte. E mi perseguita il rimorso per i tanti pedoni che non ho mai investito, anche perché non ho la patente». Ora Sofri spera che i giudici e le più alte cariche dello Stato valutino il suo caso con maggiore clemenza e gli concedano i privilegi riservati a Buscetta e ad altri collaboratori di giustizia. Dopo la scarcerazione, per l'ex leader di Lc comincerà una nuova vita di espiazione: ha annunciato che si iscriverà subito a un corso di tiro a segno.
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