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  Aprile - Dicembre 1997
Guarderanno Magalli in cambio di una pastasciutta
Crisi di audience a Fantastico: precettati i profughi curdi

ROMA - E' il destino di tutti gli immigrati: accettare i mestieri che gli indigeni rifiutano. Anche quello di spettatore dei varietà Rai. E' la cinica proposta che il ministero delle Poste ha fatto alle migliaia di irakeni di etnia curda che si stanno riversando sulle coste italiane: in cambio di vitto e alloggio, guardare i ributtanti spettacoli dell'emittente di Stato, spernacchiati dagli italiani, e cercare di far lievitare lo share e l'interesse degli sponsor. Dal prossimo sabato sera, i campi profughi e gli ostelli verranno attrezzati di televisori monocanale e di rilevatori Auditel; le porte dell'edificio verranno elettrificate, in modo che nessun curdo possa piantare in asso Magalli con la scusa della toilette o di una sigaretta. L'indomani sarà la volta della Domenica in di Frizzi, lunedì dell'Inviato speciale di Chiambretti, giovedì dei Facciatosta di Teocoli. L'offerta del governo ha seminato il panico nelle famiglie curde, molte delle quali hanno deciso di fare ritorno in patria. «Nel mio paese ne vedo di orrori - confida terrorizzato Muhamad -, ma per vederli non devo pagare un canone di 170mila lire all'anno». Altri curdi continueranno il viaggio verso la Francia e la Germania, ma lasceranno qui i parenti resi ciechi o sordi dall'età. «Così soffriranno di meno - è la speranza dei familiari -. Poi, quando potremo permettercelo, torneremo a prenderli. A meno che non li abbiano già usati come pubblico di Elisir».

Anche buddisti in Cosa Nostra?
Palermo: dopo il frate, arrestato anche il bonzo della mafia

PALERMO - Cade il mito dello stretto legame fra mafia e Chiesa cattolica: le cosche del Duemila stanno esplorando la suggestiva frontiera della spiritualità orientale. E' quanto hanno scoperto gli inquirenti dopo l'arresto di Rosario Friccichiddi, detto «Figghienirvana», il guru che avrebbe iniziato al buddhismo boss del calibro di Totò Riina e Piddu Madonia. La tradizionale impassibilità dei mafiosi di fronte a stragi e massacri di innocenti sarebbe il frutto delle lunghe sedute di meditazione nel ritiro presso il ristorante Budda Matri Santissima, presso Corleone. Qui, ha rivelato il maestro Figghienirvana, Nitto Santapaola ha scoperto le sue sette precedenti reincarnazioni e i sette ergastoli ricevuti in ognuna di esse; qui Giulio Andreotti ha imparato il suo caratteristico mantra «E' un complotto dei pentiti», qui Leoluca Bagarella ha appreso la formula per sciogliere le articolazioni: HCl, acido cloridrico. Il guru, seguace del metodo Luparayana, è molto orgoglioso dei risultati dei suoi allievi, e ad alcuni di loro riconosce qualità da veri maestri: «Totò Riina - ricorda - è riuscito a far levitare per molti metri Falcone e Borsellino, e a separare le anime degli agenti di scorta dai loro corpi. E dire che lui si trovava a molti chilometri di distanza!». Ma le indagini in corso potrebbero aprire altri spiragli sorprendenti sulle tendenze spirituali delle cosche. Dopo il frate confessore di Aglieri e il bonzo dei Corleonesi, infatti, sono attivamente ricercati anche l'Imam dei Catanesi, il pope di Misterbianco e il rabbino della cosca di Corso dei Mille.

Tiggì faziosi: alzata di scudi a Saxa Rubra
I giornalisti Rai si giustificano: «Possiamo leccare solo un culo per volta»
«Chiediamo più garanzie»


ROMA - No, la censura arrivata dalla Commissione di vigilanza proprio non la mandano giù. In un accorato documento, i mezzibusti dei telegiornali Rai chiedono condizioni più umane: «La nostra professionalità è sempre consistita nel leccare il culo ai governi di turno - si legge -, ma con l'Ulivo siamo costretti al superlavoro. Ora dobbiamo aggiungerci lappatine diversificate per i partiti minori e per quelli che stanno nella maggioranza ma non nel governo. Tutto questo con una sola lingua. Pretendiamo - continua la nota di Saxa Rubra - che le leccate ai Verdi e Rifondazione ci siano almeno pagate come straordinario». Durissimi i provvedimenti disciplinari inflitti a Maurizio Mannoni, il giornalista del Tg3 reo di aver definito «assurda» la recente crisi di governo: sarà condannato per un anno a fare l'addetto stampa di Armando Cossutta, e obbligato ad accompagnare sempre il nome del leader rifondatore con l'appellativo «Luminosa e Beneamata Stella Polare Antagonista». Intanto sono in corso contatti fra la Commissione di vigilanza e l'Institute of Biomolecular Engineering per la costruzione in laboratorio di speciali giornalisti dotati di almeno tre-quattro lingue lunghe e carezzevoli, per garantire un vero pluralismo dell'informazione.

Pulizia etnica: nuovo blitz delle forze dell'ordine contro i lumbard
Candeggiate a tradimento centinaia di camicie verdi

SONDRIO - Lavatrici in funzione in piena notte, sul programma a 90°. Pungente odore di varachina. E poi, l'acqua dello scarico di quel colore verde brillante. La Squadra Ace dei Carabinieri di Sondrio ha fatto le cose per bene, e ora il verde delle bluse delle guardie padane valtellinesi è ridotto a un grigetto slavato, indegno di sfilare perfino alla Sagra della Polenta Taragna. Dopo le recenti perquisizioni in casa dei leghisti varesini, bottino un pacco di volantini sgrammaticati e ben due bottiglie di profumo «Colonia lumbarda per l'om», questo è il colpo più serio sferrato all'arsenale degli indipendentisti. Sdegnata la reazione del senatùr: «E' un complotto di Scalfaro - ha denunciato - vuole farci mettere quelle camicie color bianco sporco per far credere che non ci laviamo, come i terroni. E poi col lavaggio in acqua bollente si sono ristrette di tre misure e si strappano da tutte le parti». Ma i magistrati non raccolgono: «Abbiamo agito nel pieno rispetto della legge - ribatte il pm - una camicia di per sé non è un oggetto di reato, è il colore verde che la rende un sofisticato strumento di propaganda antitaliana. Così abbiamo deciso di sequestrare solo il colore».

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