Tonino: «Devono saper cantare, ballare e fare il formaggio»
Iniziati i provini per deputati dipietristi
ROMA - Sembra il set di Saranno famosi. Non siamo a Broadway, ma a Montecitorio, dove una lunga teoria di braccianti, studenti, casalinghe e disoccupati aspetta di affrontare il provino che forse li porterà alla ribalta come uno dei trenta deputati del nuovo partito di Antonio Di Pietro. Un progetto ancora più segreto dell'ultimo film di Stanley Kubrick, ma per il quale Tonino ha deciso di arruolare «solo politici non professionisti», dopo che gli altri partiti di centro avevano tentato di rifilargli le peggio fetecchie dei loro gruppi parlamentari. Intanto, in un'auletta del Palazzo attrezzata con sbarra, pareti a specchio e parquet, un Di Pietro ispirato spiega a una platea di aspiranti politici in tutù e fasce scaldamuscoli il suo progetto artistico: «Vi voglio sciolti, trasversali, vibratili, dovete ricordarvi che questo è un movimento, sentire che tutto parte dal centro, il centro è tutto». Il training prevede anche alcune settimane a Montenero di Bisaccia, per interiorizzare le voci e i suoni della natura e del mondo della pastorizia. Lo stile di Di Pietro, informale e un pò selvaggio, non piace a chi propugna coreografie politiche più tradizionali: da Dini a Bertinotti è tutto un difendere i minuetti, i valzer e le riverenze tipiche delle danze di palazzo. «Tonino ha idee che ricordano quelle di Isadora Duncan o di Martha Graham - fa notare Enrico Boselli -, ma il pubblico si diverte di più con i nostri leggiadri e innocui balletti sulle punte. E adesso scusatemi, devo andare a provare un pas-de-deux con Luigi Manconi».
Pioggia di miliardi nella telemaratona per le malattie genetiche
Grazie Telethon! Da oggi la sclerosi è a placche d'oro
ROMA - Una cura definitiva per la sclerosi a placche è ancora lontana. Ma grazie ai fondi raccolti da Telethon la ricerca può donare al mondo una nuova, lussuosa malattia genetica: la sclerosi a placche d'oro, o sindrome di Giletti-Goldfinger. Il morbo, presentato oggi in contemporanea a Roma dal gioielliere Bulgari e a New York da Tiffany, consiste in una progressiva ricopertura d'oro dei centri nervosi, impreziosita da fregi in pietre rare. Dopo un anno, il malato può sopravvivere solo in una cassetta di sicurezza, avvolto in carta velina e adagiato in un cofanetto foderato di velluto. Una patologia-cadeau che solo pochi al mondo potranno permettersi, ma che mostrerà ai benefattori che la ricerca fa passi avanti, almeno sotto il profilo estetico. «Si sa - spiega uno degli scienziati che hanno lavorato al progetto -, lo stile vuole la sua parte, e le normali malattie genetiche stanno diventando cheap. Il pubblico, per fortuna, preferisce ancora devolvere il proprio denaro per morbi chic con nomi complicati, non per banalissime malattie virali, come la malaria o il colera, che nel Terzo Mondo falciano milioni di esseri umani ogni anno e potrebbero essere debellate con poche manciate di miliardi». Nell'occasione verrà annunciato l'obiettivo del Telethon '98: un'avveniristica sindrome neurospastica con rifiniture in radica, disegnata da Giorgetto Giugiaro.
Tokyo: finalmente un accordo alla Conferenza sul clima
Non ci sono più
le stagioni di una volta «Chiediamo più garanzie»
TOKYO - Nessuna convergenza sulla necessità di ridurre l'inquinamento e arginare l'allargamento del buco nell'ozono con un'efficace politica ambientale: la Conferenza mondiale sul clima rischiava di chiudersi con un nulla di fatto. Ma con un appassionato discorso sulla scomparsa delle mezze stagioni, il vicepresidente Usa Al Gore ha ottenuto il consenso unanime dell'uditorio su alcuni valori comuni: una volta sì che l'autunno era autunno, adesso si passa subito dal gran caldo al gran freddo, uno non sa mai come vestirsi e comunque il freddo secco è molto più sano del freddo umido. L'intervento di Gore si è chiuso con una nota di ottimismo dedicata ai paesi del Terzo Mondo: «Doman seren sarà, se non sarà seren si rasserenerà». In un'atmosfera finalmente collaborativa, grande sensazione ha risvegliato la relazione scientifica del rappresentante tedesco, che ha dimostrato che spesso a un cielo a pecorelle segue una pioggia a catinelle, mentre il delegato vaticano ha letto un accorato messaggio di papa Wojtyla intitolato «San Benedetto, la rondine è sul tetto». In chiusura del congresso, il ministro dell'Ambiente Edo Ronchi, in rappresentanza dell'Italia, si è detto lieto di aver partecipato a «un proficuo confronto al di là delle frasi fatte e dei luoghi comuni», e ha portato un tocco di arte e cultura nostrana regalando a tutti gli intervenuti una speciale compilation di successi meteorologici anni Sessanta, da «Ma che freddo fa» a «Si è spento il sole e chi l'ha spento sei tu».
Dal Gia riconoscimento prestigioso per il pluriomicida sardo
Cittadino onorario di Algeri il pirata della strada di Porto Torres
PORTO TORRES - All'uscita del carcere, una bella sorpresa aspettava Marco Gavino Carta, l'automobilista che sabato mattina ha falciato sette persone e ferito altre 25 sulla strada Sassari-Porto Torres. Il partito armato islamico che sta seminando morte in Algeria lo ha appena nominato «mujahiddin onorario» con il nome di el-Splaatt, ovvero «Colui che spiaccica gli infedeli». «Far fuori in pochi secondi tanti cani nemici di Allah è un risultato veramente straordinario - si legge nella motivazione -. Inviteremo al più presto el-Splaat in Algeria per affidargli degli stage di istruzione per i nostri fratelli». Pare che le bande integraliste stiano già tentando di ripetere il record di Carta nei villaggi della Mitidja, ma a causa dell'inesperienza e della mancanza di Fiat Bravo, non restano sul terreno più di due-tre morti. Per il primatista dell'eccidio su strada si apre dunque una nuova eccitante carriera nel Maghreb? Non è detto. Il Gia potrebbe tuttavia ritirare il riconoscimento qualora le indagini dimostrassero che Carta ha compiuto la strage sotto l'effetto dell'alcool, sostanza, com'è noto, proibita dalla religione musulmana.
Sanremo '98: battaglia di dame intorno a Raimondo
Chi sarà la partner di Vianello? Ballottaggio Nefertiti-Poppea
ROMA - Una ventata di freschezza e gioventù per equilibrare la presenza dell'anziano Raimondo Vianello: questo il principio che ispirerà la scelta della soubrette che presenterà il festival di Sanremo al fianco dell'immarcescibile conduttore di Pressing. Ma i nomi sono ancora in forse: il direttore di Raiuno Giovanni Tantillo avrebbe rifiutato la candidatura di Cleopatra, la cui agitata vita sentimentale porterebbe scompiglio nella compassata atmosfera sanremese, mentre su Maria Stuarda avrebbe posto il veto proprio Sandra Mondaini, per alcuni dissapori che le avrebbero divise in gioventù. Sarà dunque un duello fra due primedonne doc, la sofisticata Nefertiti, raccomandata dal paroliere Cheope e da Gil Cagné, l'imbalsamatore delle dive, e la più ruspante Poppea, romana purosangue che debuttò con Vianello nello show «Roma, noli ineptire hac sera» («Roma nun fà la stupida stasera»), testi di Castellano e Plauto, quaranta repliche al Teatro di Marcello nel 51 d. C. La direzione del Festival punta su Nefertiti, decisamente meglio conservata di Ornella Vanoni e assai più sciolta di Valeria Marini, per quanto la regina egizia si sia detta contraria a condividere la scena con una mummia come Vianello. Ma Poppea, da parte sua, si sarebbe alienata le simpatie della giuria dei critici pretendendo di imporre fra le Nuove Proposte il marito, il cantautore Nerone, fortemente indiziato per alcuni atti di piromania. A decidere sarà Tantillo che, per risolvere la querelle, potrebbe suggerire un'outsider dal sapore multirazziale: la pitecantropa africana Lucy.
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