FS nel caos: colossale ingorgo ferroviario sulla linea del Brennero
Trentatrè trenini entrarono a Trento tutti e trentatrè trotterellando
Ennesima figuraccia per il trasporto su rotaia: l'errore di un ferroviere nel citare il celebre scioglilingua dirotta 33 littorine su Trento bloccando il traffico in tutto il Nord. Una domanda per l'amministratore delle FS Cimoli: se l'Eurostar non è una lumaca, perché lascia sulle rotaie una bava iridescente? Sciopero degli addetti alla ristorazione sui treni, ma i passeggeri come sempre, potranno mangiarsi il fegato. Prestigiosa iniziativa per migliorare l'immagine delle ferrovie: un cd di Ornella Vagoni. E in più, l'inaugurazione di una serie di nuovi efficientissimi convogli per metterci al passo con l'Europa: ve li presentiamo in anteprima.
PENTOLINO 2000 Addio, vecchie caffettiere da strada ferrata! Avveniristica realizzazione dei cantieri Lagostina, il Pentolino è l'unico treno ad alta velocità che si può mettere in lavastoviglie. Durante i lunghi viaggi sotto il sole, il Pentolino garantisce una perfetta cottura dei passeggeri di seconda classe, che all'uopo vengono fatti salire a bordo con una mela in bocca e un rametto di rosmarino nel culo. La prima classe, invece, è dotata di un efficace sistema di climatizzazione: basta sventolare la rivista patinata che si trova sul sedile. Significative le misure di sicurezza: a differenza che nelle camere iperbariche del Galeazzi, sul Pentolino, grazie al triplo fondo, in caso di incendio i cadaveri dei pentolari non si attaccano alle pareti. La velocità? I test hanno dimostrato che il Pentolino può coprire la tratta Milano-Roma in due ore e mezzo grazie a una significativa innovazione: l'assenza di freni. Prenotazione (in ospedale) obbligatoria.
COBAS EXPRESS Sulla sua locomotiva batte la bandiera della Filibusta ferroviaria, un teschio di capostazione su due braccia incrociate: è il Cobas Express, il famigerato treno in cui ogni dettaglio, dalla cabina di guida alla carta igienica, è in mano a un comitato di base in agitazione. Nessun passeggero sano di mente vorrebbe mai salirci, ma siccome non c'è gusto a fare sciopero se non si dà un pò di fastidio a qualcuno, i Cobas prelevano un certo numero di passanti a caso e li trascinano in un'allucinante odissea di disservizio cantando canzonacce piratesche, come «Quindici controllori sulla cassa del morto». Dopo di che il macchinista si benda gli occhi e, ridendo sgangheratamente, si lancia a tutta velocità lungo i binari. Gli ostaggi che osano ribellarsi vengono obbligati a bere il caffè del servizio bar, o, peggio ancora, devono affrontare il «gito di toilette», equivalente del «giro di chiglia»: consiste nell'andare nel bagno e sedersi sulla ciambella.
SETTEBELLO Chi ama i viaggi a rischio e i trasporti occasionali con sconosciuti apprezzerà questa versione rinnovata del classico treno Settebello, che i cantieri Breda-Hatù hanno arricchito con una motrice anatomica e nuove pareti in robusto lattice con effetto ritardante per lui, per lei e soprattutto per il treno. Chi ha sempre lamentato la carenza di pulizia sulle patrie ferrovie sarà soddisfatto: per assicurare la massima igiene, sul Settebello i biglietti vengono bucati da controllori monouso, e il treno è talmente puntiglioso che, se vede un microbo sostare sui binari, si ferma finché tutte le rotaie non sono state bollite e sterilizzate. Precauzioni non eccessive: è noto che con tutti i treni delle FS è più facile prendere un'epatite che una coincidenza.
NECCIA DEL SUD Intitolato a Lorenzo Necci, l'ex amministratore delle FS creatore del consorzio TAV (Tangenti ad Alta Velocità), è treno-simbolo del traffico ferroviario nel Mezzogiorno: infatti ci vuole mezza giornata solo a uscire dalla stazione. Merito delle motrici risalenti alla gestione Ligato: tre simpatici somarelli impennacchiati che potrebbero raggiungere i 4 km/h, se nel 1989 non fossero stati malauguratamenti azzoppati in un attentato mafioso. I suggestivi vagoni piombati mono-finestrino, acquistati da Necci a suon di miliardi al mercatino dell'usato di Norimberga, favoriscono la socializzazione fra i viaggiatori; gli ululati e le grida che provengono dalle carrozze durante le fermate testimoniano l'entusiasmo di lavoratori e studenti. Esiste anche una carrozza-cuccette, molto apprezzate dai cagnetti.
POCOMOTIVA Il traffico locale ha una nuova protagonista: la Pocomotiva. Basta con i mugugni e le proteste per i rallentamenti: con la Pocomotiva i viaggiatori sono direttamente responsabili della velocità del treno, grazie al paio di pedali collocati sotto il sedile. Il capotreno dà il ritmo alla pedalata a colpi di tamburo, e su ogni vagone un controllore armato di staffile incita i passeggeri più pigri, accorgimenti che fanno della Pocomotiva il treno più veloce e puntuale d'Italia con una media di 10 km/h (8 in salita). I fiati dei viaggiatori, convogliati in un fumaiolo, e il loro rantolo, opportunamente amplificato, non fanno rimpiangere il pittoresco «ciuf ciuf» delle locomotive d'altri tempi. Nei percorsi di montagna, i vagoni vengono sostituiti da vecchi skilift riciclati.
EUROKAFKA Treno per filosofi, l'Eurokafka ha la caratteristica di trasportarvi nel più breve tempo possibile da una zona squallida e disabitata a una landa brulla e inospitale. E' stato progettato per fermarsi solo dove non c'è nulla - una stazione, una casa, un bar -, preferibilmente nelle notti d'inverno o sotto la canicola agostana. Le lunghissime soste, l'inutile ricerca di un capotreno che spieghi dove siete e perché, e soprattutto il blocco di tutte le uscite a causa un guasto ai circuiti elettrici, condurranno la vostra asfittica psiche di cittadini superprotetti a un bivio spirituale: ascesi mistica o raptus cannibalico. Per meglio affrontare la privazione di cibo, conservate lo «snack di benvenuto» che le FS vi hanno offerto all'inizio del viaggio. Per lo più si tratta di croccantini per gatti, ma dopo due giorni di digiuno vi sembreranno arachidi tostate.
Fecondazione senza controllo: drammatico caso a Betlemme
Donna dà alla luce un dio: sotto accusa il centro Florence
BETLEMME - «Io e mio marito Giuseppe non potevamo avere figli, e così...» E' il racconto di Maria, una giovane donna ebrea, ultima vittima, insieme al suo figlioletto, dell'ultimo caso di fecondazione con seme anomalo. Nove mesi fa la coppia si rivolse all'ormai famigerato centro Florence di Firenze, la clinica nell'occhio del ciclone per aver impiegato sperma e ovuli non controllati. La ragazza era convinta di aver ricevuto spermatozoi di un donatore simile al marito, falegname ed ebreo, ma ieri, nella clinica «La Capanna» di Betlemme, ha dato alla luce un bambino «diverso». «Me ne sono accorta fin dalla prima ecografia - ricorda la vittima -: il feto presentava un'aureola e camminava sul liquido amniotico. Ero decisa ad abortire, ma il mio ginecologo, il dottor Pilato, se n'è lavato le mani». Ora sono molti i problemi per Giuseppe e Maria. «Che futuro può avere un bambino mezzo uomo e mezzo dio? - si chiede Giuseppe - Geneticamente è un mostro: i medici dicono che non raggiungerà i 34 anni. Per fortuna esistono anche casi più incoraggianti: un certo Ercole, greco, figlio di una donna e di Zeus, è cresciuto benissimo ed è arrivato in tarda età». Ma è improbabile che l'anonimo donatore del centro Florence sia il re dell'Olimpo: testimoni parlano di un vecchio hippy con un triangolo in testa.
La simpatica maggiorata: «Non ho solo tette, ma anche un cervello»
La mucca Ercolina:
«Niente film con Bigas Luna»
ROMA - «No, alla mia età non posso più permettermi certe cose. Sono madre di quattro vitelli, sto facendo politica, ho un'immagine da mantenere». Così, in un'affollatissima conferenza stampa, la mucca Ercolina, simpatica e procace testimonial degli allevatori in lotta, ha annunciato il suo no alla proposta del sulfureo regista spagnolo Bigas Luna, che la voleva protagonista del suo nuovo film, Leche caliente. Ercolina non vuole dunque seguire le orme di Valeria Marini, la star di Bambola? «Ho la massima stima per questa brava e bella collega - ha detto Ercolina -, ma il cinema di Bigas Luna mi fa venire il latte alle ginocchia». Fra i film preferiti dall'avvenente frisona, Il prato dei fratelli Taviani, Preferisco la vacca di Buster Keaton e Poor cow di Ken Loach. Ma qual è il regista che Ercolina ama di più? «Forse vi stupirà, da parte di una come me - confessa con un sorriso malizioso -: vado pazza per Frank Capra».
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