Dopo la strage del Cermis, la Nato chiede provvedimenti
Mai più funivie a bassa quota
AVIANO - Adesso basta. L'ira dei vertici dell'Air Force Usa, che hanno
rischiato di veder irreparabilmente danneggiato un magnifico jet da guerra
a causa di quella dannata funivia della val di Fiemme, stavolta prorompe
senza freni. «Da tempo chiediamo l'innalzamento dei piloni delle funivie ad
almeno 18mila metri - ha detto il colonnello McMurder - per consentire ai
nostri top gun di esercitarsi rasoterra contro un'eventuale invasione di
scarafaggi al soldo di una potenza straniera. E invece le nostre missioni
continuano a essere messe in pericolo da questi irresponsabili europei che
vanno a sciare. Neanche l'Europa appartenesse a loro». Le autorità
americane hanno aperto un'inchiesta: dai primi accertamenti pare che i
venti turisti periti a bordo della cabina fossero impegnati in un folle
«gioco di pace»: volevano risalire verso le piste, per poi tornare a valle
sfrecciando sugli sci. «Lo fanno spesso da queste parti - lamenta un aviere
Nato -, soprattutto in inverno, senza tenere conto del pericolo in cui
mettono i nostri velivoli. Nell'ultimo volo su una pista di slalom ho
evitato a malapena un certo Alberto Tomba che pretendeva di infilare una
porta prima di me. Anche questa volta al Cermis il pilota del Prowler è
riuscito a evitare il disastro. Ma credetemi, prima o poi succederà
qualcosa di grave».
Umberto Bossi incastrato da nuove sconvolgenti intercettazioni
«La dialettica dell'Essere hegeliano, alla luce dell'analisi di Feuerbach...»
MILANO - Prodi è costernato. Berlusconi imbarazzato. Perfino il fido Bobo
Maroni questa volta prende le distanze dal senatùr: «L'intercettazione è
chiaramente un falso. Certo, se dovesse risultare autentica, sarebbe un
fatto di gravità eccezionale». è bufera su altre frasi intercettate al
telefono di Umberto Bossi e diffuse ieri dal procuratore di Verona Papalia.
Nella registrazione si sente la voce inconfondibile del leader della Lega
che si lancia in una forbita e dottissima disquisizione sull'idealismo
tedesco con un professore di filosofia dall'accento napoletano, sfoggiando
una competenza filosofica degna di un docente della Sorbona. Tra le
affermazioni incriminate, «la caratteristica del progresso dialettico
hegeliano tesi-antitesi-sintesi è il tener fermo il positivo nel negativo,
superando il principio aristotelico di non contraddizione» e altre dello
stesso tenore, infarcite di coltissime citazioni in francese e tedesco.
Bossi, sdegnato, ha detto che è impensabile attribuire a lui la paternità
di quelle frasi, soprattutto perché «manca qualsiasi accenno alla scuola
idealistica padana dell'Ambrogio Carimati, riferimento inevitabile quando
si affrontano certi temi. E comunque ricordo ai romani che da noi un libro
di filosofia costa solo 10mila lire». Se è ancora incerta l'autenticità
delle intercettazioni (alcuni dialettologi fanno notare che termini come
«pampsichismo» e «gnoseologia», rilevati nelle registrazioni, ricordano più
il dialetto bergamasco che quello di Cassano Magnago, patria del senatùr),
è nondimeno reale l'allarme per gli effetti che il caso potrebbe avere sul
popolo leghista: oltre a una maggioranza di scettici, esiste anche una
frangia di fanatici che per il senatùr arriverebbe anche a gesti estremi,
come iscriversi a filosofia.
Texas, buon sangue ne versa dell'altro
La lobby dei beccamorti saluta la dinastia Bush
HOUSTON - George Bush I, presidente Usa, ha bombardato gli asili irakeni fra
gli applausi dei suoi connazionali. Il figlio, George Bush II, governatore
del Texas, costringe al superlavoro i boia del carcere di Huntsville. E
anche il nipote George Bush III si prepara a seguire le orme degli avi, per
ora dall'umile poltrona di direttore del canile municipale di Houston.
Deciso a succedere al padre al governo dello stato della Stella solitaria,
il giovane Bush sta mostrando tutto il suo polso ai futuri elettori
impiccando personalmente dozzine di cani al giorno, scelti fra quelli di
razza incerta e di sesso femminile, anche se i quattrozampe si sono solo
temporaneamente smarriti e mostrano un sincero desiderio di tornare dai
legittimi proprietari. «Un cane scappato di casa è un pericolo per la
società - ha dichiarato Bush - e va neutralizzato, come sostiene anche la
Bibbia, Genetliaco, versetti 86-92». All'obiezione che nella Bibbia non c'è
nessun libro chiamato Genetliaco, Bush ha risposto che fa lo stesso, tanto
i cani mica se ne accorgono. Naturalmente il direttore del canile si rende
conto che impiccare un cane e impiccare un essere umano non sono la stessa
cosa, soprattutto perché per l'uomo ci vuole una forca molto più alta.
Un'ultim'ora dal Texas ci informa che il clan Bush sarebbe in apprensione
per la sorte dell'ultimo rampollo, George Bush III, giovane marine di
stanza nella base italiana di Aviano, che nell'ultimo volo di addestramento
avrebbe investito una funivia causando involontariamente la morte di venti
persone. In un'accorato messaggio alle autorità militari, padre e nonno
difendono il giovane congiunto: «Un Bush, uccidere involontariamente?
Assurdo».
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