Affrettatevi! Più siamo, più ci si diverte
Ancora pochi giorni
per iscriversi alla II Guerra del Golfo
WASHINGTON - Sarà la concomitanza con un altro classico evento sportivo, le
Olimpiadi invernali, ma quest'anno, a differenza che nel 1991, le
iscrizioni per partecipare alla Guerra del Golfo, giunta alla sua seconda
edizione, sono meno numerose. Ad attenuare l'interesse dell'Occidente per
la II Guerra del Golfo, il timore che Saddam Hussein non abbia ancora
ricostruito gli asili bombardati che nel 1991 furono il bersaglio preferito
per i caccia Nato: oggi i partecipanti potrebbero essere costretti a
ripiegare su obiettivi militari, meglio difesi ma meno stimolanti. Pare
tuttavia che nonostante l'embargo che in questi anni ha privato l'Irak di
rifornimenti alimentari e medicine, siano sopravvissuti abbastanza bambini,
vecchi e donne per invogliare un bombardiere veramente appassionato. Per
questo gli sponsor, i costruttori di armi di tutto il mondo, hanno chiesto
e ottenuto da Bill Clinton di posticipare di qualche giorno la scadenza
entro la quale si potrà aderire alla simpatica e movimentata competizione.
Già scontata la partecipazione di Gran Bretagna, Canada, Australia,
Argentina e Nuova Zelanda, ma si spera nell'arrivo di altri paesi europei
e, perché no? di semplici sportivi: si sa che la Guerra del Golfo non serve
a risolvere militarmente una crisi internazionale, ma solo per stare
insieme fra paesi ricchi e divertirsi un pò. Un prolungamento dei termini
per l'iscrizione al conflitto potrebbe essere adottato anche da Saddam,
visto che molti paesi arabi, dalla Siria alla Libia, sono incerti se
entrare nella squadra del dittatore irakeno, visto che minaccia sempre di
distruggere Israele ma, stringi stringi, non conclude mai.
Dopo il piccolo Gabriele, un'altra culla di dolore
Nasce a Firenze un partito di sinistra anencefalico
FIRENZE - Verrà alla luce fra poche ore, ma le ecografie prenatali non
lasciano spazio alla speranza: il piccolo - chiamato «la Cosa», per la sua
forma indefinibile ma sicuramente non umana - non ha gambe in grado di
sorreggerlo, né mani per compiere alcunché di utile; privo di cervello, di
fegato e di ogni traccia di globuli rossi, affida tutte le sue funzioni
vitali a un enorme stomaco ricoperto di pelo. Eppure la madre, Massimo
D'Alema, attende con trepidazione e incomprensibile orgoglio la nascita
dell'orrenda creatura, tanto da aver allestito la sala-parto nel Palasport
fiorentino, dove ha convocato ben 1800 delegati che saranno obbligati ad
assistere al ripugnante evento (i malcapitati credono di essere stati
invitati a un concerto di Jovanotti, Pino Daniele e Ligabue).
La «Cosa» è frutto di un sofisticato processo genetico di coalizione
artificiale fra i Dna di ben quattro padri: Giorgio Bogi (sinistra
repubblicana), Famiano Crucianelli (comunisti unitari), Pierre Carniti
(sinistra Dc) e Valdo Spini (laburisti). Donatori, come si vede, del tutto
anonimi: sono anni che fanno politica e ancora nessuno sa chi cazzo sono.
La signora Massimo D'Alema ha già un figlio nato artificialmente, Ulivo, di
salute cagionevole e soggetto a frequenti crisi interne; non era il caso,
dunque, di mettere in cantiere un altro infelice dal destino ancora più
incerto. Ma il desiderio di sfidare le leggi della natura e della politica
ha avuto la meglio. «è stata una scelta feconda - assicura la signora
Massimo - e soprattutto un modo per fare un dispetto a Veltroni». Se la
Cosa non sopravviverà, la madre è disposta a consentire l'espianto degli
organi di partito: «Così finalmente mi toglierò dai coglioni quel baraccone
dell'Unità».
|