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  1998
Il caso degli amanti di Capriolo riaccende la polemica
Riapriamo i casini ma chiudiamo le famiglie perbene!

BRESCIA - È giusto che mogli e mariti piccoloborghesi circolino a piede libero, scandalizzando i bambini e turbando innocenti prostitute? Il Paese si interroga dopo le vicende della lucciola di Ravenna, coinvolta da probi padri di famiglia in scambi di coppia senza profilattico, e soprattutto dopo la conclusione della squallida vicenda degli amanti di Capriolo, una vera e propria holding del prurito cretino che coinvolgeva, oltre ai due adulteri, i rispettivi legittimi coniugi. E ora le lavoratrici del sesso chiedono una maggiore regolamentazione. «Ormai non se ne può più - confida una prostituta - delle mogli e dei mariti perbene: litigano per strada, si prendono a mattarellate, ci trasmettono brutte malattie. Io non so come fare per accompagnare mio figlio a scuola: rischio di incontrare queste mamme borghesi ossigenate, truccatissime e in minigonna, che parlano di corna e scambi di coppia. Lo Stato deve fare qualcosa». Anche i malviventi albanesi, cui Mariangela Assoni aveva tentato di addossare il tentato omicidio del marito, si uniscono al coro degli scontenti: «Quella disgraziata ha gettato fango sulla nostra categoria - sbotta Leka, affermato spacciatore brianzolo -: solo un onest'uomo italiano come Foglia può essere così coglione da aggredire qualcuno a colpi di pelapatate». La soluzione? Riunire padri e madri di famiglia in apposite case, controllate dallo Stato, dove possano cornificarsi senza ammazzare nessuno e dove le prostitute possano andare a vendere le loro prestazioni in tranquillità e sicurezza. L'ipotesi viene vista con favore anche da don Oreste Benzi, il prete che si batte contro l'emarginazione: «Gesù ha perdonato le meretrici - ha detto - ma per gli zozzoni ricchi e arroganti non ha mai mostrato misericordia».

Gesù, che scandalo!
Diventa ateo dopo la comunione, sotto accusa un'ostia scaduta

MACERATA - La legge 283 sugli alimentari, che obbligherà anche i produttori di ostie a stampigliare sulla confezione la data di scadenza, per lui è arrivata troppo tardi. "Il corpo di Cristo", aveva detto il sacerdote porgendo la particola a G. F., anziano devoto della parrocchia di San Turibio Aeropagita. Pochi minuti dopo, ha tirato il primo "porcoddìo" all'indirizzo di un motociclista spericolato che gli aveva tagliato la strada, poi, cantando "Addio Lugano", si è infilato nel Circolo anarchico "Bakunin" dove ha chiesto la tessera di socio sostenitore. Erano solo i primi sintomi dell'orribile sindrome che in due giorni ha trasformato un fervente cattolico in uno sboccato mangiapreti. Tutta colpa di un'ostia ammuffita. "È vero - ammette il parroco di San Turibio - gliene ho data una un pò verdolina. Ma che volete, G. F. era così fanatico che si comunicava quattro volte al giorno, mi consumava tutte le ostie fresche. Così ho pensato che potevo fargli smaltire le vecchie scorte. Purtroppo, come hanno accertato i teologi dei Nas, il Figlio di Dio non si transustanzia se non in ostie di giornata. A ventiquattr'ore dal confezionamento, infatti, il pane azzimo subisce l'attacco del Blasphemomyces Agnosticus, un microrganismo non credente generato dalle copertine delle opere filosofiche positiviste, che non solo rende la particola inadatta all'Eucarestia, ma, se ingerito da esseri umani, innesca un processo di fermentazione naturale dell'intelletto, a tutto svantaggio della sensibilità religiosa. Proprio quanto è successo al povero maceratese, il cui stato va peggiorando di giorno in giorno. Sperando di guarirlo, la sorella lo ha infilato d'urgenza a bordo di un pullman di pellegrini diretto a Lourdes. Ma G. F., superato il confine italiano, ha puntato una pistola alla tempia di un crocifisso e ha costretto l'autista a dirigere il pullman verso Parigi. Pare sia stato visto in lacrime sotto la tomba di Voltaire.

Dopo Ciprì e Maresco, la censura colpisce ancora
Sequestrato «Il macellaio» con Alba Parietti: «C'à troppa carne gonfiata»

ROMA - «Il macellaio», il bollente film di Aurelio Grimaldi con Alba Parietti nel ruolo della protagonista, potrebbe non uscire mai nelle sale italiane. A bloccare la pellicola questa volta non à la Commissione per la Censura, ma i Nuclei Antisofisticazione, che nelle carni generosamente esposte in tutte le scene hanno rilevato ingenti quantitativi di silicone ed estrogeni, tutte sostanze gonfianti che rendono il prodotto assolutamente inadatto all'uso umano. È vero che «Il macellaio» à di un gusto talmente sgradevole che rende impossibile l'assunzione di porzioni abbondanti, ma gli spettatori di bocca buona, attirati da tante cosce e petti a buon mercato, potrebbero esagerare mettendo a rischio la loro salute. Grimaldi, che rischia una denuncia per frode cinematografico-alimentare, cade dalle nuvole: «La carne della Parietti mi sembrava così giovane e soda - spiega -, e fra l'altro costava parecchio. Io mi sono fidato». Un abbaglio dovuto, secondo i Nas, al fatto che il regista ha usato la Parietti a crudo: sarebbe bastato passarla alla griglia per vedere una consistente diminuzione del turgore dei tessuti. In considerazione dell'accaduto, il Consorzio Carne Bovina ha ritirato il miliardo di finanziamento erogato al film.

Orrore a Roma: le povere belve erano sull'orlo dell'inedia
Abbandona cinquanta diccì senza poltrone: Cossiga denunciato per maltrattamenti

ROMA - Quel signore eccentrico li aveva attirati con la scusa di creare un partito di centro. Solo dopo qualche settimana cinquanta orfani diccì hanno scoperto l'allucinante verità: Francesco Cossiga, pensionato sardo, voleva veramente fare un partito di centro chiamato Udr e non un'associazione a delinquere, come loro avevano sperato. Le bestiole si sono inferocite e Cossiga, con inqualificabile cinismo, le ha chiuse in un'auletta di Montecitorio lasciandole senza tangenti né poltrone, e se n'à andato in vacanza in Irlanda. Attirati dal fetore e dalle urla selvagge, gli uscieri hanno forzato la porta dell'aula, scoprendo una scena agghiacciante: Clemente Mastella, un rarissimo esemplare di Demochristus irpinus constrictor, stava formando un nuovo partito chiamato Cristiano-Democratici per la Repubblica. Per il pensionato sardo à scattata una denuncia per maltrattamenti e possesso illecito di belve feroci, mentre i cinquanta diccì stanno ricevendo le prime cure nel Centro di Ri-lottizzazione «Arnaldo Forlani». «È una nuova moda - avvertono gli zoologi -, dopo i pitoni, gli alligatori e i leopardi, certi ricchi col pallino dell'originalità, da Silvio Berlusconi a Massimo D'Alema, amano riempirsi la casa di ex democristiani, mettendo in pericolo se stessi e gli altri». Questa specie, infatti, non à addomesticabile e tende a riunirsi in piccoli branchi dai nomi sinistri (Ccd, Cdu, Popolari) per riprodurre in ogni ambiente i comportamenti aggressivi che per quarant'anni le hanno consentito di dominare indisturbata le giungle romane. Spesso i proprietari, disgustati, tentano di disfarsi dei diccì gettandoli nelle fogne, dove pare si stiano riproducendo a ritmi vertiginosi.

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