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  1998
Moneta unica: l'Italia di Prodi convince molti, ma non tutti
Una casalinga amburghese non ci vuole in Europa!

AMBURGO - Il nostro Paese à nell'Euro, eppure nel continente c'à ancora qualche scettico che disturba i sonni di Romano Prodi. Uno à la signora Helga Marie Jorgensen, 61 anni, casalinga alla periferia di Amburgo. «Non mi fido degli italiani - avrebbe detto ieri mattina al lattaio - hanno ancora un enorme debito pubblico e secondo me si lavano poco». La voce à giunta agli orecchi del nostro premier, che oggi insieme al ministro del Tesoro Ciampi e al presidente di Bankitalia Fazio à volato ad Amburgo per un colloquio chiarificatore con la signora Jorgensen. «Convinceremo anche quella maledetta pettegola - ha assicurato Prodi alla partenza -, deve averla messa su sua cugina che, come ho appurato, ha sposato un olandese, e si sa che gli olandesi ce l'hanno sù con noi. Ma abbiamo con noi tutti i dati economici e una rilevazione del Fmi che dimostra come il consumo di shampoo e bagnoschiuma in Italia rispetti ampiamente i parametri di Maastricht». Dopo la tappa amburghese, Prodi, Ciampi e Fazio continueranno nel loro giro di persuasione negli ultimi circoli europei che ancora non vedono di buon occhio la nostra presenza nell'Euro. Nella lista ci sono ancora il Club Filatelico di Grenoble e la Filodrammatica Aristophanis di Salonicco. E il Presidente del Consiglio chiede ancora una volta aiuto agli italiani: «Se venite a sapere che qualche vostro conoscente europeo non si fida ancora del tutto, ditegli di telefonarmi a Palazzo Chigi, per carità. Anche di notte. Sarò da lui entro 24 ore».

E poi dicono che non funziona
Vince al Totocalcio con il metodo Di Bella

RIETI - «Con la chemioterapia non ce l'avrei mai fatta. Invece ho usato il sistema Di Bella e guardate qui: un tredici e due dodici. Glielo dica al ministro Bindi». Il signor P. Q., felice compilatore di una schedina da un miliardo e duecentotré milioni, si aggiunge alla già lunga lista dei miracolati della multiterapia del fisiologo modenese. Afflitto da anni da una sfortuna al gioco che i più illustri clinici avevano definito inguaribile, P. Q. in tutta la sua vita non aveva mai vinto nemmeno un pesce rosso al Luna Park. Perfino il biglietto della Lotteria Italia che gli aveva fatto sperare in un grosso premio gli era stato annullato per irregolarità nell'estrazione. «Ormai ero considerato uno sfigato terminale - confida oggi - ed ero sul punto di arrendermi. Poi ho letto su un giornale del metodo Di Bella e ho pensato: forse quest'uomo può salvarmi». Il viaggio della speranza a Modena ha dato i suoi frutti: ricevuto amabilmente dal professore, P. Q. ha ottenuto subito la ricetta destinata a risolvere tutti i suoi problemi. Non ha perso tempo e il sabato successivo l'ha giocata al bar «Pippo», con i risultati che conosciamo. Pare comunque che P. Q. non sia il primo neo-miliardario incoronato dal metodo Di Bella; ma per ora à l'unico che non fa il farmacista. Ora, nonostante l'opposizione del Coni, sta per sorgere un comitato che chiederà la sperimentazione controllata del sistema Di Bella anche per il Totogol e il Totip.

Continua l'appassionante gara a chi uccide di più
Macchinisti: 1
Padri di famiglia: 6


MOLINELLA (BOLOGNA) - Niente da fare per la pur volenterosa squadra dei Macchinisti Fs: lo scudetto del campionato italiano di Cronaca Nera à sempre più saldamente in mano agli strabilianti Padri di Famiglia, che questa settimana portano a casa un punteggio tennistico: 6 vittime a 1. Al misterioso puttaniere di Novi Ligure che lunedì scorso ha messo a segno una doppietta (i due metronotte che lo avevano sorpreso con un viado) e un quasi-gol (il viado ferito che si à salvato fingendosi morto), si aggiunge Sauro Atti, il benzinaio di Molinella, autore di un rogo in cui à bruciata viva tutta la famiglia, moglie, due figli piccoli e lo stesso Atti (la commissione arbitrale ha deciso di considerare come punto anche il suicidio del capofamiglia). Peccato per la spettacolare azione dei Macchinisti alla stazione di Castello: nonostante due treni distrutti e ingenti danni alle linee ferroviarie, ha fruttato solo una vittima, l'operaio dilaniato dallo scontro fra il Pendolino e il treno locale. La classifica marcatori '97 vede in testa un altro Padre di Famiglia, il pensionato torinese che un mese fa, irritato dai rimproveri della figlia maggiore, ha massacrato a colpi di pistola quattro familiari e poi si à sparato. Impallidisce perfino il ricordo di un grande bomber di qualche anno fa, Tullio Brigida (vittime i tre figlioletti, uccisi per vendicarsi della moglie). Eh, sì, quando si tratta di far fuori degli innocenti, i Padri di Famiglia italiani, specie dopo i quarant'anni, sono praticamente imbattibili: «Non c'à da stupirsi - spiegano gli esperti -: l'allenamento millenario a considerare moglie e figli come oggetti di loro proprietà e l'incapacità di accettare le sconfitte della vita li rende molto più pericolosi in attacco di qualunque altra squadra nostrana, compresi i Teenager Senza Valori e le Donne Tradite». La Federazione Internazionale Cronaca Nera ha in mente un grande scontro Italia-Usa: Padri di Famiglia contro Baby Killer tredicenni. I produttori di armi hanno già offerto una lauta sponsorizzazione.

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