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  1998
Doveva essere la sua prossima impresa No Limits
L'ultima sfida di Patrick De Gayardon: «Mi farò operare al Policlinico Umberto I»

ROMA - Il salto col paracadute che gli è costato la vita forse ha risparmiato a Patrick De Gayardon una fine più atroce e umiliante. È il commento dei fan alla scoperta che l'Icaro del 2000, a caccia di sfide sempre più emozionanti, aveva in mente di farsi ricoverare al Policlinico Umberto I di Roma per una banale operazione di cataratta. «Uscire sano e salvo da lì - annotava nel suo diario De Gayardon - è al di sopra delle possibilità umane. Ma posso farcela». Inutili i tentativi del suo staff di dirottare De Gayardon su imprese meno rischiose, come un'immersione senza maschera in una fogna di Bombay o un viaggio su un treno pendolari delle ferrovie italiane. L'atleta si sarebbe affidato a una speciale tuta anti-topo, munita di speciali cavi che gli avrebbero consentito di ricevere i pasti direttamente dal ristorante parigino di Paul Bocuse e completata da uno zainetto contenente una robusta coppia di infermieri svizzeri attivabili in pochi secondi mediante un apposito tasto. «Per rendere più emozionante la performance - si legge sul diario del testimonial Sector - appiccherò il fuoco al reparto: tanto i dispositivi antincendio consistono in un innaffiatoio rotto. No limits!»

Cambogia: stavolta non ci sono dubbi
Pol Pot: «Credetemi, sono morto sul serio»

PHNOM PENH - «È il mio cadavere, ve lo assicuro. Sui pantaloni sono ricamate le mie iniziali». Parole che valgono più di un'autopsia, e spazzano via ogni incertezza sulla foto della salma di Pol Pot diffusa dai khmer, visto che provengono da Pol Pot in persona. «È vero, negli ultimi tre anni sono stato dichiarato morto almeno diciotto volte - continua l'ex dittatore cambogiano - ma erano cosette così, alla buona, per farsi due risate con gli amici americani». Pol Pot è sempre stato incline agli scherzi, come quando, fra il '77 e il '79, con il tipico umorismo khmer, fece sparire qualche milione di cambogiani e qualche anno dopo - sorpresa! - se ne ritrovarono solo i teschi. «Mi spiace solo non poter affrontare il processo per crimini contro l'umanità - aggiunge il defunto Pol Pot -. Mi sarebbe piaciuto tantissimo, avevo preparato un paio di battute khmer veramente esilaranti. Sentite questa. Cosa fa una pistola contro la nuca di una ragazza cambogiana? Bang! E la sapete la differenza fra una rivoluzione e un genocidio? Io no! Aspettate, ve ne racconto un'altra...»

Dalla Consulta uno spiraglio per Berlusconi
Tossici, ubriachi e nani pelati non sono penalmente perseguibili

ASSAGO - La bella notizia ha raggiunto il Cavaliere sul palco del congresso di Forza Italia: secondo la Corte Costituzionale, la statura inferiore al metro e mezzo e la calvizie sono assimilabili alla malattia mentale, e chi ne è affetto non può essere considerato colpevole di reati. «Il sistema nervoso del nano - si legge nella sentenza - è tutto rattrappito e ingarbugliato, e può indurre il poveretto a comportamenti antisociali come corrompere la guardia di Finanza, promettere milioni di posti di lavoro o avere Giuliano Ferrara come amico personale. La situazione si aggrava se poi la calotta cranica del nano è nuda ed esposta alle intemperie, nel qual caso si sviluppano allucinazioni paranoidi: il soggetto crede di vivere nel 1948, vede stalinisti anche nelle zuccheriere e tenta di fare accordi politici con Umberto Bossi». Vivo entusiasmo nella platea del Filaforum per una decisione che mette definitivamente al riparo il leader azzurro da arresto e detenzione in carcere. Berlusconi, in caso di condanna, rischia solo la custodia in un manicomio criminale o, a discrezione del giudice, un mese di esercizi spirituali insieme a Gianni Baget Bozzo.

Torino: le casalinghe cattoliche applaudono
Più comoda da stendere la Sindone con gli angoli

TORINO - «Federa, speranza e carità»: con questo slogan il cardinale Fiorenzo Angelini ha presentato ai devoti il set di biancheria sacra in puro lino che completa la Santa Sindone, esposta in questi giorni a Torino. Il caratteristico motivo in sudore e sangue che decora il celebre lenzuolo ora compare anche su una federa e su un coprimaterasso, un'idea per dare un tocco di sacralità al letto singolo. «Risvegliarsi fra queste lenzuola sarà come risorgere», ha assicurato l'alto prelato, che ha fornito inoltre utili indicazioni per il bucato e la stiratura: vietato il candeggio, consentito il lavaggio in lavatrice, ma solo se dotata dello speciale programma per reliquie delicate. L'innovazione ha riscosso grande successo fra le casalinghe cattoliche e le perpetue, particolarmente colpite dalla «Sindone con angoli», ingualcibile e facile da stendere. Per l'occasione è stata creata una speciale versione dell'ammorbidente Coccolino, profumata all'incenso.

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