L'autodenuncia del generale sotto accusa
Delfino: «Mi sono picchiato per farmi parlare»
PESCHIERA - Altro che autolesionismo: è stato il più classico dei pestaggi da interrogatorio quello che tre giorni fa ha mandato all'ospedale il generale dei Carabinieri Francesco Delfino. Autore delle percosse, lo stesso Francesco Delfino, contro il quale Francesco Delfino ha sporto denuncia per lesioni aggravate. Si trovava nel carcere di Peschiera con un'accusa di concussione, reato di cui continua a dichiararsi innocente. Poi il carabiniere ha avuto il sopravvento sull'uomo, ed è scattata la violenza. «Volevo estorcermi una confessione o almeno costringermi a rivelare il nome dei miei complici - ha ammesso Delfino davanti ai medici di Verona che l'hanno curato -, e per sciogliere la lingua a un accusato non c'è niente di meglio che un paio di manrovesci. Me li sono dati, ma continuavo a tacere, così non ci ho visto più: mi sono preso questa testaccia e ho cominciato a sbatterla contro il muro della cella. Stavo quasi per cedere quando sono svenuto, maledizione. Ma credetemi, io mi conosco bene: era solo una messinscena». E la lista di imputazioni per Delfino potrebbe allungarsi nelle prossime ore. Secondo indiscrezioni il generale si sarebbe accusato anche di essersi consegnato un miliardo, con l'intermediazione del solito Giordano Alghisi. Delfino avrebbe assicurato a se stesso che, ungendo le ruote giuste, sarebbe stato in grado di ottenere la propria liberazione.
Serial ticket: multa severissima per il maniaco del treno
Uccide una passeggera di prima classe ma aveva solo un biglietto di seconda
LA SPEZIA - Questa volta i controllori sono stati all'erta, e il serial killer dei treni non l'ha passata liscia. Il personale viaggiante sull'Eurostar La Spezia-Venezia l'ha scoperto in una toilette della prima classe mentre sparava alla nuca di una signora trentenne, moglie di un industriale di Mestre che andava a raggiungere il marito in treno causa un'improvvisa indisposizione dell'autista di famiglia. Richiesto di esibire il documento di viaggio, l'assassino risultava in possesso di un semplice biglietto di seconda classe. L'uomo, il cui aspetto risponde in pieno agli identikit diffusi nei giorni scorsi (è un giovane di mezz'età, alto e basso, biondo e bruno e di corporatura minuto-robusta), ha detto di non essersi accorto di essere finito in prima e tentato di cavarsela chiedendo il cambio di classe, ma non è servito a risparmiargli le salatissime sanzioni previste dal regolamento. «Se tutti facessero come lui, staremmo freschi - ha commentato un controllore -. Certo, aveva pagato il supplemento-killer recentemente introdotto dalla nuova amministrazione Fs, ma il suo biglietto gli dava diritto di uccidere una passeggera di seconda classe non fumatori e seduta vicino al finestrino. Finora aveva sempre rispettato le norme, poi ha tentato di fare il furbo». Avvilito per la brutta figura, l'omicida ha tentato di togliersi la vita con un gesto disperato: consumando un antipasto di pesce nel vagone ristorante.
Usa: dopo donne, disabili e minorenni, cade un altro tabù
Anche gli innocenti
potranno essere condannati a morte
HUNTSVILLE (TEXAS) - Ancora una volta l'America si conferma come «Land of Opportunities»: la pena di morte, una volta riservata a cittadini americani maggiorenni, sani di mente, e soprattutto colpevoli di gravissimi delitti, fra poco veramente alla portata di tutti. Una legge approvata dallo stato del Texas e sostenuta dal comitato per la Difesa dei Diritti Incivili permette anche a chi è innocente di accedere a questo servizio. Negli ultimi anni l'America ha fatto passi da gigante nell'estendere a tutte le minoranze, soprattutto a quelle meno privilegiate, l'accesso alla pena di morte: handicappati, malati di mente, neri, donne, e perfino cittadini dell'Honduras. Ora sta cadendo un altro fattore di discriminazione, l'età, e presto potranno salire sul patibolo anche i ragazzini al di sotto dei quindici anni. Ma i difensori del Diritti Incivili hanno rilanciato: se l'esecuzione capitale è uno dei più sacri e prestigiosi istituti americani, non è giusto riservarlo ai criminali, ma deve a maggior ragione essere aperto alla stragrande maggioranza del popolo statunitense, composta di incensurati. Per sostenere la proposta, il Comitato ha indetto un kill-in davanti al carcere di Huntsville, in cui i manifestanti, centinaia di probi cittadini texani, si sono iniettati a vicenda la miscela letale usata per i condannati a morte. Il governatore del Texas, George Bush III, si è detto disposto a una sperimentazione: fra pochi giorni verrà giustiziato il signor John MacNamara, fedina penale candida. I familiari di tutte le persone che non ha ucciso hanno chiesto di assistere all'esecuzione: «Quella sera in tivù non c'è niente di interessante».
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