Il Fenomeno Rosso nella bufera
Bertinotti positivo all'esame doping
ROMA - Si imbottisce di sostanze proibite prima dei match col governo? Il gol segnato all'Ulivo F. C. di Romano Prodi è solo frutto di un'iniezione? Questi gli interrogativi che angosciano i fan di Fausto Bertinotti, dopo la notizia trapelata nelle ultime ore: nel sangue del centravanti della Dinamo Rifondazione sarebbero state trovate tracce di anabolizzanti. Le sue urine, in particolare, avrebbero rivelato pesanti residui di cretinina, un farmaco che aumenta l'aggressività e l'esibizionismo ma rende incapaci di vedere al di là del proprio naso, proprietà che finora lo avevano reso molto popolare solo fra gli attaccanti del Polo. Un eccesso di cretinina può condurre anche a raptus suicidi, come ad esempio dividere il proprio partito o sfiduciare l'unico straccio di governo di sinistra da cinquant'anni a questa parte. Il rifiuto di imbottirsi di cretinina sarebbe il vero motivo delle dimissioni dell'anziano presidente della Dinamo Rifondazione Armando Cossutta, un veterano già duramente provato dalle massicce dosi di stupefacenti assunte in gioventù, quando militava nell'Internazionale di Josip Stalin. L'entourage di Bertinotti nega tutto, anche se qualcuno ammette l'abitudine del bomber rosso di «prendere qualcosa» per migliorare le sue prestazioni nei talk-show. Ma alcuni pettegoli invitano a confrontare le foto di Bertinotti di dieci anni fa con quelle di oggi: non aveva certo le palle che oggi sfoggia ad ogni scontro con la maggioranza.
Dopo il Kosovo, Belgrado vuole una villetta nelle Marche
Macerata: invasa dai serbi la casa della signora Filipponi
MACERATA - Inverno da profuga per la signora Magda Cucullo vedova Filipponi. Ieri notte un contingente di truppe serbe ha occupato militarmente la sua casa, una villetta con giardino alle porte di Macerata, costringendo l'anziana donna a dormire all'addiaccio in attesa degli aiuti dell'Onu. Inutile la resistenza opposta da Pippo, il bastardino di casa, neutralizzato da una raffica di mitra. «Abito qui da anni - si lamenta la signora Filipponi, avvolta in una coperta - e sono sempre vissuta in pace con tutti. Cosa vogliono da me?» La donna da tempo era oggetto di intimidazioni e di larvati inviti a sloggiare: scherzi telefonici, la cassetta della posta regolarmente incendiata, perfino sevizie sui nanetti da giardino. «Credevo fosse qualche teppistello dei dintorni - racconta Magda -. Poi sono cominciate ad arrivare quelle lettere minatorie in cirillico, e ho cominciato a sospettare». Belgrado proclama la legittimità dell'occupazione di casa Filipponi, adducendo argomenti analoghi a quelli che giustificano l'invasione del Kosovo: «Perché sì». Secondo il premier Milosevic, la terra su cui sorge l'edificio un tempo faceva parte della Grande Serbia, poi è arrivata la deriva dei continenti e ha incasinato tutto. Al fianco di Belgrado si è schierata la Russia, che appoggia le occupazioni serbe di territori altrui, ma con motivazioni squisitamente politiche: «Le agenzie immobiliari fanno perdere un sacco di tempo». L'Alto Commissariato Onu per i rifugiati ha attivato un numero verde per aiutare la signora Filipponi. Serve una tenda, medicinali, generi alimentari e l'ultimo numero di Eva Tremila.
All'anima del critico d'arte!
Federico Zeri in Paradiso: «Quel Gesù è un falso»
PARADISO - San Pietro gli aveva aperto la porta da nemmeno cinque minuti, e già Federico Zeri, il compianto principe dei critici d'arte, stava mettendo l'aldilà a soqquadro. Dopo aver scrostato due arcangeli, che sotto parecchi strati di pittura recente nascondevano le figure di due poppute cortigiane del Tiziano, Zeri si è scagliato contro alcuni ampliamenti abusivi del Paradiso, costruiti su nuvole sottoposte a vincolo paesaggistico e archeologico. Ma il momento più imbarazzante è stato la sua presentazione alla famiglia del Padreterno. Il critico, senza curarsi dei salamelecchi d'obbligo, ha estratto dal taschino la sua fida lente d'ingrandimento e si è avvicinato a Gesù Cristo, poi, con un apposito raschietto, ha intaccato una falda della sua tunica. Quindi è esploso: «Macché eterno, questo se va bene è una crosta di un post-post Caravaggesco. Scommetto che ve l'hanno fatto pagare una fortuna. E intanto il Gesù autentico probabilmente si trova nel caveau di qualche collezionista giapponese.» Viva indignazione delle gerarchie celesti, che hanno mostrato a Zeri i certificati di autenticità del Cristo, uno dei quali firmato addirittura da Ponzio Pilato. Ma l'esperto, dopo aver osservato il documento con il suo celebre e infallibile occhio, è scoppiato in una risata: «Nel 33 dopo cristo non si usavano le penne biro».
Torna la saga più amata dagli italiani chic
Sarà abbinato alla lotteria Italia il nuovo processo Sofri
ROMA - Il processo per l'omicidio Calabresi si rifarà. Ma questa volta il feuilleton che ha appassionato direttori di giornali, intellettuali, avvocati e premi Nobel sarà una grande kermesse che coinvolgerà tutti gli italiani: grazie all'abbinamento con la Lotteria Italia, la sentenza che forse farà di Sofri un uomo libero sicuramente farà di qualcuno un miliardario. Il leader di Lotta Continua e i suoi compagni Bompressi e Pietrostefani saranno abbinati ad altrettanti biglietti che verranno estratti il giorno del verdetto finale. Il pentito Leonardo Marino stava per essere ingaggiato per svelare i numeri del lotto, ma il progetto è stato annullato: Marino i numeri li dà, ma sempre con sedici anni di ritardo. Intanto nel carcere di Pisa Adriano Sofri attende con pazienza il giorno della riscossa. Si dice che abbia fatto conoscenza con un anziano detenuto da anni nella cella vicina, un irsuto e macilento abate di nome Faria. Il vegliardo, che scavava una galleria sotterranea attraverso cui evadere, è affiorato, anziché all'esterno, nella stanzetta di Sofri. Ma il leader di Lotta Continua lo ha scambiato per Dario Fo e, spazientito, ha immediatamente murato il tunnel.
L'uragano George a noi ci fa un baffo!
Italia in ginocchio: arriva l'acquazzone Gianni
ROMA - Le previsioni sono di quelle che mettono i brividi: un minaccioso fenomeno meteorologico, l'acquazzone Gianni, sta per attraversare la penisola scatenando tutta la sua potenza distruttiva, equivalente, calcolano i meteorologi, a ben quattro innaffiatoi da giardino. Molto meno del terribile «Georges» che sta fustigando il Sud degli Usa, ma da noi ce n'è abbastanza per far crollare quartieri abusivi, scoppiare fogne costruite col pongo e franare monti devastati dal disboscamento. La Protezione Civile sta approntando tutti i dispositivi di sicurezza: ai Comuni interessati al passaggio di Gianni sono stati distruibuiti un'Ape Piaggio per l'evacuazione degli abitanti, alcuni santini di padre Pio e una cannuccia ogni cento persone. Si teme in particolare per alcune zone del Viterbese già allagate nei giorni scorsi da un'improvvisa rugiada, e per i paesi dell'Irpinia danneggiati dalle frane dei mesi scorsi: i container di spugna offerti dalla Zucchi potrebbero non reggere. La Calabria è già sotto diversi metri d'acqua. Gianni non c'entra: il fatto è che i Canadair antincendio chiamati per i roghi di luglio sono arrivati soltanto ieri. Gli esperti concordano che questo è il settembre più piovoso degli ultimi dodici mesi. E purtroppo Gianni non è solo: il satellite Meteosat fa sapere che lo seguiranno a breve il piovasco Pippo, la foschia Cesira e il nuvolone Gino. Ma a cosa si devono queste impressionanti sciagure climatiche? Secondo alcuni studiosi è colpa di un eccezionale evento meteorologico, chiamato el Autuño, che da settembre in poi nell'emisfero settentrionale accorcia le giornate, abbassa la temperatura e provoca un aumento delle precipitazioni. Altri incolpano il solito Niño, l'alterato mescolamento di correnti ad alta quota che rende gli italiani più imbecilli del solito.
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