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  1998
Segretario e mecenate
Walter Veltroni riapre il Museo di Botteghe Oscure

ROMA - Ha lasciato la poltrona dei Beni Culturali, ma Walter Veltroni è ancora il Lord Protettore del patrimonio archeologico italiano. Dopo aver resuscitato i musei di villa Borghese e Palazzo Altemps, l'ex vicepresidente del Consiglio si accinge a un'impresa forse ancora più difficile: la riapertura al pubblico del Partito dei Democratici di Sinistra, ospitato in via delle Botteghe Oscure. La struttura, un tempo frequentata da tutti gli strati sociali, dagli operai agli intellettuali, è inagibile al pubblico da parecchi anni. Ieri, in un primo sopralluogo, Walter Veltroni ha riconosciuto le pessime condizioni dell'edificio: le barriere architettoniche impediscono alla gente comune di salire ai livelli superiori del partito, la democrazia interna è pericolante e chi si trova dentro al palazzo rischia di rimanere intrappolato nelle sale-riunioni e di morire soffocato dal fumo degli interventi. Incredibile la confusione nei locali: teorie liberaldemocratiche artisticamente cesellate ammucchiate su residui arrugginiti di statalismo, statue coperte di muffa inspiegabilmente collocate dietro scrivanie di prestigio, quadri insignificanti sparsi ovunque. Un degrado la cui responsabilità andrebbe addebitata al sovrintendente uscente, Massimo D'Alema, troppo preso da altri impegni: i cantieri della Bicamerale, la ristrutturazione di Palazzo Chigi. L'ultimo inventario del museo di Botteghe Oscure risale al 1991: l'allora sovrintendente Achille Occhetto aveva ceduto i pezzi più obsoleti e arrugginiti alla Fondazione Rifondazione e messo in soffitta la ricca collezione di mummie, fra cui quelle celeberrime della regina Nildeiotis I e quella dello scriba Ingrahotep. Walter Veltroni ha assicurato che Botteghe Oscure sarà riaperto al pubblico in tempo per il Giubileo del 2000.

Secondigliano: è già faida
Camorristi aggrediti da una gang di professori

NAPOLI - Cosimo Infante, il docente fatto pestare da un suo alunno quattordicenne, figlio di un boss, non è stato zitto. Anche lui ha amici molto potenti, che non tollerano certi sgarbi a uno dei loro. E così questa mattina i due aggressori di Infante, Ciccillo 'o Armadio e Fefé Man'e Fierro, uscendo di casa per il consueto giro di estorsioni, hanno trovato ad aspettarli quattro giganti dagli inconfondibili occhiali cerchiati di tartaruga che brandivano pesanti tomi di storia e filosofia. Intuendo l'agguato, i due camorristi hanno tentato la fuga, ma sono stati inseguiti, bloccati e presi a librate. Un'edizione integrale della Critica della ragion pura di Kant ha procurato a Ciccillo fratture multiple alle costole, e non sarà facile per Fefé riaccomodarsi i denti fratumati a colpi di Secolo breve di Hobsbawm. «E la prossima volta - hanno sibilato i professori prima di eclissarsi a bordo di una vecchia Renault 4 risultata rubata a Oxford - useremo gli in-folio». Il quartetto avrebbe imposto a 'o Armadio e a Man'e Fierro di portare entro due giorni una tesina di dieci cartelle sull'estetica di Benedetto Croce, se vogliono evitare orribili ritorsioni sulle loro famiglie. «Prenderemo tuo figlio e ne faremo un'ermeneuta», è stata la minaccia di uno di loro. «Adesso abbiamo paura - lamentano i due camorristi -, i nostri boss non possono aiutarci, hanno solo la prima elementare».

Relitti impuniti: l'ex dittatore non perde il vizio
Spariti tre infermieri nella clinica di Pinochet

LONDRA - Aveva giurato che non ci sarebbe ricascato più, ed era quasi riuscito a commuovere l'Alta Corte di Giustizia inglese. Ma il soggiorno alla London Clinic, con tutti quei portantini laburisti, era un'occasione troppo ghiotta per il generale Pinochet. E così da lunedì non si hanno notizie di John Stuart-Clark, Mary Ann Thompson e Simon Bwanga, tre infermieri simpatizzanti di sinistra. «Stavo prendendo il caffè con Mary Ann - racconta una collega -, mi sono girata per prendere lo zucchero e un secondo dopo non c'era più.» Stuart-Clark è stato visto l'ultima volta mentre entrava alla toilette, e poi sembra svanito nel nulla, e l'unica traccia di Simon Bwanga è una delle sue scarpe, ritrovata sotto il cuscino di Pinochet. «Non ne so nulla - giura l'ex dittatore -. Certe cose le facevo da giovane. Una mia parola, e sparivano intere famiglie. Bei tempi quando potevo torturare un dissidente per ore e ore. Adesso mi bastano cinque minuti e ho già il fiatone, e riesco a godermi le urla dei prigionieri solo con l'apparecchio acustico». E Margaret Thatcher, vecchia amica di Pinochet, invita gli inquirenti a battere altre piste: «Pinochet non è l'unico in grado di far sparire la gente. Siamo sicuri che alla London Clinic non sia ricoverato anche David Copperfield?»

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