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  1998
Qui Washington/Rivolta al Pentagono
Le armi intelligenti a Clinton: «Guerra del Golfo un paio di palle»

WASHINGTON - Il B-1, il bombardiere col cervello, sta preparando un esame di fisica a Yale. Il missile al laser preferisce dedicarsi alla chirurgia. Il caccia invisibile convive con uno scenografo ed è in analisi presso uno psicanalista di Manhattan per risolvere i suoi problemi di identità. Se le truppe Usa vorranno intervenire in Irak, dovranno rispolverare i Winchester del generale Custer: le sofisticate armi in dotazione al Pentagono sono piene di impegni. «Siamo troppo intelligenti per partecipare a una cosa cretina come la guerra - dichiara lo Slam, il famoso supermissile dotato di videocamera, appena assunto come aiuto-regista da Quentin Tarantino -. Io e Quentin cominciamo a girare domani, e dobbiamo finire il film in tempo per Cannes '99. Figuriamoci se ho voglia di buttarmi via per quei due pagliacci di Clinton e Saddam». Ancora più deciso il suo collega anziano, il Tomahawk, un veterano che, come il protagonista di «Nato il 4 luglio», dopo la guerra del Golfo ha preso coscienza e oggi milita in un movimento pacifista: «Mi chiamo come l'ascia di guerra degli indiani, sterminati da quello stesso esercito che ora vuole mandarmi a sterminare gli iracheni. Io non ci sto». Vivo sconcerto nello stato maggiore americano che, per bocca del generale Hugh Shelton, esprime tutta la sua delusione: «Li abbiamo fatti studiare, ed ci ripagano così. Froci smidollati comunisti, ecco cosa sono diventati». L'unica a mostrare una certa disponibilità a partire per il Golfo è la bomba GBU Bunkerbuster. «Non da sola - precisa -, ma con la mia rockband, Bunkie and the Punkies. Il nostro tour in Oriente parte fra due giorni.»

Qui Bagdad/Agghiacciante minaccia del Rais
Saddam Hussein: «Farò invadere gli Usa dai tassisti romani»

BAGDAD - Non è il terrorismo suicida né una bomba batteriologica l'arma più pericolosa negli arsenali di Saddam Hussein. Sono centinaia di tassisti romani che il dittatore iracheno tiene nascosti in un deposito segretissimo nel cuore del paese. Se Clinton non farà marcia indietro, commandos di tassinari gretti, avidi e indolenti verranno inviati nelle più importanti metropoli americane, scatenando quello che nel colorito linguaggio di Saddam, sarà "il padre di tutti gli ingorghi". Secondo un rapporto segreto della Cia, pochi tassisti romani sono sufficienti per bloccare la circolazione di una grande capitale e di demolire il sistema nervoso di migliaia di persone. Informazioni riservate da Bagdad aprono spiragli terrorizzanti sulle capacità offensive di questi terribili guastatori stradali, addestrati sulle strade di Roma alla rapina e al sequestro di persona, e il cui curriculum è una lunga trafila di intimidazioni ai danni dei turisti europei e americani. Il più temibile, Nando Incrocci, detto er Predone di Fiumicino, che per anni ha seminato il terrore sul raccordo anulare con la sua Fiat 131 color giallo-epatite alimentata a pajata, adora parcheggiare sulla schiena dei pedoni ed è noto per aver tenuto in ostaggio per due giorni un'anziana coppia del Minnesota la cui unica colpa era di aver chiesto se per andare da piazza di Spagna al Colosseo era proprio necessario passare da Viterbo. Ma fanno paura anche Romolo Cacchioni, noto come er Cravattaro della Flaminia, e la sua Panda ad trazione esclusivamente animale, a parte il motore Ferrari collegato al tassametro. A temere l'invasione dei tassinari non è solo l'America, ma anche Israele, bersaglio probabile delle ritorsioni di Saddam. Perfino Hamas mette in guardia Bagdad: «A seminare il terrore a Tel Aviv e Gerusalemme bastiamo noi. Abbiamo appena concesso duecento nuove licenze per autisti di autobombe».

Giustizia proletaria: innovativa proposta del guardasigilli rosso
Diliberto propone le 35 ore di ergastolo

ROMA - Abolire l'ergastolo? Niente affatto. Il ministro Oliviero Diliberto tranquillizza quanti, soprattutto a destra, avevano temuto una giustizia dalla parte dei delinquenti. Nel solco della tradizione del suo ex partito, Rifondazione Comunista, il Guardasigilli propone una riduzione del massimo della pena a 35 ore. «Il carcere a vita smentisce la finalità rieducativa della pena - ha detto Diliberto -. E per spiegare a un malvivente, per imbecille che sia, che non deve uccidere la gente, trentacinque ore bastano e avanzano. Anzi, adesso che ci penso, è il caso di ridurre l'ergastolo a trentacinque minuti». Il disegno di legge è aperto a ulteriori ritocchi: non vale la pena, ad esempio, di allestire lunghi processi per infliggere al condannato sì e no un giorno e mezzo di carcere. «E' un'inutile e disumana perdita di tempo - continua l'illuminato ministro - per i giudici, gli avvocati e soprattutto per i criminali, che oggi hanno sempre tanto da fare. E' molto più rispettoso della loro dignità recapitargli della buchetta della posta la chiave della cella che li aspetta nel penitenziario e aspettare che siano loro a decidere di farci un salto per passarci qualche ora in pace».

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