Anziana imprenditrice si ribella alla Finanziaria
La Befana minaccia lo sciopero: «No alla carbon-tax»
ROMA - «E chi sono io, Babbo Natale?», sbotta la pittoresca vecchietta prendendo a scopettate un ritratto del ministro delle Finanze Visco, inventore della carbon-tax che rischia di mandarla in rovina. Portare il carbone ai bambini cattivi dal prossimo anno potrebbe costarle molto caro. «Quando la mia nipotina, Emma Marcegaglia, mi ha avvertito di questo bel progetto - racconta la Befana - non ci volevo credere. Sono una povera artigiana che ha superato da cinquecento anni l'età pensionabile, ho i polmoni rovinati a forza di infilarmi nei camini, e adesso mi tocca pure pagare la tassa sul carbone che porto. Sfido che ho le scarpe tutte rotte: con quel che mi mangia lo Stato di tasse, come faccio a comprarmene un paio nuovo?» E' in corso una mediazione per scongiurare lo sciopero proclamato dalla leggendaria pony-express, che rischia di lasciare i bimbi a bocca asciutta nella notte dell'Epifania. Molto suggestiva la proposta del ministro dell'Ambiente Ronchi: al posto del carbone, la Befana potrebbe recapitare ai cattivi un bidone di scorie nucleari, in modo da smaltire i residui della centrale di Caorso senza oneri per lo Stato. Ma la signora chiede di più: ad esempio, un contributo statale per la rottamazione della scopa. «Così potrei comprarmi un veicolo più moderno - spiega -. E' tanto che sogno di volare su un aspirapolvere».
Uomini d'odore: decifrato il codice segreto dei boss detenuti
Comunicava coi parenti con i peti: smascherato boss all'Ucciardone
PALERMO - La telecamera in parlatorio non aveva mai inquadrato niente di sospetto, a parte una tenue nebbiolina marron al termine dei colloqui e il colorito verde dell'agente di custodia. E il sedile della sua poltroncina, crivellato come da una raffica di mitra, poteva sembrare solo corroso dal tempo. Ma alla fine qualcuno ha sentito puzza di bruciato negli incontri fra Rosario Gambuso e i familiari. Dopo lunghi appostamenti, costati la salute a sette poliziotti, gli inquirenti hanno scoperto che per dare disposizioni agli uomini del clan ancora a piede libero, Gambuso si serviva di un codice molto particolare, ottenuto usando il proprio intestino come una cornamusa. Uno scoppiettio secco significava «estorsione», due lunghi sibili «spaccio», una salva crepitante conteneva l'ordine più sinistro: «assassinio». La madre e la moglie del boss, subito arrestate per associazione a delinquere, violazione dell'articolo 41 bis e 42 proot e concorso in inquinamento, negano tutto: «Macché messaggi in codice, è solo colite. Saruzzu nostro è così sentimentale, quando ci vede si emoziona, e gli scappa un po' di gas». Ma i giudici non ci sono cascati. «Ecco perché prima di ogni visita dei parenti Gambuso si abboffava di pasta e fagioli» ricorda un secondino. Ora il mafioso è tornato in regime di strettissimo isolamento: non può vedere nessuno tranne l'artificiere che gli porta i pasti. Il direttore del carcere ha commissionato uno studio di fattibilità per verificare se il metano naturale prodotto da Gambuso può essere impiegato nel riscaldamento delle celle.
Homo audience: un enigma per i paleoetnologi
Stava andando a «Carràmba»
l'ominide trovato in Sudafrica?
JOHANNESBURG - Perché aveva indossato il perizoma della festa? Perché teneva in mano un ciottolo di andata e ritorno per Roma? Tanti gli interrogativi posti agli studiosi dallo scheletro antropoide dissepolto a Sterkfonteyn, in Sudafrica. Le ipotesi sono tante. Ferdinando Carretta ha riconosciuto nell'ominide il padre da lui ucciso nel 1988: «Credevo di averlo sepolto vicino a Parma, adesso mi spiego la presenza di quelle giraffe». Secondo la World Aryan Nation, invece, lo scheletro apparterrebbe all'originario proprietario dell'Africa, un possidente tedesco che l'acquistò da Dio in persona milioni e milioni di anni fa. Ma la pista più suggestiva e fondata è che la vera meta dell'ominide fosse «Carramba che fortuna», lo show del sabato sera di Raiuno, dove contava di ritrovare un suo lontano cugino trasferitosi a Neanderthal. «Accanto al corpo - rivela uno dei ricercatori - abbiamo trovato un biglietto della Lotteria Paleolitica, primo premio cinquecento mammut». Per raggiungere Roma l'essere contava sul progressivo avvicinamento della zolla europea a quella africana dovuto alla deriva dei continenti ma, evidentemente per problemi di traffico, l'Eurasia è arrivata con diversi millenni di ritardo e il poveretto non ce l'ha fatta. Raffaella Carrà si è detta molto sollevata: «Quando ho saputo che questo cucciolotto era alto un metro e venti e aveva una faccia da scimmia, mi ero subito preoccupata per Sergio Japino».
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