DESERT FOX/1 Roma: era un arsenale irakeno il palazzo crollato
Clinton: «Quartiere Portuense, obiettivo raggiunto»
WASHINGTON - Macché cedimento strutturale: è stato un missile scagliato da un B 52. Il crollo del palazzo nel quartiere Portuense della notte scorsa era solo la prova generale del bombardamento di Bagdad: lo ha rivelato il presidente Clinton nel discorso alla nazione della notte scorsa. «Secondo le nostre informazioni - ha dichiarato - gli inquilini del quarto piano avevano subaffittato una stanza a Saddam Hussein, che l'aveva riempita alla rinfusa di armi proibite, fin dentro il comò. Il nostro obiettivo non era fare del male agli abitanti dell'edificio: infatti, per quanto ne sappiamo, sono morti nel sonno, senza soffrire». Clinton ha negato che il condominio sia stato distrutto accidentalmente da un caccia che l'aveva scambiato per la cabina di una funivia e aveva tentato di passarci sotto. «Conosciamo benissimo la geografia italiana - ha osservato - e sappiamo benissimo che a Roma non esistono funivie. Gli sciatori dell'Appia Antica devono risalire le piste tutte a scaletta». Intanto sul luogo del disastro continuano le visite delle più alte personalità. Dopo Rutelli e D'Alema, è stata la volta del ministro delle Finanze Visco che, profondamente commosso, ha concesso alle vittime della sciagura una proroga di quindici giorni per il pagamento dell'Ici.
DESERT FOX/2 Clinton, da maiale a bombardone? L'opinione del politologo
«Fategli un bel pompino e torna quello di prima»
WASHINGTON - Quando c'era Monica Lewinsky, le cose andavano molto meglio. Gli opinionisti americani non hanno dubbi: la svolta aggressiva nella politica di Clinton è il frutto degli abnormi livelli di testosterone provocati dalla castità forzata che si è imposta da molti mesi. «Bill si inalbera alla minima provocazione - conferma un addetto alla Casa Bianca - l'altro ieri voleva mandare i Cruise a bombardare la cuccia del suo labrador solo perché gli aveva rosicchiato le pantofole». Ai tempi d'oro della sua relazione con la procace stagista, il presidente era un babà, chiamava Saddam con l'affettuoso soprannome di «vecchia babbuccia» e dei suoi arsenali chimici non gliene poteva fregare di meno. Un suo assistente ricorda di avergli sentito dire che «solo a un vecchio represso come George Bush poteva venire in mente di risolvere la questione irakena a suon di bombe». I pacifisti americani stanno organizzando una colletta per offrire a Clinton le prestazioni di Lola Hotlips, nota come The Blowjob Queen nei più noti bordelli del Nevada. «Questa volta, per il bene dell'umanità, la first lady dovrà farsi da parte», si legge in un comunicato del gruppo Peace Now. Ma Lola è meno drastica: «Non ho pregiudizi: anzi, stimo moltissimo la vecchia Hillary, e, se lei ci sta, possiamo fare una cosina a tre».
DESERT FOX/3 Irak: nervi a fior di pelle nella famiglia Saddams
Si scatena la furia del Rais: Saddam fa uccidere otto cognati
BAGDAD - I servizi di porcellana li aveva già distrutti in occasione della prima Guerra del Golfo, i fratelli, i nipoti e i cugini di primo grado li aveva fatti a pezzi nelle congiure di palazzo e nei frequenti battibecchi in famiglia. E così questa volta, per scaricare la tensione procuratagli dell'attuale crisi Usa-Irak, Saddam Hussein si è sfogato sugli ultimi parenti rimastigli in abbondanza: i cognati. Il clan era riunito nel rifugio antiatomico di famiglia, in un punto segretissimo del deserto. Nessuno aveva portato le carte da poker, i panini erano finiti e poi c'era quel dannato muezzin che continuava a ululare fra gli scoppi delle bombe: il sangue caldo degli Hussein, eccitato dalla clausura forzata, ha fatto il resto. Ma secondo un testimone la strage avrebbe motivazioni ben più serie. «Saddam ha chiesto al cognato Alì dove aveva messo la mappa con la dislocazione degli arsenali chimici. Alì ha detto che ce l'aveva il cognato Massoud, ma lui ha detto che gliel'aveva presa il cognato Selim. Questo però l'aveva data al cognato Mohamed, che aveva chiesto al cognato Ahmed di tenergliela un attimo. Ahmed, però, era soprappensiero e ne aveva fatto un aeroplanino per giocarci con il cognato Khaled, ma il cognato Saladdin l'aveva intercettato, ci si era soffiato il naso e l'aveva lasciato per terra. Qui il cognato Abdallah, fissato con la pulizia, l'aveva raccolto e buttato nel water. A Saddam è saltata la mosca al naso: ha sbranato Abdallah e con le sue budella ha strangolato altri sei cognati. Poi si è seduto, ha acceso a un'estremità l'ottavo cognato e se l'è fumato». Orrore alla Casa Bianca per questo ennesimo misfatto del dittatore irakeno: «Figuriamoci se non era anche un fumatore».
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