Microcriminalità: non c'è più scampo
Rapinato da un acaro edicolante a Milano
MILANO - E' ancora sotto shock Gennaro Picone, l'edicolante di piazzale
Cadorna che ieri pomeriggio si è visto rapinare dall'ennesimo
microcriminale. «Ho sentito una voce che mi ordinava di prendere una lente
d'ingrandimento - racconta la vittima - e di guardare sul bancone. Era a
volto scoperto. Mi ha detto di consegnare l'incasso, in biglietti di
piccolissimo taglio. Non ho fatto storie, era armato di un pungiglione di
zanzara sporco di sangue». L'identikit fornito alla polizia non è del tutto
chiaro. «Sicuramente non era un nero né un asiatico - ha riferito Picone -,
e poi aveva cefalotorace e addome fusi insieme. O era un aracnide o era un
albanese molto brutto». Ma gli extracomunitari non c'entrano. Gli
investigatori, messi in sospetto dalla statura del malvivente (non
raggiungeva il millimetro), battono la pista degli acari della polvere. Già
inclini al crimine per la loro natura di parassiti (si ammassano senza
permesso di soggiorno su tappeti, cuscini e perfino animali domestici), gli
acari milanesi avrebbero fatto il salto di qualità e oggi si dedicano al
narcotraffico: del resto dalla polvere grigia alla polvere bianca non c'è
che un passo. Per fronteggiare questa nuova offensiva il ministro
dell'Interno Rosa Russo Jervolino ha annunciato a sorpresa che il governo
abbasserà la guardia: «Non riusciremo mai a prendere i microcriminali con
guardie alte un metro e ottanta. D'ora in poi verranno impiegate guardie
non più alte di un centimetro.»
Con Battisti e De André in Paradiso si cambia musica
Gli angeli: «Basta con l'arpa, dateci delle chitarre»
ALDILÀ - Santa Cecilia, severa patrona dei musicisti, guarda sconsolata la
sua aula deserta. «Inutile, non viene più nessuno. Adesso vanno tutti
dietro a quei due capelloni». I due «capelloni» sarebbero Lucio Battisti,
che in tre mesi ha convinto schiere di cherubini a mollare la musica sacra
per «Acqua azzurra, acqua chiara», e Fabrizio De André, il cui recentissimo
arrivo in Paradiso ha convertito alla canzone d'autore anche gli arcangeli
più schizzinosi. Oggi la Rosa mistica offre un panorama da gita del liceo:
capannelli di beati intorno a qualcuno che strimpella «La canzone del sole»
o «Bocca di rosa». «La storia della musica paradisiaca era ferma da
millenni - spiega un serafino -. Finora i musicisti in gamba, da Monteverdi
a Kurt Cobain, avevano una lista di peccati lunga così e sono filati dritti
all'Inferno o in Purgatorio. L'ultimo cantautore a venire quassù è stato il
re Davide. Belli i suoi salmi, per carità, ma ormai non ne potevamo più.
Lucio e Fabrizio ci hanno fatto scoprire un mondo nuovo». Il problema sono
gli strumenti: arpe, cembali e trombe del Giudizio hanno fatto il loro
tempo, e tutte le gerarchie angeliche insieme alle anime chiedono a gran
voce un aggiornamento delle loro band. I cristiani sono pregati di far
celebrare messe di suffragio per convincere il Padreterno a rifornire il
Paradiso di chitarre, tastiere e batterie. «Avremmo bisogno anche di un
fonico - aggiunge un angelo -. Anche se non è uno stinco di santo, basta
che sia bravo e non muoia bestemmiando».
Le meraviglie della natura
I popolari si sciolgono di tre centimetri al giorno!
ROMA - Sere fa Antonio Di Pietro, dagli studi di «Porta a porta», aveva
invitato il Ppi a sciogliersi per il bene della politica italiana. Domani,
per lo stesso motivo, sarà costretto a implorarli di non fare così in
fretta. A gettare l'allarme le ultime misurazioni effettuate dall'Institute
of Political Geology di Chicago sul partito di Franco Marini: ogni
ventiquattro ore i popolari si squagliano di trenta millimetri. «Il Ppi non
è una struttura originaria - spiegano gli scienziati americani -, ma un
ammasso di fanghiglia e detriti provenienti dalla frana della vecchia Dc,
tenuti insieme da un po' d'acqua fresca che al minimo scatto di temperatura
scivola via, provocando smottamenti interni verso il Ccd o l'Udr di
Cossiga. Ecco perché i popolari hanno così spesso l'impressione che gli
manchi la terra sotto i piedi e si abbarbicano dove possono». Il fenomeno
più sorprendente è che, a differenza di quanto succede ai mari con lo
scioglimento dei ghiacci polari, lo scioglimento del Ppi non comporta un
innalzamento del livello della politica italiana, anzi, esso si abbassa di
giorno in giorno. Come rallentare il degrado? «Semplice: aumentando la
coesione interna - risponde l'Institute of Political Geology -. Una colata
di cemento spessa venti metri su piazza del Gesù potrebbe essere molto
efficace».
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