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  1999
Microcriminalità: non c'è più scampo
Rapinato da un acaro edicolante a Milano

MILANO - E' ancora sotto shock Gennaro Picone, l'edicolante di piazzale Cadorna che ieri pomeriggio si è visto rapinare dall'ennesimo microcriminale. «Ho sentito una voce che mi ordinava di prendere una lente d'ingrandimento - racconta la vittima - e di guardare sul bancone. Era a volto scoperto. Mi ha detto di consegnare l'incasso, in biglietti di piccolissimo taglio. Non ho fatto storie, era armato di un pungiglione di zanzara sporco di sangue». L'identikit fornito alla polizia non è del tutto chiaro. «Sicuramente non era un nero né un asiatico - ha riferito Picone -, e poi aveva cefalotorace e addome fusi insieme. O era un aracnide o era un albanese molto brutto». Ma gli extracomunitari non c'entrano. Gli investigatori, messi in sospetto dalla statura del malvivente (non raggiungeva il millimetro), battono la pista degli acari della polvere. Già inclini al crimine per la loro natura di parassiti (si ammassano senza permesso di soggiorno su tappeti, cuscini e perfino animali domestici), gli acari milanesi avrebbero fatto il salto di qualità e oggi si dedicano al narcotraffico: del resto dalla polvere grigia alla polvere bianca non c'è che un passo. Per fronteggiare questa nuova offensiva il ministro dell'Interno Rosa Russo Jervolino ha annunciato a sorpresa che il governo abbasserà la guardia: «Non riusciremo mai a prendere i microcriminali con guardie alte un metro e ottanta. D'ora in poi verranno impiegate guardie non più alte di un centimetro.»


Con Battisti e De André in Paradiso si cambia musica
Gli angeli: «Basta con l'arpa, dateci delle chitarre»

ALDILÀ - Santa Cecilia, severa patrona dei musicisti, guarda sconsolata la sua aula deserta. «Inutile, non viene più nessuno. Adesso vanno tutti dietro a quei due capelloni». I due «capelloni» sarebbero Lucio Battisti, che in tre mesi ha convinto schiere di cherubini a mollare la musica sacra per «Acqua azzurra, acqua chiara», e Fabrizio De André, il cui recentissimo arrivo in Paradiso ha convertito alla canzone d'autore anche gli arcangeli più schizzinosi. Oggi la Rosa mistica offre un panorama da gita del liceo: capannelli di beati intorno a qualcuno che strimpella «La canzone del sole» o «Bocca di rosa». «La storia della musica paradisiaca era ferma da millenni - spiega un serafino -. Finora i musicisti in gamba, da Monteverdi a Kurt Cobain, avevano una lista di peccati lunga così e sono filati dritti all'Inferno o in Purgatorio. L'ultimo cantautore a venire quassù è stato il re Davide. Belli i suoi salmi, per carità, ma ormai non ne potevamo più. Lucio e Fabrizio ci hanno fatto scoprire un mondo nuovo». Il problema sono gli strumenti: arpe, cembali e trombe del Giudizio hanno fatto il loro tempo, e tutte le gerarchie angeliche insieme alle anime chiedono a gran voce un aggiornamento delle loro band. I cristiani sono pregati di far celebrare messe di suffragio per convincere il Padreterno a rifornire il Paradiso di chitarre, tastiere e batterie. «Avremmo bisogno anche di un fonico - aggiunge un angelo -. Anche se non è uno stinco di santo, basta che sia bravo e non muoia bestemmiando».


Le meraviglie della natura
I popolari si sciolgono di tre centimetri al giorno!

ROMA - Sere fa Antonio Di Pietro, dagli studi di «Porta a porta», aveva invitato il Ppi a sciogliersi per il bene della politica italiana. Domani, per lo stesso motivo, sarà costretto a implorarli di non fare così in fretta. A gettare l'allarme le ultime misurazioni effettuate dall'Institute of Political Geology di Chicago sul partito di Franco Marini: ogni ventiquattro ore i popolari si squagliano di trenta millimetri. «Il Ppi non è una struttura originaria - spiegano gli scienziati americani -, ma un ammasso di fanghiglia e detriti provenienti dalla frana della vecchia Dc, tenuti insieme da un po' d'acqua fresca che al minimo scatto di temperatura scivola via, provocando smottamenti interni verso il Ccd o l'Udr di Cossiga. Ecco perché i popolari hanno così spesso l'impressione che gli manchi la terra sotto i piedi e si abbarbicano dove possono». Il fenomeno più sorprendente è che, a differenza di quanto succede ai mari con lo scioglimento dei ghiacci polari, lo scioglimento del Ppi non comporta un innalzamento del livello della politica italiana, anzi, esso si abbassa di giorno in giorno. Come rallentare il degrado? «Semplice: aumentando la coesione interna - risponde l'Institute of Political Geology -. Una colata di cemento spessa venti metri su piazza del Gesù potrebbe essere molto efficace».

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