Meglio di Fausto Papetti!
Con il cd del Papa si cucca un casino
ROMA. Bastano poche note, e i sedili della macchina si ribaltano da soli. Sarà la calda voce da Barry White bianco di Karol Wojtyla, sarà il suadente tappeto musicale tessuto dagli arrangiatori di Patty Pravo e Gianni Morandi, ma «Abbà Pater», il compact-disc con la voce del Papa, è già saltato in vetta alla top-ten delle musiche per surriscaldare un rendez-vous, superando «Je t'aime, moi non plus» e «I feel love». Che l'album non ispirasse solo la comunione delle anime ma anche quelle dei corpi è apparso chiaro fin dalla presentazione in Vaticano di «Abbà-Pater»: anziane religiose si sono lanciate in strip-tease stile «Nove settimane e 1/2», mentre i prelati più compassati si sorprendevano a scuotere ritmicamente il bacino. Sembra che il papa sia molto soddisfatto, anche se all'inizio quel titolo, «Abbà Pater» non lo convinceva molto: «Gli Abba sono roba da pensionati - avrebbe osservato -, per piacere a giovani melio chiamare mio disco Skunk Anansie Pater». Ora per la techno-dance pontificia fioccano le prenotazioni da discoteche trendy e club privé. E per la prossima estate gli studi di via della Conciliazione stanno preparando altre novità, da «Rave Maria» (uno scatenato rosario trance-hip-hop) a uno stuzzicante musical sulla vita di papa Paolo VI, «The Full Montini».
Istruzione del lotto: poche chances per le giocate minime
Concorso per la scuola favoriti i sistemisti
BISCEGLIE. Due pensionati, un idraulico, un'infermiera e un manovale extracomunitario: la loro vita potrebbe cambiare grazie al sistema giocato presso la ricevitoria del bar-tabacchi «Pippo». Grazie a una quota di trentamila lire ciascuno, i cinque giocatori hanno sbancato il megaconcorso per la scuola che metteva in palio 44mila posti da insegnante. Con un sei e un cinque più uno e due quattro, i fortunati biscegliesi si portano a casa ventidue cattedre di Latino e Greco presso i licei classici, centoquattro cattedre di Matematica negli istituti tecnici e svariate cattedre di Musica, Arte ed Educazione tecnica nelle scuole medie inferiori. «Fare il professore non mi spaventa - dice G. D., 87 anni, da oggi felice titolare di quattro cattedre di lingue classiche -. Io mi ricordo ancora tutta la messa in latino e nell'ultima guerra ho fatto la campagna di Grecia, senta qui: calimèra, calispèra, sagapò, mussakà.» Quote popolari per gli altri vincitori, che dovranno accontentarsi di qualche posto di insegnante elementare e magari ritentare la sorte la prossima volta. Causa la marea dei concorrenti (si parla di due milioni) e i pochi premi in palio, gli esperti di lotterie consigliano di non limitarsi alla giocata minima, ma di associarsi in gruppi e affidarsi a sistemi ben congegnati. Secondo la Smorfia, i numeri «caldi» da giocare nel prossimo concorso per la scuola sono: 2 (le palle così che si fa un insegnante) 5 (numero medio di studenti per classe nei prossimi anni), 98 (il minimo di anni che ci vorranno perché sia messa a punto la riforma della scuola).
Carne da Marcello: assoluzione in vista Dell'Utri come il pilota del Cermis
«Sulla mia mappa
quelle leggi non c'erano»
ROMA. Sù sù fino a Montecitorio e poi in picchiata nei bassifondi di Cosa Nostra: evoluzioni rischiose che Marcello Dell'Utri credeva di saper eseguire alla perfezione. Al campo di addestramento di Arcore l'avevano addestrato a missioni politiche a bassissimo livello, all'ebbrezza di sfuggire per un pelo all'impatto con tribunali o caserme dei carabinieri. Finché l'audacia, o forse le mappe disegnate dal suo superiore Silvio Berlusconi, l'hanno tradito. Sta di fatto che Dell'Utri, durante un'operazione in Sicilia, ha investito in pieno il codice penale, lasciando dietro di sé centinaia di leggi infrante e straziate. Per mesi, da autentico ufficiale di Forza Italia, ha risposto ai giudici che lo accusavano ripetendo solo il proprio nome, cognome e numero di carta di credito. Ma oggi ha deciso di dire la sua verità: «Non è colpa mia. Quelle leggi nelle mie mappe non erano segnate». Un primo esame delle carte della Sicilia usate da Dell'Utri, disegnate dall'Ufficio Cartografico di Arcore, pare confermarlo. Numerose le lacune e le inesattezze: i confini tra legalità e illegalità non sono tracciati, o sono segnati solo a matita, i covi mafiosi vengono denominati «società finanziarie», l'Ucciardone è indicato come una beauty-farm, il giudice Caselli con una pietra tombale. Con una mappa così il disastro era inevitabile. Non è la prima volta che gli aviatori di Forza Italia fanno strage di leggi indifese ma finora nessuno è mai stato punito. E in molti cominciano a chiedere lo smantellamento della base di Arcore, o addirittura l'uscita dell'Italia da Mediaset.
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