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  1999
Cannonizzazioni: il Pentagono annuncia l'attacco di terra
I fedeli di Padre Pio pronti a sbarcare in Serbia

AVIANO - Più motivati dei marines, più distruttivi delle teste di cuoio, più fanatici dei Berretti verdi. Clinton li vuole per sferrare il colpo decisivo alla Serbia. Sono i fedeli di Padre Pio di Pietrelcina, che invece di invadere Roma nei prossimi giorni in occasione della beatificazione del francescano miracoloso, potrebbero essere dirottati in massa su Belgrado per metterla a sacco, anzi, a saio. E nella capitale serba è già panico: da un momento all'altro potrebbero profilarsi all'orizzonte i minacciosi e giganteschi pullman dei Pio-men, pronti a vomitare il loro letale carico: un'esercito di centinaia di migliaia di bigotti armati di rosari, santini e gadget di pessimo gusto, che travolge ogni cosa al suo passaggio e si impadronisce di radio e televisione per diffondere talk-show in grado di spappolare i cervelli. Perfino il famigerato comandante Arkan, che Milosevic aveva scongiurato di rientrare dal Kosovo per fronteggiare l'invasione, è battuto in ritirata: «Mi dispiace, io sono capace solo di sgozzare donne e bambini innocenti. Contro gente come Lino Banfi, Bruno Vespa e Anna Kanakis non so proprio cosa fare». Nella ex Jugoslavia il culto del frate con le stimmate non è molto diffuso, forse perché ormai l'80 per cento degli abitanti ha addosso uno o più buchi sanguinanti. Pare invece che proprio Padre Pio sia responsabile della conversione di alcuni missili Nato che, colpiti da improvvisa crisi mistica, invece che dirigersi su caserme e arsenali serbi sono precipitati su alcune chiese piene di fedeli.


Macedonia: no all'esodo, sì al turismo intelligente
Si accolgono solo i profughi muniti di prenotazione

BLACE - Respinti? No, solo invitati a provare in qualche altro stato con camere libere. Dovevano aspettarselo, le migliaia di kosovari che nei giorni scorsi hanno chiesto ospitalità alla Macedonia proprio nel caldissimo weekend pasquale, quando non si trova un posto a pagarlo oro. Gli unici a trovare accoglienza sono stati i fuggiaschi in grado di esibire una prenotazione in campo profughi con data 1765 e caparra pagata in talleri, eseguita dai loro avi emigrati in Kosovo, che avevano intuito che prima o poi sarebbe servita. «Lo diciamo sempre, un'etnia non dovrebbe mai pianificare un esodo all'ultimo momento - osserva un funzionario della Promozione Turismo macedone -. Si rischiano code, ingorghi, e alla fine si rimane all'addiaccio. Cosa gli costava fare una telefonata, mandare un fax?» Sotto accusa i tour operator serbi della Arkan Travel, che avrebbero organizzato la gita etnica con molta fretta e approssimazione. Molti profughi, decisi a tutto pur di godersi la vacanza, si sono diretti verso l'Albania, un vicino stato-ostello scomodo ma economico e accogliente.


Una pulizia edilizia mascherata da guerra?
Belgrado bombardata da architetti top-gun!

BELGRADO - No, Milosevic non è il nuovo Hitler. Semmai, il nuovo Nerone. Indiscrezioni provenienti dalla capitale serba gettano un'imprevista e sconcertante luce sui bombardamenti che stanno radendo al suolo i tetri palazzi del potere jugoslavo. La guerra sarebbe solo il paravento di una gigantesca campagna di demolizioni, vinta da Clinton dopo regolare gara d'appalto. A rivelarlo, l'Associazione Imprese Edili di Belgrado, indispettita per la perdita di un affare tanto lucroso. «La gara era truccata - insinua il portavoce dei demolitori serbi -. Milosevic era stufo di vivere in casermoni realsocialisti diventati la barzelletta d'Europa mentre tutti gli altri leader hanno residenze prestigiose e confortevoli. Ma diceva che nelle casse dello Stato non c'erano abbastanza fondi per abbattere i palazzi e poi ricostruirli. Slobo aveva sentito parlare della precisione chirurgica dei bombardieri americani, e così ha deciso di affidare a loro la prima parte dell'operazione». A confortare i sospetti, il fatto che i tre sedicenti piloti catturati dai serbi sono tutti iscritti all'Ordine degli Architetti e che nella cabina del velivolo, invece delle riviste porno care ai soldati di tutto il mondo, sono stati rinvenuti alcuni recenti numeri di Architectural Design e Vogue Bulldozer. A Clinton sarebbe stato già versato un acconto per i lavori, naturalmente in nero.

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