I medici ottimisti: tornerà ad essere il farabutto di sempre Andreotti innocente,
ma non in forma irreversibile
ROMA. Il mondo tira un sospiro di sollievo. Giulio Andreotti, cui i giudici di Perugia avevano diagnosticato una rarissima e imprevedibile forma di innocenza, può essere curato. Non solo se la caverà, ma tornerà a mentire e a insabbiare come e meglio di prima. E' il confortante bollettino emesso dal suo medico personale, chiamato con urgenza dalla famiglia Andreotti
dopo un verdetto che sembrava non lasciare speranze sulle condizioni dell'illustre farabutto. « Il referto perugino parla di innocenza - spiega il dottore - non di onestà né tanto meno di moralità, che sono beni incurabili dall'esito spesso fatale, come nel caso di Giorgio Ambrosoli. Si
tratta, per la precisione, di non colpevolezza in una zona circoscritta, quella riguardante il delitto Pecorelli ». Secondo i radiologi, l'ultima Tac (Tomografia Assiale Coscienziografica) autorizza un certo ottimismo: « La coscienza di Andreotti appare tutta opaca e impenetrabile, e solo un occhio ben allenato può intravedere un'impercettibile difformità di colore qui, dove il lobo mafioso si innesta su quello stragista. Niente di grave, comunque. Potrebbe addirittura non trattarsi nemmeno di innocenza, ma di una cisti di ipocrisia ». Vista l'età avanzata del paziente e le sue generali condizioni di malvagità, la sacca di cellule innocenti non dovrà essere asportata chirurgicamente. Andreotti però dovrà sottoporsi a cure severe, anche ispirate alla medicina alternativa: impacchi di fango sulla fedina penale, abbondanti bevute di acqua torbida proveniente da fonti dei servizi segreti, applicazione di omissis caldi sul chakra delle stragi di Stato. Resta da capire come mai non bastino ottant'anni di vita malsana, di rapporti multipli con delinquenti e di completa astinenza dalla virtù per prevenire la formazione di sacche di innocenza. Andreotti, notoriamente prudente, qualche anno fa si era sottoposto a una rudimentale forma di vaccino anti-antimafia baciando il boss Totò Riina. La sentenza del processo di Palermo dirà se la profilassi ha funzionato o se nell'ex premier è rimasta qualche traccia di mafio-negatività. « Non possiamo dire se il vaccino Riina è stato efficace - osserva il suo medico -. Andreotti ha assunto la prima dose, ma purtroppo non ha fatto il richiamo »
Milano: no al forcaiolismo a senso unico Vogliamo sparare ai ladri
ma anche picchiare gli stilisti
MILANO. Per molti sarà una bella soddisfazione impallinare il ladruncolo che ruba l'argenteria. Ma per altrettanti cittadini farsi giustizia da sè significa poter dare un calcio nel sedere a Valentino o sbattere l'una contro l'altra le teste di Dolce e Gabbana. A far giungere questo appello al Ministero dell'Interno sarà il Cfp, Comitato Forcaioli Progressisti, nato per rappresentare tutti i milanesi che non amano essere rapinati sotto casa da un tossico, ma nemmeno in una boutique di Gucci da un commesso sorridente. I Forcaioli Progressisti dicono no all'abbandono del centro storico alle bande rivali di Krizia e Prada e considerano i prezzi dell'Emporio Armani una forma autorizzata di borseggio. « Non ne possiamo più - lamenta un ex negoziante di via della Spiga -. I tossici ci portano via l'incasso, ma almeno ci lasciano il negozio. A me gli stilisti mi hanno costretto a dargli la bottega e me l'hanno trasfomata in una boutique. Una volta mia moglie ha chiesto un prezzo e le è venuto l'infarto. Sono contro le armi da fuoco, ma in certi casi voglio almeno la licenza di sberla ». Altri lamentano l'eccessiva popolazione di modelle in zona Brera. « Poverette, loro devono lavorare - osserva una residente -. Così magre fanno anche pena. Il guaio è che dove ci sono loro arrivano branchi di porci coi macchinoni che vogliono abbordarle. E poi infastidiscono anche mia figlia che ha quindici anni e studia dalle Orsoline ». Anche molti pensionati e disoccupati hanno chiesto l'iscrizione al Cfp: « Gli stilisti prendono a schiaffi la miseria tutti i giorni. Sarebbe ora che la miseria gliene restituisse qualcuno ». |
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