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  1999
Come neutralizzare il baco che fa impazzire i governi?
Italia paralizzata dal Cossiga Bug

ROMA. Il caos alla Stazione Termini? I guai della Ferrari? L'ingorgo di partitini all'ingresso di Palazzo Chigi? Il risveglio dell'Etna? Tutta colpa del Cossiga Bug, l'apocalittico baco che rischia di mandare a pallino il Paese molto prima del 31 dicembre 1999. «Gli uomini che cinquant'anni fa progettarono l'Italia - spiegano gli esperti - non pensavano che sarebbe durata fino al Duemila, e non inserirono fra i suoi programmi le informazioni utili per superare il cambio di millennio senza incidenti. Mano a mano che l'Italia si avvicina alla data fatidica, la sua memoria si degrada progressivamente e legge le nuove informazioni con schemi sempre più vecchi e ormai incomprensibili». E così assistiamo a fenomeni sconcertanti: le crisi di governo della Seconda Repubblica stanno replicando quelle della Prima, un ex Capo dello Stato in età da ospizio ha in politica lo stesso peso di vent'anni fa, una lista di spie del Kgb vecchia di decenni suscita sensazione come se esistesse ancora l'Urss di Breznev, Silvio Berlusconi è ancora a piede libero. Massimo D'Alema, conscio di aver sottovalutato i pericoli del Cossiga Bug (gli ha scritto addirittura lettere affettuose per cercare di placarlo), si è arreso alla necessità di una soluzione drastica: disattiverà il governo per una settimana per consentire ai tecnici di cancellare i ministri bacati dal Cossiga e introdurre l'Ulivo '99, un nuovo sistema operativo ancora tutto da sperimentare.


Forme di governo: parla la grande esclusa
L'ira di Laetitia Casta: «Non mi hanno messo nel totoministri»

PARIGI - Si parla D'Antoni, perfino di Irene Pivetti. Ma fra i nomi in lizza per le poltrone del D'Alema bis manca proprio il nome che tutti si aspettavano: quello della top model Laetitia Casta. «Questo è il mio anno - ha detto la bellissima francese - ormai sono dappertutto nei film, nei calendari, in televisione. Mi mancava solo una poltrona nel governo italiano, e pensavo fosse questione di ore: il mio agente stava aspettando una telefonata di D'Alema per concordare il mio cachet. E invece nulla. Perché? Eppure io valgo, come dico sempre negli spot de L'Oreal». Vista la sua eccellente e robusta impalcatura, la star già pensava al ministero dei Lavori Pubblici, o, in considerazione delle sue foto sul prossimo calendario Pirelli, a quello dei Trasporti. Ma pare che sul suo nome siano caduti come un macigno i veti di Cossutta («noi comunisti siamo contrari ai privilegi di Casta») e soprattutto di Francesco Rutelli: l'ex sindaco di Roma non avrebbe apprezzato la partecipazione della Casta al film Asterix, in cui i Romani fanno una pessima figura. Ma secondo i bene informati, Rutelli in realtà non vedrebbe di buon occhio la presenza nel D'Alema bis di un altro sex-symbol.


Meglio di Hair: il celebre show in una nuova fantastica versione
Natale in allegria col «Processo Calabresi On Ice»

VENEZIA - Per l'allestimento autunnale è stata scelta l'atmosfera romantica e decadente della Serenissima. Ma per l'ultimo Natale del millennio, il Processo Calabresi, lo spettacolo che da venticinque anni divide e appassiona l'Italia, ha scelto una cornice scintillante e pittoresca: una grande pista da pattinaggio. I giudici hanno fatto le cose in grande, come del resto avevano già annunciato: «Rivedere il processo? Ma è un'eternità che vediamo e rivediamo le stesse carte e le stesse facce. Adesso dobbiamo cambiare qualcosa, o il pubblico si stancherà». Strettissimo il riserbo sul «Processo Calabresi on ice», ma qualche indiscrezione comincia a circolare. Adriano Sofri incanterà la platea scrivendo con le punte dei pattini commoventi articoli sulla superficie ghiacciata, Leonardo Marino coinvolgerà i suoi vecchi compagni in un acrobatico numero intorno a una Fiat 125. Non mancheranno i giudici che giocano a hockey con le prove, gli avvocati di tutte le parti in causa che piroettano in tutù cozzando gli uni contro gli altri e, naturalmente, il gran finale con gli ex di Lotta Continua che sfrecciano sulla pista da destra e da sinistra coinvolgendo il pubblico in un tifo sfrenato. Sembra che anche dagli Usa siano giunte offerte per una tournée a Las Vegas del «Processo Calabresi»: nei panni di Leonardo Marino e Adriano Sofri ci saranno le due regine-rivali del pattinaggio Usa, Tonya Harding e Nancy Kerrigan.

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