Clarence - Cultura e Spettacolo
Clarence
PAGINATRE DI LIA CELI
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Cultura e Spettacolo > Paginatre> Archivio
  1999
Seattle, pattuglie di broker contro i giovani anticapitalisti
La Wto minaccia i ribelli:
«Vi quoteremo in Borsa»


SEATTLE - Potrebbe essere già segnato il destino del movimento che ha infiammato il Millennium Round al grido di «no al mercato globale». Vista l'inutilità dei tradizionali mezzi di repressione (cariche di polizia, manganelli e lacrimogeni), i pezzi grossi dell'Organizzazione Mondiale del Commercio hanno deciso di risolvere la questione a modo loro. Dalle Borse di tutto il mondo sono in arrivo squadroni di broker e agenti di cambio armati di sofisticati computer, in grado di trasformare qualsiasi essere vivente in azioni, options e blue chips. «Gli operatori finanziari mostrano un grande interesse verso queste manifestazioni - spiega un esperto del Wto -. In ventiquattr'ore hanno evidenziato un tasso di crescita degno di una multinazionale. Se lo mantengono nei prossimi giorni, potrebbero essere un ottimo affare per gli investitori, anche se ancora non sappiamo se gli ecologisti vanno quotati fra le telecomunicazioni o fra i prodotti zootecnici». Gli analisti finanziari sostengono però che la protesta di Seattle impiega troppa manodopera per essere un'azienda veramente moderna, e solo una drastica politica di riduzione del personale e una massiccia introduzione di nuove tecnologie potrebbe dare ai moti anti-globalizzazione quello slancio che piace al mercato. Perché impiegare migliaia di manifestanti per paralizzare una città, quando con una ventina di hacker si può paralizzare mezzo pianeta? I capi della rivolta, già interpellati in proposito, non sembrano insensibili al problema. Nei prossimi giorni potrebbero partire le prime lettere di licenziamento per i contestatori più anziani.


Più che una rogna, un rognone per i giudici di Milano
Estradato in Italia
il rene di Craxi


TUNISI - Un paio di pinze e un paio di manette: così è stato accolto, all'uscita dell'addome del paziente, il rene di Bettino Craxi, appena asportato dai suoi chirurghi di fiducia. L'organo è stato tradotto in un frigo e trasportato su un aereo diretto a Milano. Dietro questo colpo di scena, la richiesta dei giudici milanesi di poter interrogare il rene come «organo informato dei fatti» nel quadro dell'inchiesta All Iberian. Una volta uscito dal corpo dell'ex leader Psi, il rene non gode più dei privilegi e della protezione accordata al suo proprietario, e la legge tunisina ha consentito l'estradizione. L'organo non ha fatto resistenza, e c'è chi sospetta che si sia fatto asportare a bella posta, sacrificandosi per dare un contentino ai magistrati di Milano. Ma i più maligni insinuano che Gherardo Colombo e Ilda Boccassini, nell'impossibilità di avere tutto Craxi in una soluzione unica, abbiano stipulato un contratto con le autorità tunisine per riceverlo in comode rate mensili, e il rene sarebbe la prima. «Conosce Bettino da quando è nato - spiega uno degli inquirenti - e potrà dirci molte cose interessanti. Sappiamo che si occupava di eliminazione di tossine e tracce compromettenti, e di calcoli ne sapeva più lui che De Michelis». Il rene per ora non ha rilasciato dichiarazioni e ha affidato la propria difesa a un collegio di urologi.


Caput immundi: clamorosa sorpresa archeologica
Fra i ruderi nella discarica
anche la coscienza di Cossiga


ROMA - Frammenti di lucerne, brandelli di affreschi, cocci di anfore provenienti da un'antica villa del Gianicolo: nella discarica poco fuori Roma, dove sono stati gettati i reperti scavati dalle ruspe del Giubileo, si è trovato proprio di tutto. Ma nessuno si aspettava di trovare un reperto di incredibile valore storico, al confine della leggenda: la coscienza di Francesco Cossiga. «Si diceva che in tempi remotissimi ne avesse una - spiega un esperto di antiquaria - ma nessuno ci aveva mai creduto. Io stesso ero scettico, anche perché ritenevo che la coscienza cossighiana risalisse alla Sardegna nuragica, una civiltà di cui sono rimaste pochissime tracce e che probabilmente fu insabbiata dai servizi segreti». A prima vista, la coscienza dell'ex capo di Stato sembrava una banale anfora nerastra, e gli archeologi, ingannati dall'intenso e nauseabondo odore emanato dai cocci, avevano ipotizzato si trattasse di un contenitore di «garum», la salsa a base di aceto e pesce marcio tanto apprezzata dai Romani. Ma alcuni graffiti a forma di gladio hanno fatto capire che si trattava di ben altra cosa. «Cossiga deve averla persa nel tumultuoso periodo seguito all'assassinio di Cesare - sostiene il nostro esperto -. Probabilmente la coscienza era troppo pesante e puzzava troppo per non insospettire la commissione che indagò sulle Idi di Marzo, e l'ex presidente, Ministro dell'Interno all'epoca dell'omicidio, decise di farla sparire». Per ora l'interessato non ha chiesto di riavere indietro il suo imbarazzante effetto personale: «Sono duemila anni che faccio a meno della coscienza - ha dichiarato -, e tiro avanti a meraviglia».

l'archivio

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:
     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.