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  2000
Lia Celi by Rob GrassilliAbete macht frei: il regalo di Joerg mette nei guai il Vaticano
L'albero di Natale di Haider
era un criminale nazista!


ROMA - La ripugnante messa in scena è durata solo poche ore. Un dispaccio dell'Interpol, messa sull'avviso dal Centro Simon Wiesenthal, ha mandato a carte quarantotto il piano di Haider per ingraziarsi le gerarchie cattoliche e contemporaneamente mettere in salvo un vecchio corregionale fra le accoglienti mura vaticane. «Ci sono fondati motivi - si legge nell'informativa pervenuta Oltretevere - per ritenere che la conifera recapitata in Vaticano in occasione delle festività natalizie altri non sia che Fritz Harzhaltig, austriaco, nato nel 1918 in una foresta dello Hochhalmspitze, colonnello negli SS-Sturmtannenbäumenkorps, accusato di crimini contro l'umanità e la vegetazione in Polonia e Croazia». Durante la Seconda Guerra mondiale, lo Harzhaltig, un abete alto e ben piantato che non dimostra affatto i suoi ottantadue anni, era a capo di uno squadrone di alberi di Natale, di cieca osservanza nazista e addobbati da Hermann Goering in persona, il cui compito era seminare il terrore nelle zone occupate dalle truppe del Reich. Sulla cima degli Sturmtannenbäumen campeggiava una svastica-cometa dorata, e i loro rami erano così robusti da poter sostenere il peso di tre cadaveri di partigiani impiccati. Inoltre con le loro fronde, munite di candeline, appiccavano il fuoco alle indifese foreste dei paesi invasi, per poi prenderne il posto. Il presunto Fritz Harthaltig, che perfino nel corso della sua presentazione al Papa ha proteso uno dei suoi rami inghirlandati nel tipico saluto nazista, sarebbe stato riconosciuto in televisione da alcune anziane querce serbe fortunosamente sopravvissute alla sua furia e oggi trapiantate negli Stati Uniti. L'abete, che per i suoi terribili meriti nel Natale 1944 sarebbe stato decorato dallo stesso Adolf Hitler con la Führerball di prima classe, nega tutto, e Joerg Haider si dice pronto a giurare sulla sua innocenza: «E' solo un carinziano che ha fatto il suo dovere».

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