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  PAGINATRÉ 2001
Dopo il Grande Fratello, Mediaset dà un'altra chance alle nullità: un posto al governo
HASTA LA LISTA!

Ci aveva promesso Montezemolo, Einstein e D'Artagnan, e ci rifila Matteoli, Castelli e Pisanu: a prenderlo in quel posto ci siamo abituati, ma adesso si esagera - Berlusconi rettifica: «E' vero, sono il migliore del mondo, ma intendevo solo nella categoria nani pelati inquisiti e bigami» - L'efficienza berlusconiana mostra le prime crepe: per entrare nel Gabinetto del Cavaliere c'è una fila così - Da tutta Italia, un grido: «Silvio, hai rubato la bicicletta? E adesso pedala!» - Ecco le notizie più fresche sul totoministri.

- Gli alleati parlano di «ultimi ritocchi», ma pare che la lista dei ministri di Silvio Berlusconi sia ancora in alto mare. Da esperto uomo di spettacolo, il Cavaliere ha già effettuato quattro «previews» della lista nei cinema di altrettante città di provincia, per sondare il gradimento del pubblico, ma dalla platea sono arrivate bordate di fischi all'improbabile cast del governo che nella quarta versione riveduta e corretta proponeva Sandra Mondaini alle Attività produttive, Pietro Taricone alla Cultura e Gianfranco Fini vicepresidente del Consiglio.

- C'è un veto sul tuo nome? Scoprilo in tempo. Il triste caso di Bobo Maroni, che a causa di un veto incurabile sulla sua persona diagnosticato troppo tardi ha visto andare in fumo prima la poltrona di presidente della Camera, poi quella della Giustizia, ha almeno avuto il merito di sensibilizzare l'opinione pubblica sul dramma dei veti e sulla necessità di individuarli precocemente. Presso i maggiori ospedali italiani sono in via di allestimento appositi centri diagnostici destinati a chi intende lanciarsi in politica, ma già da oggi la Lilv (Lega Italiana per la Lotta al Veto) ha attivato un numero verde e un sito Internet dove ogni cittadino potrà apprendere, gratuitamente e nella più assoluta privacy, se sul suo nome pesa un veto, e da parte di chi: Ciampi, Berlusconi, il Papa o il fruttivendolo. «Il veto è una patologia ancora difficile da curare, specie se è in fase avanzata - spiegano alla Lilv -, e la difesa più efficace resta la prevenzione. Ad esempio, evitando di resistere a un pubblico ufficiale, come ha fatto Maroni: meglio usare il preservativo».

- L'ex presidente del Wto Renato Ruggiero sembra confermato al ministero degli Esteri, ma, sull'esempio dell'astronauta italiano Guidoni, dopo qualche giorno dovrà lasciare il suo posto a un avventuroso multimiliardario, il texano Josh MacNamara. «Berlusconi mi ha scucito 45 miliardi per questa poltrona - ha detto MacNamara - ma sono sicuro che mi divertirò da pazzi».

- L'Italia alfabetizzata tira un sospiro di sollievo: perde quota la candidatura di Rocco Buttiglione all'Istruzione. Sul filosofo cattolico, che si proponeva di riportare in auge nella scuola la Riforma Gentile, si è abbattuto il veto della Lega, sostenitrice della Riforma Cafona. In pole position ora si piazza l'economista azzurro Antonio Martino, teorizzatore dell'integrazione fra scuola e aziende. Già pronto il suo progetto per gli alunni delle elementari: un'ora quotidiana di lezione, otto a cucire scarpe per la Nike.

- Un comunicato dell'onorevole di Forza Italia Enrico La Loggia invita gli organi di stampa a riportare finalmente il suo nome per esteso: Enrico La Loggia P2. Finora il politico aveva preferito omettere l'imbarazzante particella finale, ma ora intende esibirla con orgoglio. Il suo esempio ha sdoganato altri esponenti della Casa delle Libertà, gravati da cognomi imbarazzanti: Ubaldo La Bomba, Giampietro La Mafia, Camillo La Strage, Simonetta Sequestro Moro.

- Misteriose telefonate notturne per Francesco Rutelli. «E' un tizio disperato, con la voce rotta dal pianto - rivela lo sconfitto del 13 maggio - e una leggera inflessione lombarda. Singhiozza: "questi mi ammazzerebbero per una poltrona, si azzuffano come cani, mi stanno facendo fare la figura del pirla". Va avanti così per mezz'ora». Ma il leader dell'opposizione sa come scoraggiarlo: «Mi basta dirgli "incontriamoci faccia a faccia", e lui riaggancia».

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