Il premier tuttofare non resiste alla tentazione
Berlusconi lancia la sfida:
«Sarò anche il leader dell'Ulivo»
ROMA. Sorpresa? Macché. Chi lo conosce bene dice che era inevitabile.
Ovunque si crei un vuoto di potere, ovunque regnino il caos e le lotte
intestine, ovunque ci sia un gregge disperso che brancola nella disperata
ricerca di una guida sicura, là lo chiama il suo destino. E Silvio
Berlusconi non si tira indietro, nemmeno se si tratta di salvare lo
schieramento che dovrebbe contrastarlo: l'Ulivo. Perfino l'impassibile
Gianni Letta, che ha tentato con tutte le sue forze di dissuadere il
Cavaliere dal suo folle progetto, ieri sera si lasciava andare: «Di fronte
alle degradanti beghe che dilaniano l'opposizione, un premier normale
farebbe i salti di gioia. Lui, invece, sta sulle spine, e continua a
sospirare "ah, se ci fossi io". Il problema è che Silvio è troppo buono, e
i disgraziati, che siano immigrati, prostitute o militanti dell'Ulivo, lo
commuovono fino alle lacrime». Finché, dopo l'ennesimo bisticcio fra
Rutelli e Fassino, il Presidente del Consiglio ha deciso di rompere gli
indugi, e stamattina ha presentato la propria candidatura alla leadership
del centrosinistra. «Ho fatto mille mestieri nella mia vita - ha dichiarato
- uno in più cosa volete che sia? Io so come si fa a salvare una squadra,
l'ho dimostrato mille volte. D'accordo, fra Mediaset, palazzo Chigi, la
Farnesina e portare Bossi a fare la passeggiatina igienica, la mia agenda è
fittissima, ma un quarto d'ora al giorno per dirigere l'Ulivo lo trovo
facilmente. Intanto, faccio sapere a tutti i deputati del centrosinistra
che da domani li voglio trovare abbronzati, con mani asciutte e alito
fresco».
Berlusconi ha già pronto un ambiziosissimo programma per i suoi primi cento
giorni alla guida dell'Ulivo: ricordare tutti i nomi dei partiti che ne
fanno parte, un'impresa titanica che ha sollevato mormorii increduli
perfino tra i suoi più fervidi ammiratori. Qualcuno ha sollevato il
problema del conflitto d'interessi: «Giustissimo - ha ribattuto Berlusconi
-, come capo dell'Ulivo e dell'opposizione, mi batterò perché il premier
risolva finalmente una questione che ci attira la diffidenza di tutti i
paesi democratici. E' chiaro che, come presidente del Consiglio, continuerò
a sbattermene». Il blitz del Cavaliere ha gettato lo sgomento fra gli
attuali vertici dell'Ulivo, ma il popolo della sinistra sembra disposto a
dargli una chance: «Stavamo per offrire la leadership a Del Neri,
l'allenatore del Chievo, tanto vale provare con lui». E c'è perfino chi
subodora in tutta la faccenda il diabolico zampino di Massimo D'Alema: «In
questo modo non solo è riuscito a sbarazzarsi in un colpo solo di Rutelli,
Fassino e Amato - osserva un militante -, ma dopo un mese passato a tenere
insieme otto partiti rissosi e irragionevoli, anche Berlusconi sarà ridotto
a una larva umana».
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