Il momento è grammatico: Berlusconi negozia coi sindacati
«Voi cedete l'articolo 18
e io vi do due avverbi»
ROMA. Domani e mai? Accidentalmente e laggiù? Il Presidente del Consiglio e
il ministro del Lavoro tengono la bocca ben cucita: solo in serata si
conosceranno i dettagli della proposta che il governo farà ai tre leader
sindacali nell'attesissimo incontro delle 19.30. Ma la sostanza del
progetto che dovrebbe sgretolare le resistenze di Cofferati, Pezzotta e
Angeletti sulla riforma delle norme sulla licenziabilità è già trapelata:
in cambio del placet sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, Cgil,
Cisl e Uil avranno mano libera su ben due avverbi. Una soluzione semplice e
vantaggiosa, che solo la brillante mente del premier poteva escogitare.
«Possibile che facciano tanto chiasso per un semplice articolo? - si era
sfogato Berlusconi coi suoi più stretti collaboratori, dopo le ultime prese
di posizioni dei leader sindacali - Per la gente che lavora, la pratica val
più della grammatica. Col bendiddìo di pronomi, aggettivi, congiunzioni e
preposizioni che c'è nello Statuto è assurdo scannarsi per un articolo». Il
problema era definire una contropartita vantaggiosa, e il presidente del
Consiglio ha chiesto la consulenza di Nestore Carbonazzi, professore
associato di Economia lessicale presso l'Accademia dei Verbosi. E, fra le
tante parti del discorso, la scelta è caduta sull'avverbio: «Una persona
fine come Cofferati non potrà non apprezzare - spiega Carbonazzi -. Come
tutela dei diritti di chi lavora, l'avverbio offre molte più garanzie
dell'articolo. Innanzitutto è invariabile, dunque non risente delle
variazioni del mercato del lavoro; non essendo maschile né femminile,
singolare o plurale, tutela ogni lavoratore, a prescindere dal sesso,
dall'età e vale per i contratti individuali come in quelli collettivi.
Infine, lascia ai sindacati ampi margini di manovra, perché indica il
tempo, il luogo e la qualità dell'azione».
Con la consueta generosità, Berlusconi ha deciso di concedere non un solo
avverbio, ma due, più alcuni segni di interpunzione a scelta. Anche Maroni,
da parte sua, ha arricchito il pacchetto dell'offerta. Se lasceranno mano
libera al governo sull'articolo 18, i capi del sindacato porteranno a casa
anche un pacchetto di interiezioni utilissime nei rapporti con i
lavoratori: «ahimé», «mortacci tua» e «vaffanculo».
|