Una Pasqua al bacio: sdoganato il discepolo più liberista Scatta la par condicio. Quest'anno risorge Giuda
GERUSALEMME. Crolla l'ultimo steccato ideologico, e, dopo duemila anni di
ingiusta censura e di miopi pregiudizi, stavolta tocca a lui: Giuda
Iscariota. Sarà proprio lui, il leggendario traditore di Gesù Cristo, a
uscire dal sepolcro all'alba del 31 marzo. La svolta si deve all'accorato
appello firmato da numerose associazioni internazionali, dalla World Trade
Organization ai Kiss, dalla Federazione Mondiale Numismatici alla famiglia
Savoia, per la riabilitazione del «ragazzo che scelse i trenta denari».
Nessuna reazione scandalizzata nella Cristianità: «Con tutta la stima per
Gesù, sono quasi duemila anni che risorge, e non è che la pace e l'amore
abbiano fatto dei gran passi avanti. Magari un tipo pragmatico come Giuda
ha più fortuna». Lo spregiudicato seguace di Cristo, a poche ore dal
rientro, fa sapere di non aver intenzione di ricadere nel vizio: «Il
tradimento non rende più, meglio il trading-on-line».
Osama Bin Laden smentisce Powell: niente attentati in Italia Al Qaeda diserta Venezia e Firenze:
«Con quei prezzi? Figuriamoci»
WASHINGTON. I turisti Usa non dovranno stracciare i biglietti aerei per le
nostre città d'arte: i timori del segretario di Stato Colin Powell, che
paventava attacchi terroristici islamici contro gli americani in Italia
sono del tutto infondati. Li ha smentiti lo stesso Osama Bin Laden con una
cassetta pervenuta alla Casa Bianca. «Per terrorizzare gli americani a
Venezia - osserva il capo di Al Qaeda - basta il conto di una qualsiasi
pizzeria. E con quello che mi costa affittare un covo a Firenze a Pasqua
per i miei uomini, potrei comprarmi un castello della Loira». Osama non
esclude di poter realizzare qualche attentato in Italia, ma in bassa
stagione e in località meno gettonate: «Macerata e Rovigo in autunno sono
veramente suggestive. Che ne dite di trovarci là?»
Ippica: corre in Afghanistan il biblico quartetto equestre Kabul saluta il raduno annuale
dei Quattro Cavalieri dell'Apocalisse
KABUL. Guerra e Morte sono qui da ottobre, Carestia è ormai una del posto,
e da un momento all'altro si attende l'arrivo di Pestilenza, in tournée
nell'Africa nera. E, una volta tanto, sarà una grande festa sportiva e
mondana a portare l'Afghanistan sulle prime pagine di tutto il mondo: dopo
Beirut, Pristina e la capitale del Ruanda, a ospitare il summit annuale dei
Quattro Cavalieri dell'Apocalisse è Kabul. Da domani, i quattro Cavalieri
si esibiranno in giostre, galoppate e allegre scorribande fra le
popolazioni afghane, per la gioia di grandi e piccini e soprattutto dei
corvi. «Fino all'ultimo momento siamo stati tentati di riunirci a
Gerusalemme - spiega Guerra -. Ma il recente terremoto nell'Hindukush ha
dissipato gli ultimi dubbi. Tale e quale quello del sesto sigillo
dell'Apocalisse. Questo è il posto giusto per noi, anzi, siamo tentati di
fare uno strappo alla regola e stabilirci qui ancora per qualche anno.
Tutto dipende dalle decisioni del Quinto Cavaliere onorario, il presidente
Bush».