Per tutti gli spinaci! Ore d'angoscia in Medio Oriente
Braccio di ferro fra Sharon e Arafat: «Per piacere, mandatemi Batman»
BETLEMME. «Dite a Olivia che sto bene»: rinchiuso da giorni nella Basilica
della Natività, il celebre marinaio guercio non ha perso la calma, e ha
voluto rassicurare la fidanzata lontana. Poteva uscire anche lui insieme ai
sei giornalisti italiani riparati nella chiesa, ma ha deciso di rimanere,
offrendosi generosamente come scudo umano a difesa dei duecento palestinesi
ancora intrappolati, e soprattutto dei quaranta frati francescani.
«Nonostante quei tatuaggi, è un caro ragazzo - dice di lui il priore, padre
Ibrahim -. In suo onore, abbiamo inserito "I'm Popeye the Sailor Man" fra
gli inni gregoriani che cantiamo durante le nostre funzioni. Ma, cieco da
un occhio com'è, rischia di mettersi nei guai. Ieri ha tentato di mangiarsi
una granata scambiandola per una scatola di spinaci». Cos'ha spinto l'eroe
di Elzie C. Segar in uno dei più tormentati angoli del globo? «Beh, se ci è
venuto come mediatore un vecchio generale dei marines rincoglionito come
Anthony Zinni, posso venirci anch'io - commenta Braccio di ferro,
stringendo fra i denti la fedele pipetta - Huh huh huh, sapevo che questa
vacanza in Palestina mi avrebbe portato rogne, ma sapete come sono fatto,
volevo venire a mettere il naso di persona in questo brutto pasticcio. Se
quel pappamolla alla Casa Bianca ha meno fegato di Pisellino, ci vuole
qualcuno che faccia il lavoro al posto suo. Non mi sta simpatico
quell'Arafat, ma Sharon, a parte l'aspetto, si sta comportando spiccicato a
Bluto. Un paio di sganassoni per ciascuno, e ve li trasformo in due
agnellini». L'interessante offensiva diplomatica, purtroppo, è rimasta in
panne a causa dell'incidente di Betlemme, e il lupo di mare si è visto
costretto a chiamare in aiuto altri colleghi, da Batman a Superman. Per ora
l'appello sia caduto nel vuoto: tutti i supereroi Usa sono stati arruolati
contro il terrorismo islamico e si trovano in missione in Afghanistan. Ma
Braccio di Ferro non demorde: «Proverò a chiamare i miei amici degli anni
d'oro - borbotta deluso -, Krazy Kat, Bibì e Bibò e il gatto Felix. Il mio
amico Poldo Sbaffini era pronto a raggiungermi, ma i francescani mi hanno
pregato di fermarlo: in dispensa non c'è rimasto quasi niente».
|