Suola di polizia: è l'ultimo grido nel settore calzature Il must dell'estate 2002? Gli zoccoli «Cogne»
AOSTA. Stile unisex, tacco discreto, calzata comoda e tante macchioline
rosse un po' dappertutto. Hanno fatto impazzire gli inquirenti aostani, ora
faranno impazzire gli acquirenti di tutta Italia: sono i «Cogne», gli
attualissimi zoccoli picchiettati di sangue lanciati da Anna Maria
Franzoni, protagonista del giallo che riempie da mesi le prime pagine.
Appena giunti in vetrina insieme alle novità primavera-estate, sono andati
a ruba nonostante il costo tutt'altro che lieve. «Non me li toglierei mai -
confida una signora che li ha appena comperati -, li indosso anche con
l'abito da sera. Mi fanno sentire tosta, diversa, una donna fatale. E da
quando li porto, i miei figlioli rigano dritto che è un piacere». E una
ragazzina conferma: «E' un crimine non averli, adesso che il piumone
stile-Erika è diventato out».
Ma non è la prima volta che una calzatura
nata per funzioni eminentemente pratiche (nella fattispecie, camminare in
un lago di sangue) assurge al ruolo di status symbol anche per chi conduce
una vita urbana e sedentaria. C'è perfino chi compra i «Cogne» insieme al
pigiama coordinato, per un total-look da torbido angelo del focolare. E
grazie a un avvincente concorso, nemmeno gli uomini sfuggono al fascino
degli zatteroni-splatter: insieme ad ogni paio sono in omaggio un dossier
sul delitto di Cogne, la pianta della villa di Montroz e le schede dei
principali sospettati. Chiunque può improvvisarsi perito del Ris ed
esaminare le macchie in modo da ricostruire le mosse dell'assassino del
piccolo Samuele Lorenzi. Per chi individuerà il colpevole è in palio una
vacanza in Val d'Aosta e una cena col suo giudice preferito: la graziosa pm
Stefania Cugge, la severa giudice Anna Bonaudo o l'aitante gip Fabrizio
Gandini.
Insomma, un altro colpo messo a segno dalla nostra industria calzaturiera,
famosa nel mondo per originalità e inventiva. Tanto da far sospettare che
il cosiddetto «giallo di Cogne» non sia altro che l'ultima frontiera della
pubblicità choc: saturata l'attenzione del pubblico con gli spot a base di
campioni sportivi e star del rock, i colossi dell'abbigliamento, per
lanciare i nuovi prodotti, scommettono sulla cronaca nera. E nell'omicidio
di Montroz il giro d'affari potrebbe essere molto più ampio. Secondo voci
insistenti, il perdurante mistero intorno all'arma del delitto nasconde una
contesa fra sponsor miliardari: sarebbero in lizza un celebre marchio di
utensili da cucina e un'altrettanto famosa ditta di attrezzi da
giardinaggio.