Duce France: politologi ottimisti sul futuro del continente «L'Europa non avrà mai un nuovo Hitler,
ce ne saranno almeno ventisette»
PARIGI. Forse è l'unica garanzia sicura contro l'avvento di un Quarto
Reich: decine di piccoli Fuehrer impegnati a prendere le distanze l'uno
dall'altro. Le analisi degli esperti aprono uno spiraglio di speranza per
chi, dopo il clamoroso risultato delle elezioni presidenziali in Francia,
temeva un nuovo Asse razzista e ultraconservatore a livello continentale. A
differenza dei leader europei di sinistra, sempre pronti a fare comunella
fra loro e a vantare parentele reciproche, gli attuali politici di estrema
destra di ogni singolo paese si sentono unici e inimitabili, e per oscuri
motivi tendono a sputarsi negli occhi l'un l'altro nonostante i loro
rispettivi programmi differiscano come zuppa e pan bagnato. La Lega di
Bossi accusa di razzismo il Front National di Le Pen, bollato come
«fascista» perfino dal neonazista austriaco Joerg Haider, che peraltro
diffida anche della Lega in quanto guidata da un individuo dai tratti non
sufficientemente ariani. D'altronde Le Pen, il quale ha rassicurato i
connazionali timorosi («Se vincerò, in Francia non cambierà nulla. E' in
Algeria che cambierà tutto»), considera sia Bossi che Haider una coppia di
smidollati federalisti che non riuscirebbero a bastonare nemmeno un
magrebino legato. La tesi dei politologi più accreditati è che se anche gli
altri paese d'Europa si provvederanno al più presto di un caporione di
destra megalomane e bilioso, il continente potrà contare su un lungo
periodo di pace. «I dittatori del secolo scorso erano più socievoli -
osservano gli studiosi - e cercavano sempre un'anima gemella: Hitler
sosteneva di imitare Mussolini, il quale coccolava Franco come un
fratellino minore. Questo simpatico tratto ha portato l'Europa intera alla
rovina. L'aspirante duce di oggi, fortunatamente, è così imbevuto di odio
che detesta perfino i suoi simili. Cresciuto con la televisione, è un
individualista che vuol fare l'originale a tutti i costi, e si è convinto
che il razzismo l'ha inventato lui».