Occidente sotto sciocco: l'intelligence Usa stavolta ha fatto centro
Bush lancia l'allarme: «Me l'ha detto la Cia:
c'è un coglione alla Casa Bianca»
WASHINGTON. Un cervello bacato in grado di distruggere il mondo. Un
fantoccio manovrato dall'industria bellica che può scatenare un conflitto
planetario. Un tizio molto più pericoloso di qualsiasi fanatico arabo, uno
che potrebbe strozzarsi con un salatino o schiacciare il pulsante della
guerra termonucleare globale con la stessa imperturbabile scemenza. E non
si annida in una caverna afghana o in un emirato compiacente, ma nel cuore
degli Stati Uniti: la Casa Bianca. Peggio: nello Studio Ovale. L'ultimo,
terrificante rapporto della Cia, confortato dalle indagini dello Fbi, è
giunto sulla scrivania di Bush solo poche ore fa, e questa volta, a
differenza che in occasione degli allarmi pre-11 settembre, il Presidente
ha deciso di rivelarlo tempestivamente nella sua crudezza, a rischio di
seminare il panico in America e non solo. «Non so ancora chi sia questo
imbecille - ammette Bush -, i servizi non sono stati in grado di
accertarlo. Però mi hanno mostrato un sacco di foto in cui lo si vede con
mia moglie Laura: forse lei ne sa qualcosa. In ogni caso, la miglior difesa
è l'attacco: lo staneremo, a costo di bombardare la Casa Bianca, anzi, ho
già chiesto a Dick Cheney di spostare i mobili». I dati somatici del
ricercato sono stati trasmessi a tutto il personale della sede
presidenziale, che, in nome della sicurezza nazionale, è stato invitato a
tenere d'occhio un maschio caucasico alto un metro e ottantasette con
faccia melensa e pesante accento texano. «Facile - osserva un addetto - è
dal gennaio 2001 che non facciamo altro». Secondo i servizi segreti, il
pericoloso individuo sta per recarsi in Europa per un tour di visite
ufficiali a bordo dell'Air Force One, l'aereo presidenziale. Alcune voci
incontrollate hanno diffuso il sospetto che il deficiente insediato a
Washington sia proprio George W. Bush, ma è stato lo stesso Presidente a
smentire la velenosa insinuazione: «Il rapporto Cia parla chiaro:
quest'uomo è arrivato alla Casa Bianca dopo aver vinto regolarmente le
elezioni. Il che esclude possa trattarsi di me».