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  LA NUOVA "PAGINATRÉ"
Che equivoco! Clamoroso flop del supervertice romano
Putin sbatte la porta: «La Russia nella Nato? Ma non erano gli Usa a entrare nel patto di Varsavia?»

PRATICA DI MARE. «Sù, sù, Vladimir, andiamo, George...» Ma stavolta la suadente mediazione di Silvio Berlusconi è caduta nel vuoto. I grandi sono già risaliti sui rispettivi velivoli, per lasciare al più presto possibile Pratica di Mare e i cocci di un matrimonio distrutto ancora prima di essere consumato. La catastrofe si è consumata in pochi fatali secondi, quando il foglio bianco appoggiato da Berlusconi con finta noncuranza sul testo della «Dichiarazione di Roma» è scivolato a terra, proprio quando Putin si accingeva ad apporvi la sua firma. «Lascia perdere Vladimir, è inglese, non lo capisci - si è interposto il nostro premier - è tutto a posto, cià che di là il pranzo si raffredda». Tutto inutile.
Al presidente russo era bastato leggere le prime righe dell'accordo per scoppiare in sanguinose imprecazioni, tradotte da un interprete imbarazzatissimo. «Che imbroglio è questo? La Russia nella Nato, ma siamo impazziti tutti?», ha sbraitato Putin. Immaginabile il gelo fra i leader occidentali, che, in cerca di una spiegazione plausibile, hanno rivolto lo sguardo verso l'artefice del summit. «Cosa vuoi, George, ho dovuto indorargli un po' la pillola - ha spiegato Silvio Berlusconi, nel suo tono simpaticamente informale -, ti pare che Putin veniva qui se sapeva che si impegnava a diventare il parente povero della Nato? Sai come sono i russi, bisogna carezzarli nel verso del pelo, in fondo sono mezzi selvaggi. Sì, gli ho detto che eri stato tu a chiedere di entrare nel patto di Varsavia, tanto adesso il comunismo non c'è più e anche a Mosca c'è pieno di McDonald. Vabbè, in fondo cosa cambia? L'importante è far finire la guerra fredda, no? Ehi, dove state andando tutti? No, dài, non fate così, aspettate, adesso vi racconto di nuovo la storia di Enea, Lavinia, Romolo e Remolo... oppure di quando mi è arrivato un avviso di garanzia al G7 del '94... o dei pestaggi al G8 dell'anno scorso... certo che a me 'sti supervertici portano una sfiga... Suvvia, da bravi, tornate indietro... Tony, Jacques, anche l'ungherese, come cazzo si chiama... posso cantarvi "Et maintenant", che ne dite?...»

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