Morti di Fame: Baldassarre sfida lo show della De Filippi Rai: aperte le selezioni per «Saranno Fascisti»
ROMA. Il logo è lo stesso, «SF». Ma non campeggia su una T-shirt bianca, bensì su un'inconfondibile camicia nera. E diventerà il gadget più ambito
dai giovanissimi nel prossimo autunno, quando entrerà nel vivo il progetto
con il quale la nuova Rai di Antonio Baldassarre intende rispondere al
fortunatissimo «Saranno Famosi» di Mediaset e allo strombazzato «Operazione
Trionfo» di Stream.
«La televisione di Stato non è tenuta a ingrassare orde
frivole e degenerate di cantanti, attori e ballerini - puntualizza il
presidente della Rai -, nello stile del centrosinistra e dei suoi accoliti.
Il nostro compito è forgiare una generazione con la spina dorsale
granitica, pronta a gettare il cuore oltre l'ostacolo». Ecco dunque
«Saranno Fascisti», lo show che, attraverso il televoto, laureerà un
manipolo di giovani gagliardi pronti a ripetere le gesta degli eroi del
Ventennio in un tour sponsorizzato da Wind e da una nota ditta produttrice
di olio di ricino. Le selezioni, già in corso presso gli studi Dear, sono
affollatissime, e gli esaminatori hanno il loro daffare per scegliere i
quaranta aspiranti che debutteranno nella prima puntata, prevista, manco a
dirlo, per il 28 ottobre, anniversario della Marcia su Roma. Si guarda
all'aspetto fisico, ma soprattutto al talento e alla capacità di
comunicare. Fra i candidati, molti sono i palestrati alla Taricone, gli
ultrà dalla testa rapata e le ventenni ossigenate stile Alessandra
Mussolini, tutti pronti ad impressionare la giuria con numeri ad hoc: chi
salterà nel cerchio di fuoco, chi si esibirà in hit come «Fischia il sasso»
o «Faccetta nera», chi si è portato un amico comunista da picchiare, chi ha
portato la registrazione del discorso del Duce in occasione dell'entrata in
guerra e sa urlare «Sìììì!» e «A noi!» al momento giusto . Numerosi i
giovani che si presentano nella specialità «comico di regime», con un vasto
repertorio di barzellette su ebrei, negri e donne al volante. Ma non
mancano i ragazzi dal look tormentato e intellettuale: «Siamo nel Terzo
Millennio, nell'era di Internet un fascista non ha bisogno dei bicipiti e
del manganello» teorizza uno spilungone occhialuto che ha costruito un sito
dedicato agli ammiratori di Renato Farinacci e sa dire
«demogiudoplutocrazie» anche all'incontrario. E c'è perfino una
graziosissima teenager in minigonna, che commenta: «Ormai anche per fare la
velina ti chiedono di dimostrare che hai un cervello. Oggi, nel mondo dello
spettacolo, il fascista è rimasto l'unico mestiere dove non c'è bisogno di
essere intelligenti».