Un nuovo 11 settembre: obiettivo, schiantare l'Italia contro il mondo civile La Cia avverte: «Altroché governo,
sono kamikaze islamici»
WASHINGTON. Credevamo che la diabolica malvagità di Osama Bin Laden avesse
scatenato tutto il suo potenziale negli attentati dell'11 settembre 2001,
ma la vera apocalisse dell'Occidente potrebbe essere questione di giorni.
Un'intera penisola dell'Europa meridionale scagliata a tutta forza contro i
valori del mondo civile: libertà, uguaglianza, democrazia, separazione dei
poteri, bilanci in regola, e perfino contro il principio aristotelico di
non-contraddizione. L'effetto sarà un disastro rispetto al quale la
tragedia delle Twin Towers apparirà come un banale tamponamento in un
parcheggio.
L'allarme proviene da un dispaccio Cia, e ci riguarda da
vicino: «Nel giugno 2001 un commando di kamikaze islamici si è introdotto a
Palazzo Chigi, sede del governo italiano, travestito da esecutivo
legittimamente espresso da una maggioranza parlamentare, e da un anno sta
pilotando l'Italia in rotta di collisione verso i pilastri della civiltà
occidentale. L'impatto è previsto in tempi brevi».
La nota indica gli pseudonimi italiani adottati dai terroristi (uno,
Letizia Moratti, farebbe pensare a una donna, ma pare si tratti di un ricco
fanatico saudita sotto mentite spoglie), però solo di due è in grado di
rivelare le vere generalità. L'uomo che si è posto a capo dello
pseudo-governo, assumendo l'identità dello spregiudicato tycoon
dell'editoria Silvio Berlusconi, si chiamerebbe Alì ibn Ruhallah
al-Palazijnar, un imprenditore edile di Riad e in gioventù concorrente di
Osama Bin Laden. Al-Palazijnar in passato si macchiò di reati finanziari
che gli costarono, ai sensi della Shariah islamica, l'amputazione della
mano destra (oggi porta una protesi). Dopo la punizione si convertì
all'integralismo musulmano, e lo sceicco del terrore lo guadagnò facilmente
alla sua causa, imponendogli il dirottamento suicida dell'Italia come
estrema espiazione per i suoi peccati e come unico modo per riguadagnare
l'accesso al paradiso islamico. L'altro falso ministro smascherato è
Ibrahim al-Khalkhul, alias Giulio Tremonti: ex amministratore di Bin Laden,
la sua incommensurabile somaraggine fece perdere al suo principale somme
enormi, tanto che il capo di Al Qaeda gli pose l'alternativa fra
l'esecuzione sommaria e la missione suicida.
Il piano, studiato nei minimi particolari, mostra tutta la perfida
genialità di Osama. Assumendo la personalità di un imprenditore abile e
suadente, gravato da pesanti debiti con la giustizia, al-Palazijnar è
riuscito a ingannare gli italiani dal primo all'ultimo: metà della
popolazione lo crede ancora il salvatore della patria e lo venera, mentre
l'altra metà è convinta che l'unico obiettivo del suo governo sia salvarlo
dalla galera, e si gingilla con benintenzionati ma inutili girotondi.
Un doppio bluff che maschera perfettamente i veri, agghiaccianti scopi
dell'operazione. L'impostore ha perfino abbindolato a suon di cene e
telefonate lo stesso George Bush, che lo ha sempre ritenuto un simpatico
guappo tutto sommato fedele. Ora l'avvertimento della Cia potrebbe fargli
cambiare bruscamente atteggiamento, e, per neutralizzare la minaccia, il
Pentagono sta vagliando la possibilità di rivolgere su Roma la pioggia di
bombe riservata a Saddam. Il che non lascia nessuna speranza ai
cinquantotto milioni di passeggeri a bordo del paese in questione, ma
almeno, prima della fine, avranno il tempo di capire il senso della folle
sequenza di avvenimenti politici degli ultimi mesi. E i più coraggiosi,
forse, avranno il sussulto d'orgoglio che l'11 settembre 2001 fece dire
agli eroi dell'aereo precipitato vicino a Pittsburgh: «Let's roll».