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  INTERVISTA A LIA CELI
Lia Celi Lia, confessa! Quanti giornalisti ti hanno già chiesto che cosa vuol dire essere donna e fare satira? Vogliamo nomi e cognomi.
Questa è una domanda da prima Repubblica! Coi tempi che corrono, non fa più effetto essere donna, quanto il fatto di scrivere di satira, visto che non è rimasto più nessuno a farlo. Persino le colonne di "Cuore" hanno preso altre strade, prima tra tutte quella della televisione.

A proposito di "Cuore": Sabelli Fioretti, il tuo vecchio direttore, ci ha confessato di non aver ancora capito se tu sia una suora o una pornostar...
Spero che col tempo gli migliori la vista. Scherzi a parte, l'essere ambivalente è una delle caratteristiche più comuni tra chi fa satira.

Molti giornalisti stanno passando dalla carta stampata al web. Tu invece sei già al passo successivo: dai pixel sei tornata alla carta. Che effetto fa?
Hai ragione, il salto io l'ho già fatto. Più che sulla carta, mi fa effetto vedere le mie "sciocchezze" pubblicate nella seriosa veste di Einaudi. E' anche vero che la carta stampata, il nero su bianco, comunica sempre una presunzione di serietà.

Che cosa sarebbe stata Lia Celi senza Berlusconi e i socialisti?
Avrei sempre scelto la strada dello scrivere, magari non satirico ma umoristico. In particolare, senza Craxy e Tangentopoli forse non ci sarebbe stato bisogno di "Cuore". Senza Berlusconi invece la satira sarebbe stata migliore. Come si fa a prendere per i fondelli uno che non prova neppure il sentimento della vergogna?

Quindi, dopo il 13 maggio sarà dura minga...
Mah. Non mi fascio la testa prima ancora di essermela rotta. Chissà mai che questi pecoroni di Italiani abbiano imparato la lezione. Il guaio è che non so se sia peggio avere al governo Berlusconi o una sinistra che non ha uno straccio di proposta.

Da quando sei diventata mamma, come è cambiata la tua satira? Pensi di esserti un po' addolcita?
Assolutamente no. Fare la mamma ruba soltanto del tempo alla lettura dei giornali, che per me è un momento fondamentale della giornata. Scrivere "Paginatré" diventa così un vero e proprio modo per sfogarmi, per reagire all'informazione più becera che ci circonda. In questo modo fare satira assume un valore ansiolitico.

Pensa un po'! Satira taumaturgica...
E' il modo migliore per ribellarsi ai mass media, che diffondono informazioni spettacolarizzate e basate sulle emozioni. Fanculo le emozioni, che ci fanno diventare sempre più timorosi, cattivi e di destra!

Un pensierino finale per le migliaia di lettori abbonati alla tua mailing list.
Come no! Dopo aver fatto lo step quotidiano con le videocassette di Jane Fonda, fate ginnastica mentale con "Paginatré" di Lia Celi. Scherzi a parte, spero che loro si divertano a leggere i miei pezzi così come io mi diverto a scriverli.

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  di S. Porro e G. Genna
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   data: 08 mag 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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